Erano le 21:45 del 13 gennaio 2012 quando la nave Costa Concordia si scontrò contro l’Isola del Giglio. C’erano 4.229 persone a bordo, ne morirono 32. Il documentario Costa Concordia: Cronaca di un disastro in onda stasera, Giovedì 13 gennaio su Rai 2 alle 21:20 ricostruirà quanto accaduto in quelle ore. Per chi volesse rivederlo dopo, su RaiPlay potrà trovarlo in streaming.

Co-prodotto da Zeitsprung Produktion con Rai Documentari e Sky Studios, il documentario porta la firma di Mariangela Barbanente. La registra ricostruirà i fatti con interviste, materiale d’archivio inedito e ricostruzioni. Quanto ancora non sappiamo di quella tragedia? Quali domande sono rimaste senza risposta?

Costa Concordia: cronaca di un disastro

Della tragedia sulla Costa Concordia oltre ai morti e al dolore di quelle drammatiche ore, tutti gli italiani ricordano il Capitano Schettino, che abbandonò la nave e a cui ancora oggi tanti imputano la morte delle 32 persone. La regista ha dichiarato:

“Condannarlo prima è stato il grande peccato originale, una cosa illegale e amorale. Certo, come ci dicono i suoi legali, lui non nega i suoi errori e sta pagando in carcere, ma è anche vero che è diventato il capro espiatorio. Apprendiamo, per esempio, che quando Schettino è andato in plancia per prendere il comando della nave, con la frase di rito “Master take the con”, l’ufficiale di guardia non gli aveva detto che la nave fuori rotta. Nessuno nega che, da quando lo ha fatto, abbia preso la situazione con leggerezza, ma questo va imputato al fatto che era bravo con le manovre e la sicumera gli è stata fatale. Va anche aggiunto che da quel processo sono uscite tante condanne per il team di plancia, ma inferiori a due anni dopo il patteggiamento, e pertanto non sono balzate agli onori della cronaca”.

Molti errori si sono accavallati in quella terribile notte che ha segnato la vita di 4.229 persone. A parlare nel documentario di Mariangela Barbanente ci sono il vicesindaco del Giglio Mario Pellegrini, che aiutò a salvare vite umane in quella notte, Giuseppe Miccoli che pur di salvarsi la vita condusse una scialuppa a riva e il procuratore Francesco Verusio che ha tenuto il processo di Schettino in cui è stato condannato a 16 anni.

Ma tante persone ancora non sono state ricordate, come ci fanno notare i social oggi:

Ed è proprio di questo grande eroe che la regista ha parlato in un’intervista su Repubblica, perché nel documentario la storia di Giuseppe Girolamo non ha trovato spazio:

“(Ho il rammarico di) non aver avuto modo di raccontare la storia del giovane musicista di Alberobello, Giuseppe Girolamo, che sacrificò la sua vita lasciando il suo posto sulla scialuppa a una famiglia, purtroppo accade nel percorso di costruzione di un documentario così complesso”. 

Tante storie ancora devono emergere dai fatti di quel giorno straziante.

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Il podcast di Pablo Trincia

Per chi volesse ulteriormente approfondire l’argomento, il bravissimo giornalista ex Iena Pablo Trincia ha realizzato un podcast su quanto accaduto in quelle drammatiche ore nella nave Costa Concordia. Si può ascoltare gratuitamente su Spotify.

 

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