Questa sera, mercoledì 28 ottobre, Chi l’ha visto? torna in prima serata su Rai 3 con una nuova puntata firmata da Raffaella Griggi. Sul tavolo ci sono tre temi: il disagio giovanile raccontato attraverso gli hikikomori, il nuovo processo per la scomparsa di Agata Scuto e l’attesa per la sentenza sul caso di Denis Bergamini.

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Hikikomori, la testimonianza di una madre

Il malessere dei più giovani può seguire strade silenziose e difficili da riconoscere. A raccontarlo sarà la mamma di un ragazzo hikikomori, uno di quei giovani che scelgono di ritirarsi dalla vita sociale e restano chiusi in casa per lunghi periodi. Il figlio è riuscito a uscire dall’isolamento in cui era finito per il timore di non essere adeguato, un rifugio in cui si sentiva “protetto” dalle proprie paure. In studio, accanto a lei, ci sarà Marco Crepaldi, psicologo e fondatore dell’associazione Hikikomori Italia.

Agata Scuto, il nuovo processo a Catania

Agata Scuto è scomparsa ad Acireale nel giugno del 2012 e di lei non si è più saputo nulla. In primo e in secondo grado è stato condannato all’ergastolo per la sua morte Rosario Palermo, il compagno della madre, accusato di averla uccisa e di essersi disfatto del corpo. La Cassazione ha però annullato la sentenza con rinvio, e oggi il processo riparte davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catania. In diretta la madre di Agata lancerà il suo appello:

Voglio sapere dov’è il corpo di mia figlia

Denis Bergamini, l’attesa dopo 37 anni

Denis Bergamini era un calciatore del Cosenza. Il suo corpo venne ritrovato il 18 novembre 1989 lungo la statale 106 Jonica, a Roseto Capo Spulico. In un primo momento l’inchiesta fu archiviata come suicidio, poi è stata riaperta, e per la Procura si è trattato di un omicidio maturato all’interno della famiglia della ex fidanzata. La famiglia del giocatore ha sempre sostenuto che non si sia tolto la vita, e ora la sentenza è attesa a breve. Raffaella Griggi ricostruirà le tappe della vicenda insieme a Paolo Fattori, l’inviato che segue il caso fin dall’inizio. Come in ogni puntata, resta poi lo spazio per gli appelli, le richieste di aiuto e le segnalazioni dei telespettatori su persone in difficoltà.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI