Dopo due stagioni da record di spesa e di polemiche, The Lord of the Rings: The Rings of Power torna su Prime Video con otto nuovi episodi e con Sauron ormai padrone del mondo.
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Sauron ha vinto: dove riprende la storia
Il finale della seconda stagione si era chiuso con la caduta di Eregion e la vittoria di Sauron e dei suoi eserciti. La terza stagione riparte esattamente da lì, cinque anni dopo quegli eventi. L’Oscuro Signore domina ormai quasi ogni angolo della Terra di Mezzo, mentre i nani si sono barricati dentro le loro montagne e gli elfi provano a proteggersi con i loro Tre Anelli. Il piano di Sauron è conquistare tutti, e lo strumento per riuscirci è l’Unico Anello, la cui forgiatura diventa uno dei momenti cardine di questa stagione.
Riuscirà la Terra di Mezzo a unirsi per salvare se stessa? È questo l’interrogativo che attraversa l’intero arco narrativo, intrecciato a trame legate allo sviluppo di Gran Burrone, all’avvicinamento di Númenor all’oscurità e al viaggio di Gandalf verso il suo ruolo di mago, mentre sullo sfondo si prepara la battaglia finale tra il bene e il male. Con un piano da cinque stagioni, questo capitolo porta la serie oltre la metà del percorso narrativo.
Undici novembre: date, episodi e nuovi arrivi nel cast
La terza stagione debutta mercoledì 11 novembre 2026 su Prime Video. Amazon ha scelto un calendario serrato, che si allontana dal tradizionale rilascio settimanale: i primi quattro episodi arrivano tutti insieme il giorno del debutto, gli episodi 5 e 6 il 18 novembre, gli ultimi due il 25 novembre. Otto episodi distribuiti nell’arco di appena tre settimane, un ritmo che permette di seguire la vicenda senza lunghe attese tra un capitolo e l’altro.
Il cast si arricchisce di nomi importanti. Jamie Campbell Bower interpreta Celeborn, mentre Simon Pegg presta la voce al Balrog. A loro si aggiungono Andrew Richardson in un ruolo da protagonista, insieme a Eddie Marsan, Zubin Varla e Adam Young in ruoli ricorrenti. Sul fronte produttivo, le riprese si sono concluse a dicembre 2025: appena undici mesi tra la fine delle lavorazioni e l’arrivo sugli schermi, contro i venti mesi necessari per la seconda stagione, un’accelerazione notevole per una produzione di queste dimensioni.
Il budget record e la domanda sul successo
Nessuna serie televisiva è mai costata tanto. Solo per i diritti sull’opera di J. R. R. Tolkien, il colosso dello streaming ha speso 250 milioni di dollari, con l’impegno a realizzare cinque stagioni. La prima è costata circa 465 milioni per otto episodi, quasi 58 milioni per ogni ora di televisione, all’incirca il doppio di quanto HBO avrebbe speso per episodio nelle stagioni successive di Game of Thrones. Il totale dell’intero progetto dovrebbe superare il miliardo di dollari. Per contenere i costi, la produzione è stata spostata dalla Nuova Zelanda al Regno Unito, ma lo show resta comunque il punto di riferimento assoluto della spesa nell’era dello streaming.
Se il budget non è in discussione, il successo lo è molto di più. Le prime due stagioni hanno ottenuto un punteggio superiore all’80% su Rotten Tomatoes da parte della critica, ma il pubblico della prima si è fermato al 38%, un valore bassissimo per un titolo di questa portata. Una parte della spiegazione sta nella guerra culturale che ha accompagnato la serie e nei review bombing subiti, ma i dati di streaming raccontano anche di un basso tasso di completamento nella prima stagione e di un calo di spettatori nella seconda. Amazon, dal canto suo, continua a considerare l’operazione un successo per il proprio modello e conferma l’impegno su tutte e cinque le stagioni: l’alternativa sarebbe accantonare il progetto pagando una penale per la rottura del contratto.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
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