La ventunesima edizione di Ballando con le Stelle ha cambiato volto, a partire dalla giuria. A raccontare come si sta vivendo questo rinnovamento è una delle voci storiche del programma: Carolyn Smith, presidente di giuria da oltre dieci anni, ha spiegato a Da Noi… A Ruota Libera da Francesca Fialdini cosa significa giudicare accanto ai nuovi arrivati.

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Una giuria completamente diversa

Il cambio in corsa era inevitabile, per cause di forza maggiore, e ha portato in studio due innesti di peso come Alberto Matano e Barbara d’Urso, affiancati agli storici Ivan Zazzaroni, Guillermo Mariotto e alla stessa Smith. La coreografa non ha nascosto la propria soddisfazione per l’equilibrio ritrovato: “La giuria l’ho trovata completamente diversa dall’anno scorso“, ha raccontato, precisando di non voler dire nulla di male rispetto al passato, perché si era creata una certa dinamica ed era giusto così. Il paragone che ha scelto, però, dice molto: “Con Alberto e Barbara mi sono trovata quasi come il primo anno che ho fatto Ballando con le Stelle, quando c’era Lamberto Sposini“.

Un ritorno alle origini che si traduce, secondo lei, in un clima più disteso e concentrato sulla performance. “Ora si parla più del ballo, ci sono meno polemiche, ma allo stesso tempo si mette in discussione o il personaggio o il loro lavoro. Per me è stato molto bello, mi sono sentita molto a mio agio“. Parole che delineano un tavolo di giudici meno incline allo scontro e più propenso ad analizzare la danza e le emozioni suscitate dall’esibizione.

Meno polemiche, più ballo: cosa cambia

Il confronto con il passato recente è quasi obbligato. Selvaggia Lucarelli, che ha lasciato la giuria per approdare come opinionista al Grande Fratello Vip, era solita commentare non solo la coreografia ma anche il personaggio, spesso con battute sarcastiche. I nuovi giudici si muovono su binari differenti: Barbara d’Urso e Alberto Matano sono apparsi più morbidi, limitandosi a commentare il ballo o le sensazioni provate davanti alla performance. Milly Carlucci ha rivendicato questo cambio fin dalla conferenza stampa di presentazione, quando ha parlato di un “nuovo film” rispetto al passato, aggiungendo di aspettarsi “un programma diverso” e definendo il cambio di pelle come una delle sfide di questa edizione.

Resta da capire se si sia trattato di una scelta di rottura o di una semplice sostituzione. Se l’intento fosse stato replicare la verve pungente della Lucarelli, la conduttrice avrebbe potuto pescare profili come Giuseppe Cruciani, Lucio Presta o firme del giornalismo televisivo, da Davide Maggio a Roberto D’Agostino fino a Riccardo Signoretti. La strada intrapresa è un’altra, e la Smith sembra apprezzarla senza riserve.

Nuova casa e nuovi ruoli

La ventunesima edizione ha ridisegnato anche altro, non solo la giuria. Il programma ha cambiato location, lasciando l’Auditorium del Foro Italico per trasferirsi nello studio Pippo Baudo del centro di produzione Rai di Saxa Rubra, costruito ex novo proprio per sostituire la vecchia sede. Una veste rinnovata che coinvolge pure i ruoli in scena: Alberto Matano, secondo Milly Carlucci, “si trasforma. Da ‘Don Alberto’, il commentatore a bordo campo, a ‘Don Alberto de la Vega’“, con un chiaro riferimento a Don Diego de la Vega, alias Zorro, e quindi a un ruolo caratterizzato da battute e ironia.

Sull’ingresso di Barbara d’Urso in giuria circola da giorni una lettura più politica che televisiva: secondo Dagospia sarebbe un “ceffone a Pier Silvio Berlusconi“, che non l’avrebbe mai amata e l’avrebbe allontanata dal Biscione, ingaggiando invece proprio Selvaggia Lucarelli, storico volto del programma di Rai1. Al di là delle dietrologie, resta il dato di fatto di una giuria che parla una lingua diversa e che, stando alle parole della presidente, mette al centro la danza.

La battaglia di Carolyn Smith continua

C’è anche un altro fronte, lontano dalle telecamere. Carolyn Smith, 65 anni, convive da undici anni con un tumore al seno e continua a sottoporsi alle cure, raccontando di aver intrapreso un nuovo percorso terapeutico. La sua presenza in giuria vale doppio, perché arriva da chi ogni giorno fa i conti con la malattia senza nasconderla.

L’artista ha scelto di usare la propria visibilità anche per mettere in guardia chi si trova nella sua stessa condizione. Il consiglio è chiaro: non affidarsi ai guru che proliferano sui social, ma seguire percorsi medici seri e verificati. Un monito che suona prezioso in un momento in cui le informazioni sulla salute circolano spesso senza alcun controllo.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI