Una nuova docuserie di Netflix racconta la scomparsa di Natalee Holloway. Taken: Natalee Holloway, prodotta da Story Syndicate, la società fondata da Liz Garbus, debutta sulla piattaforma il 4 novembre.
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La scomparsa ad Aruba e la lotta di Beth Holloway
Nel 2005 Natalee, diciottenne statunitense, svanì durante un viaggio di diploma ad Aruba e non fece più ritorno a casa. Il caso monopolizzò i notiziari per settimane. Dietro restarono anni di domande senza risposta, una ragazza mai ritrovata e la battaglia di una madre, Beth, decisa a conoscere la verità. A più di vent’anni di distanza, Beth Holloway è pronta a raccontare la vicenda per intero: la storia di una donna che ha rifiutato di smettere di cercare, di un’indagine che ha attraversato i continenti e di una figlia il cui ricordo non si è mai spento. È anche il progetto true crime con cui la piattaforma torna su uno dei casi più discussi degli anni Duemila.
Tre episodi con materiale mai visto
La serie, diretta da Dani Sloane e Matthew Galkin, si articola in tre parti e ha ottenuto un accesso diretto a Beth e a chi si trovava con Natalee al momento della scomparsa. Sloane ha già firmato The Menendez Brothers e Girl in the Picture, mentre Galkin è noto per Murder in Big Horn e One Night in Idaho: The College Murders. Grazie a un accesso esclusivo agli investigatori e a filmati mai visti prima, il racconto ripercorre la vicenda attraverso gli occhi di chi era più vicino alla ragazza, riportando alla luce momenti dimenticati, elementi mai resi noti e l’impatto duraturo che quella storia ha avuto. Produce Story Syndicate, con Garbus, Sloane, Dan Cogan, Jon Bardin e Tommy Coriale come produttori esecutivi.
«Crescendo a metà degli anni Duemila, era impossibile accendere la tv o passare davanti a un’edicola senza vedere il volto di Natalee Holloway. Ma oltre la copertura martellante e i titoli scandalistici c’è una storia di coraggio, dedizione e forza straordinari, quelli che Beth, la madre di Natalee, ha mostrato di fronte a una perdita inimmaginabile. Per me, come madre e come regista, la sua costanza e la sua dedizione alla figlia sono semplicemente fonte di ispirazione, e sono orgogliosa di poter raccontare la sua storia»
«Siamo profondamente onorati che Beth Holloway ci abbia affidato la sua storia e, attraverso di essa, quella di sua figlia Natalee. La ricerca di giustizia che porta avanti da vent’anni è la prova del potere del suo amore, e non vediamo l’ora di condividerne il racconto definitivo con il mondo»
La confessione arrivata vent’anni dopo
Il documentario segue il caso fino alla sua svolta più recente, quella del 2023, quando il principale sospettato ha ammesso di aver ucciso Natalee. Per quell’omicidio è stato condannato a 20 anni di prigione negli Stati Uniti, pena da scontare in parallelo a una condanna a 28 anni che stava già eseguendo in Perù per un altro omicidio. La vicenda, rimasta aperta per due decenni, trova così una forma di conclusione, e la madre della ragazza può raccontare la storia completa, dal giorno della scomparsa fino a quella confessione.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
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