Il panel di Dexter: Resurrection al New York Comic Con ha portato il ritorno di Eric Stonestreet nei panni del serial killer Rapunzel e i misteri attorno alla resurrezione di Krysten Ritter, oltre a una proiezione a sorpresa del primo episodio della seconda stagione, in arrivo su Paramount+ il 30 ottobre.
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Il ritorno di Rapunzel e il mistero di Lady Vengeance
Stonestreet torna a vestire i panni di Al Walker, soprannominato Rapunzel, l’unico membro del club di killer di Leon Prater (Peter Dinklage) sopravvissuto alla spedizione che nella prima stagione doveva eliminare Dexter Morgan. Il nomignolo gli deriva da un’abitudine piuttosto inquietante: prendeva di mira vittime con la coda di cavallo, tagliando loro i capelli come souvenir. Un dettaglio che dice molto sul personaggio, e che l’attore sembra apprezzare parecchio.
Adoro la sorpresa della gente nel vedermi in quel ruolo. Adoro la sfida di portare il mio gioco. Ma mi piace anche che sia un uomo di famiglia che apparentemente ha tutto, proprio ciò che qualcun altro potrebbe invidiare. Mi piace la dualità di questo, e sapere quanto sia una persona orribile è davvero divertente da interpretare.
L’attore ha ripercorso anche il suo primo, sfortunato incontro con il franchise, avvenuto prima che ottenesse il ruolo che lo ha reso celebre nella comedy pluripremiata con cui ha recitato per undici stagioni, Modern Family. All’epoca era un attore in lotta che andava a ogni audizione, e Dexter gli comparve davanti al fax.
Mi sono fatto strada fino alla Paramount, ho cercato parcheggio per tipo un’ora e mezza, poi sono entrato a vedere Clyde, e lui mi ha detto no grazie.
Lo showrunner Clyde Phillips ha rincarato la dose: se avesse ottenuto quel ruolo nella prima stagione, Stonestreet non sarebbe stato disponibile per l’audizione di Modern Family. «È andata bene. Grazie, Clyde», ha commentato l’attore tra le risa della sala.
Sul fronte Ritter, cast e produzione hanno scelto la strada dell’ambiguità. Il suo personaggio, Lady Vengeance, era morto nella scorsa stagione, ma l’attrice aveva già lasciato intendere di sperare in una resurrezione di qualche tipo. Phillips ha giocato con i fan ricordando che in New Blood avevano girato e ucciso Michael alla fine della serie, per poi pronunciare la morte di Krysten in prigione nella prima stagione di Resurrection: «Ed eccoli qui entrambi». Marcos Siega ha aggiunto che la chimica era innegabile e che, al momento delle riprese della morte di Lady Vengeance, tutti si sono guardati pensando che non potesse finire così. Scott Reynolds è stato ancora più esplicito: «Ha un effetto profondo su Dexter».
New York come personaggio e i nuovi nemici
La seconda stagione vede Dexter Morgan «diviso tra due killer: uno con decenni di notorietà e una vita di omicidi alle spalle, e l’altro un volto giovane e fresco che terrorizza New York in modi mai visti prima». A dar loro vita sono Brian Cox e Dan Stevens. Nel cast entra anche Gabriel Luna come guest star nei panni del serial killer Ray Ballard, accanto a Ntare Guma Mbaho Mwine, Kadia Saraf, Dominic Fumusa e Desmond Harrington.
Lo spostamento della narrazione a New York, secondo Phillips, porta un’energia che Miami non aveva: «Siamo in un ambiente in cui riusciamo davvero a mostrare la città come un personaggio, ed è un luogo dove il vostro Dexter incrocia un sacco di gente interessante. Non esiste posto migliore della città di New York per cacciare». Il protagonista dovrà però fare i conti anche con un nemico inatteso, una crisi di mezza età, mentre Harrison (Jack Alcott) continua la sua personale ricerca di giustizia e padre e figlio affrontano il loro capitolo più buio.
Sul fatto che Dexter resti un predatore apicale anche nella nuova ambientazione, Reynolds non ha dubbi: «Assolutamente, ma è un tipo di sfida diversa. Il cuore di Dexter, nonostante quanto sia oscuro e nonostante quello che fa, uccide le persone, lo sapete tutti, è ottimista in un modo che contagia tutti noi». Il personaggio si chiede se può avere una famiglia, se può avere tutto, e alla fine della stagione la risposta è no, letteralmente e figurativamente. «Eppure Dexter pensa: forse posso». Sul rapporto tra padre e figlio, il salto temporale permette di entrare in una dinamica già consolidata, con conflitti e tensioni di colore diverso, una nuova sfumatura di ciò che i due si troveranno ad affrontare. Quanto a Harrison, il suo percorso lo colloca tra il padre, che ama e rispetta, e il senso di giustizia che ha ereditato, mentre lavora con i poliziotti e probabilmente con Claudette, che ha un suo codice morale molto preciso.
Michael C. Hall ha anticipato che tra la fine della scorsa stagione e la ripresa passa del tempo, colmato da un montaggio, e che ha avuto modo di girare diverse scenette con interpreti davvero notevoli nei panni di vittime poco raccomandabili.
Una macchina ben oliata
Uma Thurman, alla sua prima apparizione al New York Comic Con, ha raccontato di aver letto il copione senza riuscire a staccarsene, di aver bruciato l’intera stagione e di essersi poi innamorata del progetto durante una call di novanta minuti con Phillips. «Penso sia la decisione migliore che abbia mai preso in vita mia, fare la guardia di sicurezza», ha scherzato. L’attrice si è poi soffermata sull’ambiente sul set, descrivendolo come uno dei migliori mai incontrati, con uno standard altissimo di integrità morale e un calore che arriva dall’alto, con persone trattate con rispetto in ogni reparto.
Ritter ha confermato la sensazione parlando di una produzione ben oliata, dove tutti lavorano insieme da così tanto tempo che il meccanismo funziona da sé. «Ognuno porta il suo gioco migliore, e il modo in cui Marcos gira è davvero efficiente, quindi devi essere altrettanto efficiente. Ti tiene energico, sulle punte, e in qualche modo Michael riesce ad andare più a fondo a ogni ciak». Phillips ha spiegato così la capacità di attrarre star come Stonestreet, Ritter e Thurman: prima di tutto Michael, perché tutti vogliono lavorare con lui, poi la scrittura, con una stanza degli autori che lavora sodo per raccontare queste storie. La vera chiave, però, è la trasparenza: i dieci copioni vengono scritti per intero prima, così gli attori sanno esattamente cosa li aspetta, conoscono il finale e possono decidere se far parte del progetto.
Il panel, moderato dal giornalista Josh Horowitz, ha celebrato anche il ventesimo anniversario del franchise. Hall ha ricordato come il pilot fosse nato sperando solo che la prima stagione venisse acquistata: sembrava una proposta folle invitare il pubblico a identificarsi con un personaggio del genere, e invece ha funzionato. Per l’occasione Paramount+ ha trasmesso l’intero evento in diretta streaming, permettendo ai fan di tutto il mondo di seguirlo in tempo reale, e dal 9 all’11 ottobre ha aperto alla Chelsea Industrial di New York il Dexter 20th Anniversary Museum Experience, un’esperienza immersiva a tempo limitato per entrare fisicamente nel mondo della serie.
Dietro le quinte, Dexter: Resurrection è prodotta da Paramount Television Studios e Counterpart Studios, con Phillips anche showrunner, e vede tra i produttori esecutivi Michael C. Hall, Scott Reynolds, Marcos Siega, Tony Hernandez e Lilly Burns.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
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