Questi Semi Potrebbero Curare il Cancro: Perché Nessuno ne Parla?

Alcune sostanze presenti all’interno dei semi di albicocca sarebbero state usate con successo su pazienti malati di tumore: il vantaggio principale dell’uso dei semi di albicocca per curare il cancro sta, oltre che sulla capacità di contrastare in modo efficace la malattia, anche sul fatto di non avere alcun effetto collaterale

Il motivo per cui l’uso dei semi di albicocca per curare il cancro rappresenta una possibilità concreta nella cura delle malattie oncologiche risiede nel fatto che i noccioli di questo frutto contengono amigdalina, sostanza che rappresenta una delle maggiori fonti presenti in natura di laetrile o vitamina B17, enzima ritenuto in grado di controllare e distruggere le cellule tumorali, senza nuocere in alcun modo alla salute del paziente, al contrario di quello che avviene nelle terapie chemioterapiche.

La possibilità di usare i semi di semi di albicocca per curare è stata introdotta scientificamente nel 1953 dal biochimico Ernst Krebb, il quale per primo suppose che, per sconfiggere il cancro occorreva, prima di tutto, introdurre nella nostra dieta un principio nutritivo in grado di contrastare la proliferazione delle cellule cancerogene. La sua  ricerca ha portato all’individuazione di un composto che si trova in più di 1200 piante commestibili, ed in particolar modo nei semi di albicocca, vale a dire l’amigdalina, provando in questo modo la validità dell’uso dei semi di albicocca per curare il cancro.

Da sempre, del resto, l’uso dei semi di albicocca per curare il cancro si è rivelato vincente, tanto che in alcune popolazioni primitive come gli Hunza, noti per consumare grandi quantità di questi noccioli, non si mai verificato mai neanche un caso di decesso legato al cancro!

semi di albicocca per curare il cancro

Semi di albicocca per curare il cancro: chi si oppone alla divulgazione delle cure con amigdalina?

Allora perché, se il fatto che si possano usare i semi di albicocca per curare il cancro è cosa nota da tanto, nessuno ne parla? Le resistenze maggiori sarebbero mosse dall’industria farmaceutica, a cui le sole cure per il cancro fruttano più di 200 miliardi di dollari di l’anno: non sarebbe vantaggioso per loro se si cominciasse a diffondere la notizia che i pazienti oncologici possono oggi contare su delle terapie molto più salutari ed economiche rispetto a quelli finora utilizzate, vale a dire l’uso dei semi di albicocca per curare il cancro.

Alcuni ricercatori che si oppongono all’uso dei semi di albicocca per curare il cancro hanno addirittura affermato che l’amigdalina contiene sostanze dannose per il nostro organismo; in effetti, questa sostanza è una fonte naturale di cianuro, tuttavia la percentuale di veleno in essa contenuto non può causare alcun danno a chi ingerisce semi di albicocca per curare il cancro per la presenza di un enzima che rende innocue le particelle di cianuro, combinandole con lo zolfo.

Semi di albicocca per curare il cancro: perché l’amigdalina è così efficace

Tutte le cellule tumorali contengono un enzima, la beta-glucosidasi, in grado di sbloccare le molecole di amigdalina e di liberare sia il cianuro sia il benzaldyhide, un’altra sostanza tossica presente nei semi di albicocca, che aggrediscono a loro volta le cellule cancerose, portandole all’autodistruzione. Questo spiega l’efficacia dei semi di albicocca per curare il cancro.

L’altro vantaggio dell’uso dei semi di albicocca per curare il cancro risiede nel fatto che le sostanze tossiche aggrediscono solo le cellule malate e non quelle sane. La chemioterapia, invece, uccide molte altre cellule e indebolisce il sistema immunitario; le cellule tumorali tendono così a ripresentarsi altrove, sotto forma di metastasi, perché la salute generale del paziente è ridotta dalle tossine chemio diffuse.

Oltre ad avere moltissimi effetti debilitanti, i trattamenti anticancro attualmente adottati sono anche molto costosi; invece, l’uso dei semi di albicocca per curare il cancro comporterebbe un drastico taglio alle spese per il settore oncologico, riducendo fra l’altro il rischio di recidiva dei pazienti. C’è addirittura una clinica in Messico, che rivendica un tasso del 100 per cento di successo delle terapie a base di semi di albicocca per curare il cancro!

Uso dei semi di albicocca per curare il cancro: detrattori e sostenitori

Tuttavia, la comunità scientifica nega la possibilità di adottare sostanze come l‘amigdalina e il leatrile per curare il cancro. Un giovane uomo di Brooklyn, Jason Vale, fu addirittura imprigionato perché sosteneva di essere guarito grazie all’uso dei semi di albicocca per curare il cancro, mentre al medico praticante di San Francisco John Richardson fu impedito nel 1971 di divulgare la notizia che alcuni pazienti affetti da tumore da lui curati con amigdalina erano riusciti a superare la malattia.

Queste vicende, che hanno portato perfino all’approvazione di una legge dello stato che vieta l’uso dei laetrile per la cura dei pazienti oncologici negli Stati Uniti, sono documentati dagli articoli del giornalista Edward Griffin, amico dello stesso Richardson. L’inchiesta di Griffin sull’uso dei semi di albicocca per curare il cancro è interamente documentata nel suo libro “Il mondo senza il cancro”, in cui l’autore ha spiegato come la comunità scientifica, su pressione delle stesse industrie farmaceutiche, ignori volutamente tutte le ricerche in cui si afferma la validità dell’uso dei semi di albicocca per curare il cancro.

Il libro di Griffin, come ad esempio quello di Phillip Day intitolato “Cancro: perché si continua a morire senza conoscere la verità”, illustra in modo molto chiaro come l’industria farmaceutica si opponga all’individuazione di una cura realmente efficace per il cancro. Il mantenimento dello status quo per quanto riguarda le terapie anticancro è legato quindi solo ad una questione economica, non certo alla volontà di garantire la buona salute dei pazienti!

semi di albicocca per curare il cancro

Semi di albicocca per curare il cancro: che garanzie ci sono che funzionino davvero?

Ci sono molte storie di successo da parte di persone che utilizzano laetrile o semi di albicocca per curare il cancro. Questi semi possono essere usati anche a scopo preventivo, nella dose di circa 5/ 7 noccioli al giorno. In casi di cancro conclamato, la dose aumenta a 2/ 3 volte tanto, ma una volta superata la malattia si può tornare ad assumere la dose abituale di 5/ 7 semi. Alcuni effetti collaterali dei semi di albicocca, come nausea e vertigini, possono essere contrastati utilizzando compresse di vitamina B 15 ed enzimi digestivi come papaina di papaia e bromalene di ananas. In nessuno studio sull’uso dei semi di albicocca per curare il cancro si sono mai verificati decessi, invalidità o ricoveri provenienti dall’uso di questi noccioli.

Perché allora – viene da chiedersi – la comunità scientifica e le industrie farmaceutiche vogliono a tutti i costi soldi sprecare i nostri soldi su rimedi anticancro inefficaci e perfino tossici, quando è disponibile una terapia alternativa che prevede l’uso dei semi di albicocca per curare il cancro, mille volte più economica e soprattutto priva di effetti collaterali?

Ecco un video in cui sono dettagliatamente illustrati tutti i vantaggi di questo delizioso frutto estivo, ulteriori motivi per assumere semi di albicocca per curare il cancro.

 

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