La seconda stagione di All’s Fair arriva su Disney+ dal 4 novembre, ma il primo episodio è già stato mostrato in anteprima mondiale a Roma: alla Festa del Cinema di Roma la serie è stata presentata da Kim Kardashian, Naomi Watts, Sarah Paulson e Niecy Nash-Betts.

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L’anteprima romana e l’uscita su Disney+

La prima proiezione si è tenuta alle 19:30 nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, e una seconda l’ha seguita al Cinema Giulio Cesare alle 20:00. Sabato 24 ottobre, sul red carpet della 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma, le quattro protagoniste sono sfilate accanto a Kris Jenner, produttrice esecutiva, che avrebbe indossato un mantello vintage Tiziani Roma appartenuto a Elizabeth Taylor.

Su Disney+ si parte mercoledì 4 novembre con i primi tre degli otto episodi della stagione, poi ne uscirà uno a settimana, fino al gran finale previsto per il 2 dicembre. Negli Stati Uniti la serie si vede su Hulu. Chi non ha ancora recuperato la prima stagione la trova già disponibile, con i suoi nove episodi.

Cosa aspettarci dalla seconda stagione

Le nuove puntate ruotano attorno alle avvocate dello studio Grant, Ronson & Greene. Stando alla trama ufficiale, tra scandali, segreti e tacchi a spillo nascono alleanze, le amicizie vengono messe alla prova e una rivelazione rischia di far crollare lo studio. Kim Kardashian interpreta l’avvocata divorzista Allura Grant, Naomi Watts è Liberty.

Il cast indica come temi la lealtà e la passione, ma anche le dinamiche di potere e il sesso. Secondo Sarah Paulson il romanticismo trova più spazio:

“In questa stagione c’è un pizzico in più di romanticismo, in un modo che non credo fosse davvero presente nella prima stagione”

Nella prima stagione, racconta, quel registro era riservato soprattutto alle guest star e ai personaggi da difendere, mentre ora riguarda le relazioni tra le protagoniste.

Anche il guardaroba ha il suo peso. Per Paulson ciò che indossa, sullo schermo come nella vita di tutti i giorni, è legato a come si sente: le avvocate della serie vogliono apparire forti, potenti e professionali, e allo stesso tempo ostentano la passione per la moda senza scusarsene, rivendicando il diritto a piacersi ed esprimersi così.

Divario salariale, sicurezza e successo: le parole delle attrici

Il racconto più duro è quello di Naomi Watts, che tra le ingiustizie vissute in prima persona cita i compensi: in un film di cui non fa il nome, la disparità con un collega uomo era impossibile da ignorare. Voleva quel progetto, ma la situazione la fece stare male.

“Il film l’ho fatto, ma quella sensazione non mi ha mai abbandonata. Mi è rimasta dentro per anni”

All’epoca, spiega, non aveva abbastanza peso né sicurezza per farsi sentire e non voleva creare problemi; oggi, guardando indietro, non considera quella disparità accettabile.

Per Kim Kardashian la questione è un’altra:

“Le donne, in tutto il mondo, continuano a lottare per un bisogno fondamentale: sentirsi al sicuro”

Watts aggiunge che le donne devono anche essere credute, e che episodi di questo tipo si verifichino ancora oggi è, per lei, sconvolgente.

Sul prezzo del successo il cast non ha dubbi. Niecy Nash-Betts è netta:

“Assolutamente sì. Nessuno chiede agli uomini se possono avere tutto. Alle donne sì”

Paulson le fa eco, ricordando che a un uomo la domanda non viene nemmeno posta, perché per lui è dato per scontato. Sempre lei si sofferma sul doppio standard: se gli uomini si comportassero come le donne della serie, il loro atteggiamento passerebbe per il modo di agire degli uomini potenti, mentre le donne finiscono per rispondere di vestiti e presunta superficialità. Alcune battute del suo personaggio sono crudeli, ma dette da un uomo verrebbero lette come leadership.

Quanto all’impegno pubblico delle celebrità, Kardashian non crede che esista un obbligo:

“Sinceramente no, non credo. Non penso che qualcuno abbia l’obbligo di impegnarsi per una causa”

Racconta di aver resistito alle pressioni degli inizi di carriera, quando le si consigliava di scegliere una causa e organizzare eventi, perché le sembrava una dinamica hollywoodiana buona per una bella foto e non autentica. Solo più avanti ha capito cosa la muovesse davvero. Preferisce poi non raccontare un torto personale, convinta che qualsiasi sua esperienza non reggerebbe il confronto con ciò che molte donne affrontano ogni giorno.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI