Dopo aver annunciato una pausa a tempo indeterminato dalla recitazione, David Krumholtz torna al lavoro con un progetto di peso: entra nel cast di The Trial of Louise Woodward, la miniserie true crime targata HBO. Un rientro che chiarisce i rumor circolati nelle scorse settimane.

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Il ritorno dopo la pausa e i chiarimenti

Nel 2024 all’attore era stata diagnosticata una rara e debilitante sindrome da iperemia cannabinoide legata alla marijuana, una condizione che, stando alle sue stesse parole, lo ha portato più volte a un passo dalla morte. Ad agosto di quest’anno aveva poi pubblicato su Threads un messaggio in cui annunciava di mettere la sua lunga e prolifica carriera “in pausa” per un periodo indefinito, raccontando di sentirsi “frustrato, esausto, a pezzi” con il mondo dello spettacolo.

Le sue dichiarazioni erano state lette da molti come un addio definitivo, ma l’attore è intervenuto subito a correggere il tiro: non ha mai parlato di ritiro, quanto piuttosto di una sospensione necessaria per dare priorità alla propria salute mentale e alla vita familiare. Ora, a conferma che si trattava di una pausa e non di un capitolo chiuso, è di nuovo sul set.

Chi interpreteranno i nuovi arrivati

Krumholtz vestirà i panni dell’avvocato difensore penalista Harvey Silverglate. Insieme a lui si aggiungono al cast tre nomi: Samantha Mathis sarà Wilma Spellman, la nonna materna di Matthew Eappen, il bambino vittima del caso; Stephen Kunken interpreterà l’avvocato difensore Andrew Good; Warren Brown sarà invece Gary Woodward, il padre della protagonista.

Per Krumholtz si tratta di un ritorno su un grande palcoscenico produttivo: il pubblico televisivo lo ricorda per sei stagioni in Numbers su CBS e per tre in The Deuce su HBO. Prima della pausa lo abbiamo visto nei panni di Zor-El, il padre biologico di Supergirl, nel film di DC Studios; prossimamente lo vedremo in Mr. Irrelevant, la storia di riscatto calcistico targata Paramount in uscita il giorno di Natale. Mathis, volto noto di serie come Billions, The Strain e Under the Dome oltre che di film come American Psycho, porta in dote esperienza. Kunken ha alle spalle Billions, A Spy Among Friends, The Handmaid’s Tale e The Affair, con crediti cinematografici come Hillbilly Elegy e Jason Bourne. Brown lo abbiamo visto in MobLand, A Taste for Murder e Strike Back.

La storia vera dietro la serie

Louise Woodward è al centro di uno dei casi giudiziari più discussi degli anni Novanta. La miniserie, creata da Matthew Barry, racconta la vicenda del 1997: una ragazza alla pari britannica di 18 anni accusata di aver scosso fino alla morte un neonato affidato alle sue cure da una famiglia americana. Il processo si trasformò in un incendio mediatico internazionale, con l’opinione pubblica britannica e americana incollata alle cronache giorno dopo giorno.

Il processo di Louise Woodward ha sollevato profonde domande sull’assistenza all’infanzia, le madri lavoratrici, la classe sociale e il ruolo di un’emergente copertura mediatica 24 ore su 24.

Sono parole dello stesso Barry, che ha aggiunto come, a distanza di trent’anni, quelle domande sembrino oggi più urgenti e rilevanti che mai: la serie, secondo le sue intenzioni, non vuole essere solo la cronaca di un fatto di sangue, ma anche una lente su temi sociali ancora caldi.

Un cast di primo livello

Il progetto può contare su un parterre di interpreti di tutto rispetto. Nel ruolo della protagonista c’è Catriona Chandler, vista nella serie Disney+ Rivals; Joanne Froggatt interpreta Susan, la madre di Louise. Meghann Fahy e Sagar Radia sono Deborah e Sunil Eappen, i genitori del piccolo Matthew, di appena otto mesi. Hugh Laurie veste i panni del giudice Hiller B. Zobel della Corte Superiore del Massachusetts, che presiedette il processo per omicidio: per lui si tratta della terza collaborazione con HBO dopo Veep e Avenue 5. Chloë Sevigny, già vista nella serie HBO Big Love e più di recente in Monsters: The Lyle and Erik Menendez Story su Netflix, è l’avvocatessa difensore Elaine Whitfield Sharp. Chiudono il cerchio Jack Reynor nei panni del pubblico ministero principale Gerry Leone, John Magaro in quelli del capo della difesa Barry Scheck e Natalia Dyer come sostituta procuratrice distrettuale della contea di Middlesex, Lynn Rooney.

Sul fronte produttivo, Barry firma la sceneggiatura e ricopre il ruolo di showrunner, affiancato come produttore esecutivo da Susanne Bier (che dirige tutti gli episodi), da Frank Spotnitz, fondatore di Big Light Productions, da Emily Feller, Tobi de Graaff e Antoine Douaihy. La lavorazione della miniserie in cinque episodi è già avviata, e l’appuntamento sul piccolo schermo è fissato per il 2027.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI