Ci sono storie che tornano perché qualcuno le ritiene ancora attuali, e altre che ritornano periodicamente perché non si riescono a dimenticare. La valle dell’Eden di John Steinbeck appartiene alla seconda categoria: a oltre settant’anni dalla pubblicazione del romanzo, Netflix ne ha tratto una serie in sette episodi che debutta sulla piattaforma il 1° ottobre 2026, con Florence Pugh nel ruolo della protagonista Cathy Ames.
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Di cosa parla la nuova serie di Netflix
Il cuore de La valle dell’Eden è una storia di famiglia, gelosia e paura di diventare la versione peggiore delle persone che ci hanno preceduto. Steinbeck divide il romanzo tra due famiglie intrecciate, i Trask e gli Hamilton, tornando continuamente sul racconto biblico di Caino e Abele. I Trask offrono il conflitto centrale: i fratelli Adam e Charles crescono in rivalità per ottenere l’approvazione del padre, impostando uno schema che si ripeterà nella generazione successiva. Adam sposa Cathy, una donna la cui capacità di crudeltà è uno degli elementi più inquietanti dell’opera. Dopo aver dato alla luce i gemelli Caleb e Aron, Cathy abbandona la famiglia e lascia Adam a crescerli in California.
Anni dopo, i due fratelli si ritrovano a combattere la stessa battaglia emotiva dei loro predecessori, perché Aron è idealista e ligio al dovere mentre Cal è più tormentato, risentito e convinto che dentro di sé ci sia qualcosa di irrimediabilmente sbagliato. Il loro rapporto diventa un’altra variazione sul tema di Caino e Abele, con Steinbeck che si chiede se siamo davvero prigionieri della natura che ereditiamo. Questa domanda rende il romanzo più di un melodramma multigenerazionale: l’idea centrale è “timshel”, la resa steinbeckiana del passo biblico come “tu puoi”, cioè la possibilità di scegliere ciò che diventeremo. Per Cal, la scelta si riduce ad accettare l’oscurità che vede in sé o a combatterla.
Un’opera ambiziosa, tra Salinas Valley e storia familiare
Pubblicato nel 1952, East of Eden non fu un’impresa da poco per il suo autore, che lo considerava il lavoro più ambizioso della sua carriera e il culmine di tutto ciò che aveva imparato come scrittore. Steinbeck immaginava il romanzo anche come un modo per conservare i suoni e i paesaggi della Salinas Valley californiana per i suoi figli, e quel territorio è diventato inseparabile dalla vicenda. Il libro attinge in modo massiccio alla storia familiare dell’autore: a ispirarlo fu il nonno materno, Samuel Hamilton, che compare brevemente anche come personaggio.
La narrazione si muove tra generazioni e luoghi prima di stabilirsi nella valle, dove il dramma dei Trask si svolge sullo sfondo della California dei primi del Novecento e della Prima guerra mondiale. Il fondamento biblico è impossibile da ignorare: il titolo deriva dalla Genesi, dal passo in cui Caino lascia la presenza di Dio e si stabilisce nella terra “a oriente dell’Eden”. Il romanzo usa quella storia come struttura per esaminare colpa, invidia, amore e autodistruzione, e soprattutto per chiedersi se qualcuno sia condannato a ripetere i peccati dei genitori.
Il cast e la lavorazione: chi vedremo sullo schermo
Pugh affronta il compito non invidiabile di dare vita a Cathy, dopo l’interpretazione di Jane Seymour nella trasposizione televisiva del 1981. Christopher Abbott è Adam, Mike Faist interpreta Charles, mentre Joseph Zada e Joe Anders vestono i panni dei gemelli Trask adulti, Caleb e Aron. Nel cast figurano anche Hoon Lee nei panni di Lee, il servitore sino-americano che diventa uno dei più fidati confidenti di Adam, Ciarán Hinds come Samuel Hamilton, Tracy Letts come Cyrus Trask e Martha Plimpton come Faye. Completano il quadro Brad McMurray nel ruolo di Joe Valery e Costa D’Angelo in quello del giovane Adam Trask.
La serie è ideata da Zoe Kazan, che l’ha anche scritta e prodotta esecutivamente, con Jeb Stuart come co-showrunner. Il legame di Kazan con questa storia è profondamente personale: suo nonno, Elia Kazan, firmò la sceneggiatura della celebre trasposizione cinematografica del 1955 con James Dean protagonista. La regia dei primi quattro episodi è affidata a Garth Davis, mentre Laure de Clermont-Tonnerre dirige gli ultimi tre. Le riprese si sono svolte in Nuova Zelanda tra ottobre 2024 e marzo 2025, toccando località come Auckland, Dunedin e Oamaru per ricreare il mondo di Steinbeck. L’episodio 6 è stato scritto da Alexander Chee in collaborazione con Kazan, le musiche originali sono di Laura Karpman e la produzione è firmata congiuntamente da Fifth Season e Anonymous Content. Florence Pugh compare anche come produttrice esecutiva, e la serie arriva su Netflix a quasi quattro anni dal primo annuncio del progetto.
Questa nuova versione segna un cambiamento di direzione creativa rispetto al film del 1955, che si concentrava solo sulla parte finale dell’enorme romanzo di Steinbeck: la serie mette Pugh al centro della storia, con Joseph Zada nel ruolo reso celebre da James Dean decenni prima. La sinossi ufficiale di Netflix parla di una moderna interpretazione del capolavoro steinbeckiano che “esplorerà la saga multigenerazionale della famiglia Trask, ponendo nuova attenzione sulla sua indimenticabile antieroina, Cathy Ames”. Per Pugh, portare il personaggio a una nuova generazione di spettatori è stato “totalmente terrificante”, come ha dichiarato lei stessa: “È stato un personaggio con cui ho lottato in modo davvero, davvero bello durante tutta la lavorazione”. Il nuovo trailer ha mostrato una portata tale da far già considerare la produzione una potenziale candidata ai Golden Globes e ai SAG Awards, come preludio alla corsa agli Emmy del 2027. La versione Netflix ha sette episodi per raccontare la storia completa, un margine diverso rispetto ai tre segmenti della miniserie ABC del 1981, e offre alla saga dei Trask lo spazio per respirare.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
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