La Rai rompe il silenzio sul caso Barbara D’Urso. Dopo che la conduttrice ha raccontato pubblicamente di essere stata a un passo dalla guida di un programma in prima serata sulla tv pubblica, salvo poi veder naufragare tutto senza spiegazioni, il direttore dell’Intrattenimento prime time Williams Di Liberatore ha deciso di rispondere, rilasciando un’intervista ad AdnKronos.

Il contesto è quello di una battaglia che D’Urso sta portando avanti su più fronti. Da un lato la causa legale contro Mediaset, riguardante diritti d’autore non riconosciuti e la mancata titolarità del format Live – Non è la D’Urso; dall’altro la narrazione pubblica di questi tre anni di fermo forzato, durante i quali ha ripetutamente denunciato di essere stata esclusa dal piccolo schermo. Ai microfoni de La Stampa aveva dichiarato: “Tutto si è interrotto improvvisamente nel 2023. Non è stata una mia decisione e, per giunta, mi è stata comunicata da terze persone”, aggiungendo di non aver più ricevuto spiegazioni né contatti diretti e che sarebbe stato imposto un vero e proprio “divieto assoluto” di avere rapporti con lei. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è a Pier Silvio Berlusconi, che D’Urso ritiene responsabile anche del fallimento dei progetti Rai.

La risposta di Di Liberatore è stata misurata, quasi diplomatica. “Un progetto con lei è stato valutato un anno fa, ma la composizione del perimetro editoriale spesso rende difficile trovare spazio per nuovi programmi”, ha spiegato, aggiungendo: “Dissi ai palinsesti dello scorso anno che avevo valutato un suo progetto, come quello di altri talent, ma la pianificazione editoriale non ha potuto permettere l’inserimento di nuovi programmi.” Nessun riferimento a pressioni esterne, nessuna conferma della versione di D’Urso: secondo la Rai, si sarebbe trattato semplicemente di una questione di spazi e priorità editoriali. Vale la pena ricordare che la conduttrice, 69 anni, ha in questo momento tutto l’interesse a sostenere la propria narrazione, anche perché starebbe cercando una piattaforma disposta a finanziare una docuserie in cui vorrebbe raccontare la propria versione dei fatti.

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Sanremo 2027, De Martino e il tema sovraesposizione

Sul fronte Sanremo 2027, Di Liberatore ha confermato che i lavori preparatori sono già avviati e che rispetto all’anno precedente, quando a quest’epoca si stava ancora svolgendo l’iter per l’assegnazione della kermesse, l’azienda è “molto più avanti”. Al momento si sta definendo il regolamento, la parte burocratica e organizzativa che rappresenta le fondamenta su cui poggerà poi tutta la componente artistica, dalla selezione dei big alla scelta dei brani.

Stefano De Martino ricoprirà il doppio ruolo di conduttore e direttore artistico, affiancato da uno staff che punta tutto sull’innovazione. Il team artistico sarà guidato da Fabrizio Ferraguzzo, produttore e manager di caratura internazionale, definito dallo stesso Di Liberatore “una figura di valore internazionale”. La parola chiave per il Festival sarà contemporaneità.

Il nome di De Martino ricorre però anche altrove: tornerà alla guida di Affari Tuoi e, con ogni probabilità, anche di Stasera tutto è possibile. Il rischio di sovraesposizione è un tema che circola nell’ambiente, ma Di Liberatore lo ridimensiona: “È vero che spesso lo stesso volto viene riproposto più volte in tv, ma l’effetto saturazione è tutto da dimostrare.” Proprio su Stasera tutto è possibile il direttore ha confermato il rinnovo del programma, definendolo “fortissimo” e dichiarando che l’azienda “non rinuncerà mai” a quel titolo, pur rimandando ai prossimi mesi la decisione definitiva sulla conduzione.

Canzonissima, palinsesti estivi e il nodo Amadeus

Confermato anche il ritorno di Canzonissima, lo show condotto da Milly Carlucci. Di Liberatore ha adottato un tono costruttivo, parlando di “ottime basi” e di “solidità”, pur ammettendo la necessità di “alcuni miglioramenti”. La filosofia di fondo, però, è chiara: “Noi non abbiamo ripreso un format del passato, noi abbiamo ripreso un brand cui abbiamo associato un format più contemporaneo, più moderno.” Una distinzione importante, che segna la volontà di non vivere di rendita sulla nostalgia ma di costruire qualcosa di nuovo attorno a un nome storico.

Guardando all’estate 2026, la Rai ha già una strategia precisa per non farsi trovare impreparata di fronte alla concorrenza, in particolare dopo il successo ottenuto da Mediaset con La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti. La prima mossa sarà schierare L’Eredità Estate, ma la vera ossatura della programmazione estiva sarà un potenziamento dell’offerta musicale con un forte taglio culturale. Oltre alla confermata La Notte della Taranta, La Notte dei Serpenti trasloca su Rai 1, mentre fa il suo debutto La Notte dei Fiori, un nuovo progetto dedicato alle radici musicali del Nord Italia.

Chiude il quadro la questione Amadeus. Sul possibile ritorno dell’ex direttore artistico di Sanremo in Rai, Di Liberatore ha usato parole di stima ma anche di distanza: “Parliamo di un professionista che chiunque vorrebbe. Detto questo abbiamo già un parco di conduttori bravissimi in questo momento con dei programmi validi”, e la scelta per l’autunno “ricade su conduttori che già ci soddisfano ampiamente.” Dopo l’esperienza come giudice ad Amici, per Amadeus non è da escludere un ritorno proprio in Mediaset.