Sabato 26 settembre riparte su Rai3 Tv Talk, il programma che racconta il piccolo schermo come specchio del Paese. Alla guida, come sempre, Mia Ceran.

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Il ritorno di Tv Talk su Rai3

L’appuntamento è fissato per le 15.00, nella fascia pomeridiana di Rai3. Mia Ceran e i suoi ospiti commenteranno le scelte televisive della stagione tra interviste e approfondimenti, con la collaborazione di Cinzia Bancone, Sebastiano Pucciarelli e Silvia Motta. Il programma è firmato da Furio Andreotti, Mia Ceran, Sebastiano Pucciarelli, Amabile Stifano e Dario Tajetta, con la collaborazione di Cinzia Bancone.

Le puntate saranno disponibili anche su RaiPlay, dove si potranno ritrovare i programmi integrali e rivedere le interviste più interessanti. In studio tornerà anche il pubblico campione, con selezioni partite in estate: ogni settimana verranno coinvolte due persone differenti, non esperti di televisione ma semplici fruitori del piccolo schermo, chiamati a dire la loro su ciò che vedono.

La tv generalista secondo Mia Ceran

Sullo stato della televisione generalista Ceran non ha dubbi: «Direi che è ancora un panorama imprescindibile e un posto divertentissimo in cui lavorare. Sicuramente la crescita di media come YouTube e dello streaming è galoppante, ma il declino della televisione generalista non è così drammatico come normalmente si pensa. Anzi, è piuttosto un modello di business che funziona molto bene. Non a caso rimane il sogno di molti».

«Ci sono persone di talento che fanno milioni di visualizzazioni sul Web e sognano di arrivare in tv, perché la tv è ancora un collante del Paese. Pensiamo solo al Festival di Sanremo che viene seguito dai ragazzini fino ai nonni. Questo ha anche un valore sociale perché è qualcosa di ben diverso dal guardare un programma da soli sul proprio cellulare».

Sul punto debole delle reti generaliste, invece, la conduttrice indica «la creatività pura. Per proporre qualcosa di nuovo c’è bisogno di investimenti, non necessariamente faraonici, e soprattutto di tempo. Il pubblico deve abituarsi alla novità ma questo non è possibile: dopo due puntate, se gli ascolti sono bassi, si chiude». Una riflessione che riguarda da vicino chiunque segua con passione il mezzo televisivo.

Cosa guarda Ceran quando non lavora? «Mi piace molto Cose Nostre con Emilia Brandi, lo trovo un racconto bello e contemporaneo. Poi Presa Diretta di Riccardo Iacona, Fratelli di Crozza e guardo anche La7. Il programma imprescindibile, però, è Blob, anche solo in sottofondo mentre faccio altre cose, non posso farne a meno». E quanto al programma che le sarebbe piaciuto condurre, la risposta è già scritta nella sua carriera: «Il sogno era Tv Talk ed è diventato realtà. E spero lo rimanga per parecchio tempo».

Un osservatorio sui nuovi media

Sotto la guida di Mia Ceran, Tv Talk analizzerà anche i fenomeni più contemporanei, con lo sguardo rivolto ai social, alle piattaforme e ai podcast, sempre con il consueto approccio trasversale e pluralista. Mentre le abitudini degli spettatori cambiano, il programma prenderà la televisione come termometro dei cambiamenti sociali, delle tendenze e degli umori degli italiani.

L’offerta mediatica verrà affrontata con equilibrio e senza pregiudizi in tutte le sue declinazioni, dall’attualità tra cronaca e politica fino all’intrattenimento e alla fiction in ogni loro forma e genere. Un modo per continuare a raccontare ciò che tiene insieme il pubblico, anche quando lo schermo si moltiplica e le piattaforme si diversificano, permettendo di osservare da vicino un settore in movimento senza perderne i passaggi più significativi.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI