Domenica 8 novembre riparte su Rai3 Report, che per la trentesima edizione cambia volto: la conduzione passa a Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi, con una redazione riorganizzata dopo la lunga estate di polemiche.
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La nuova conduzione e l’assetto della redazione
Per Di Pasquale non è un debutto: collabora con il programma dal 2011, quando al timone c’era ancora Milena Gabanelli, che lo ha fondato. Piervincenzi, al contrario, è alla sua prima esperienza nella trasmissione, anche se il pubblico lo ricorda per la testata ricevuta a Ostia nel 2017 da Roberto Spada, esponente dell’omonimo clan, durante un servizio per “Nemo Nessuno escluso”. Fino a questa stagione il programma era guidato da Sigfrido Ranucci, che lo conduceva dal 2016 ed è stato al centro delle polemiche estive.
Il nuovo corso rinuncia a un referente unico. Le fila di inviati e storie sono tenute da un gruppo autoriale che comprende i due conduttori e due autori storici, Bernardo Iovene e Giulio Valesini, ai quali spetta il ruolo di capi autore con il coordinamento dei reporter. Di Pasquale e Piervincenzi conducono e costruiscono le cornici con cui lanciare le inchieste, seguendo anche i temi a loro più vicini: lei sanità e ambiente, lui esteri e criminalità organizzata.
Secondo Di Pasquale a segnare il cambiamento è proprio la collegialità, con decisioni più condivise ma sempre interne alla redazione. Sulle inchieste Piervincenzi rassicura: nulla cambierà, anzi, con l’avvicinarsi di una stagione di campagna elettorale l’attenzione sarà ancora più alta e la politica continuerà ad avere lo stesso spazio di sempre, forse qualcosa in più.
«Dopo aver raccontato quattro guerre, tutto questo mi scivola addosso e dico solo: “Cominciamo!”»
Il Red Team e il controllo delle inchieste
La novità più interessante riguarda i controlli. Accanto alla redazione lavora un Red Team che si rifà a un modello della Svt, l’emittente pubblica svedese. Ne fanno parte tre giornalisti di esperienza, Cataldo Ciccolella, Norma Ferrara e Giulia Sabella, incaricati di verificare in modo indipendente tutto il materiale fin dalle prime fasi di lavorazione: autenticità e veridicità dei contenuti vengono passate al setaccio servizio per servizio, fotogramma per fotogramma, prima della messa in onda. Il direttore Corsini lo ha presentato come un gruppo di verifica interna, a cui spetta un controllo ulteriore sulla veridicità dei contenuti.
Il tema delle verifiche resta centrale in un’epoca di informazioni acceleratissime. Per Di Pasquale l’unica difesa è studiare: leggere giornali e libri, guardare documentari e scegliere prodotti nati da un lungo lavoro di ricerca, tenendosi alla larga dai video brevi e urlati dei social, che in pochi secondi passano a tutt’altro. Piervincenzi suggerisce invece di tenere altissima l’attenzione e di non fermarsi mai alla prima notizia, nemmeno quando arriva da un telegiornale, cercando sempre nuove conferme e punti di vista diversi.
La prima puntata dell’8 novembre
I pezzi della puntata d’esordio sono già pronti. Si comincerà con un breve editoriale in cui la redazione spiegherà la propria posizione, riannodando i fili delle polemiche estive, e si parlerà anche di plastiche e ambiente. Il servizio di apertura riguarda Valter Lavitola, il cantiere navale Vittoria e il suo tentativo di depistaggio.
La presentazione alla stampa si è tenuta il 5 novembre. In quell’occasione Di Pasquale ha raccontato di un gruppo rimasto compatto per proteggere il programma dopo mesi di forte esposizione mediatica, e ha aggiunto di sperare che Ranucci tifi per loro e per la trasmissione.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
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