Una rivelazione arrivata quasi per caso, nel mezzo di una conversazione tra fan, ha acceso i riflettori su una delle storie più attese dagli appassionati di Jack Reacher. Alan Ritchson, il volto della serie di Prime Video, ha raccontato che una stagione era praticamente pronta a partire, prima che qualcosa la facesse deragliare.
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Il retroscena svelato su Threads
Tutto è cominciato quando un fan ha lamentato l’assenza di Die Trying, il secondo romanzo di Lee Child dedicato a Jack Reacher, pubblicato in Italia con il titolo Destinazione inferno. Nel libro, come raccontato dalle ricostruzioni disponibili, il protagonista si fa strada letalmente all’interno dell’accampamento di una milizia suprematista bianca. Ritchson ha definito quel romanzo “il mio libro preferito”, aggiungendo poi un dettaglio destinato a fare rumore:
Una curiosità: avevo ottenuto l’approvazione [per l’adattamento del romanzo], finché una certa persona non è stata rieletta.
Il nome di Donald Trump non compare mai nel messaggio, eppure il riferimento appare piuttosto trasparente. L’attore ha lasciato intendere che la produzione fosse a un passo dal portare sullo schermo quella storia, salvo poi rinunciarvi per motivi mai dichiarati esplicitamente. Un dettaglio non da poco, considerando che la porta su Destinazione inferno non sembra comunque chiusa del tutto: Ritchson non ha mai parlato di un’esclusione definitiva del romanzo dal futuro della serie.
Questa uscita è arrivata nel momento in cui la quarta stagione di Reacher si concludeva su Prime Video, lo stesso giorno in cui è stato pubblicato lo spin-off Neagley, con protagonista Maria Sten. Nella quarta stagione il duo madre-figlia composto da Lila Hoth (interpretata da Agnez Mo) e Amisha Hoth (interpretata da Anggun) si è rivelato essere un duo di assassine indonesiane sotto copertura, al centro di una vicenda che ha tenuto banco fino all’ultimo episodio.
Dal romanzo alla serie: cosa racconta Destinazione inferno
Per capire la portata della rinuncia, serve entrare nel merito della trama. Destinazione inferno segue Reacher dopo che viene inaspettatamente rapito a Chicago insieme a un agente dell’FBI e portato in un remoto e pesantemente armato compound di milizie nel Montana, che finirà poi con lo smantellare. Secondo quanto riportato, nel romanzo una milizia suprematista bianca viene smascherata e sconfitta dopo che Jack Reacher lancia un raid dell’FBI contro di loro. C’è anche un altro elemento centrale: la figlia di un politico viene rapita dalla milizia radicale, intenzionata a usarla come merce di scambio per ottenere la secessione dagli Stati Uniti.
Materiale politico, dunque, che nella serie ha finora seguito un percorso diverso. Dopo la prima stagione basata sul primo romanzo di Child, Zona pericolosa (Killing Floor), Reacher ha portato in tv le storie dell’undicesimo romanzo, Vendetta a freddo (Bad Luck and Trouble), del settimo, La vittima designata (Persuader), e del dodicesimo, Niente da perdere (Nothing to Lose), nella quarta stagione appena conclusa. La serie è già stata rinnovata per un quinto ciclo di episodi, basato sul ventesimo romanzo, Prova a fermarmi (Make Me), la cui storia inizia quando Reacher scende casualmente dal treno nella piccola città di Mother’s Rest, in Oklahoma. Lì scopre che un’investigatrice privata, Michelle Chang, sta cercando un collega scomparso e finisce con l’essere coinvolto nell’indagine, fino a scoprire una rete criminale che sfrutta Internet, persone vulnerabili e tecnologia per un’attività più grande e inquietante di quanto sembri inizialmente.
Le battaglie politiche di Ritchson
La stoccata su Threads non arriva dal nulla. Ritchson si è scontrato ripetutamente e pubblicamente su questioni politiche, anche con figure come Ron DeSantis e Matt Gaetz, e secondo quanto emerso Sony è stata tra i produttori che gli hanno chiesto di smettere di discutere di politica dopo che aveva suggerito che Trump stesse bloccando il rilascio dei file Epstein. L’attore aveva parlato proprio dei documenti Epstein e di Trump nel podcast Happy Sad Confused With Josh Horowitz, affermando che il presidente “ha in mano i codici nucleari” e chiedendo il rilascio dei documenti. A quel commento era seguita una risposta diretta della Casa Bianca: la portavoce Abigail Jackson ha dichiarato in un comunicato che Trump è stato “del tutto scagionato da qualsiasi cosa relativa a Epstein”.
C’è poi un altro fronte, quello religioso. Ritchson, che ha parlato apertamente della propria fede cristiana, ha criticato la Chiesa cristiana per aver trattato Trump come il suo “poster child” in un’intervista dell’aprile 2024 con The Hollywood Reporter. Una posizione che aggiunge un tassello al quadro di un interprete che non tiene separate la propria visibilità e le proprie convinzioni. Resta da vedere se questo mix di dichiarazioni peserà sulle prossime scelte produttive legate a Jack Reacher, o se Destinazione inferno troverà comunque il suo spazio sullo schermo.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
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