Otto episodi e un debutto fissato per il 14 ottobre 2026 su Disney+: da qui parte VisionQuest, capitolo conclusivo della trilogia cominciata con WandaVision, con Vision alle prese con una domanda che lo tormenta da quando è tornato in vita, chi sono e qual è il mio scopo.
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Una trilogia che prosegue la storia di WandaVision
Chi temeva che VisionQuest si allontanasse da ciò che ha reso grandi i primi due capitoli può stare tranquillo: Terry Matalas, al timone della serie, assicura che si tratta di un vero seguito narrativo.
“Stiamo spendendo la brillante valuta stampata in WandaVision“, spiega riferendosi al lavoro sui personaggi e alla costruzione del mondo, aggiungendo che molti eventi chiave sono “una diretta conseguenza di Billy”, il ragazzo introdotto in Agatha All Along.
Jac Schaeffer non torna nel ruolo di showrunner, ma resta accreditata come produttrice esecutiva, così come Mary Livanos, che ha avuto un peso importante nello sviluppo di tutti e tre i progetti. La regista Gandja Monteiro, già dietro la macchina da presa per tre episodi di Agatha All Along, dirigerà gli episodi 3 e 4. A dirsi più entusiasta di questa continuità creativa è Ruaridh Mollica, che interpreta Tommy, il figlio di Vision: cita Iron Man come suo film Marvel preferito e WandaVision e Agatha All Along come le serie del cuore.
Matalas è stato scelto personalmente da Kevin Feige, colpito dal suo lavoro su Star Trek: Picard. Il curriculum parla da sé: co-creatore e showrunner della sottovalutata gemma fantascientifica 12 Monkeys, sa come si costruisce una storia di genere capace di rendere omaggio a un immaginario amato senza rinunciare a colpi di scena e a una voce originale, ed è un fan Marvel di lungo corso, con una conoscenza profonda del materiale di partenza.
Numeri alla mano, VisionQuest è la trentaduesima serie televisiva del MCU e il sesto capitolo della Fase Sei. Le riprese si sono svolte a Londra dal 14 marzo al 31 luglio 2025, mentre Mick Giacchino firma la colonna sonora. Alla regia, oltre a Matalas e Monteiro, ci sono Christopher J. Byrne e Vincenzo Natali; la sceneggiatura porta le firme dello stesso Matalas con Cindy Appel, Christopher Monfette, Nicole Falsetti e Matthew Okumura.
Il Mindspace, gli AI Avengers e il ritorno di Ultron
Paul Bettany racconta così la sostanza del viaggio del suo personaggio, alle prese con due interrogativi enormi, chi sono e qual è il mio scopo. “Ho sentito una volta qualcuno dire che con i robot si possono fare due cose”, spiega l’attore. “O il Pinocchio, ‘sono un bambino vero’, che abbiamo già fatto, oppure il Frankenstein, ‘perché sono stato creato?'”. La sua condizione alla fine di WandaVision viene paragonata a un risveglio dopo anni di coma: i ricordi sono tornati, ma il legame emotivo con essi no, e da lì nascono i temi di identità ed eredità che attraversano la stagione.
Dopo aver perso tutto, e con diversi cacciatori alle calcagna per via del suo status di arma definitiva, Vision sceglie la fuga. Di giorno si mimetizza da essere umano e lavora in un pub, di notte torna nella sua forma robotica e si chiude in un congelatore per raffreddare i sistemi. È lì che accede al Mindspace, una versione teatrale del funzionamento di un computer quantistico, dove dialoga con le altre intelligenze artificiali salvate dal Complesso Stark: J.A.R.V.I.S. (James D’Arcy), F.R.I.D.A.Y. (Orla Brady), E.D.I.T.H. (Emily Hampshire), Dum-E (Henry Lewis), U (Jonathan Sayer) e Ultron (James Spader), che scopriamo essere stato risparmiato da Vision all’ultimo momento in Avengers: Age of Ultron.
Ogni AI incarna un aspetto diverso di ciò che significa essere umani. E.D.I.T.H., per esempio, rappresenta il divertimento puro, tanto che Emily Hampshire è entusiasta all’idea di uscire finalmente dagli occhiali di Spider-Man: “Ero molto emozionata”, confessa, ricordando di essere fan del personaggio dai tempi in cui Dawn Michelle King le prestava la voce nei film con Tom Holland. Il rapporto tra Vision e una versione più anziana di J.A.R.V.I.S. sarà fraterno e complicato, mentre Dum-E e U funzionano come gemelli, un vero e proprio double act comico affidato a due artisti che collaborano insieme da quasi vent’anni.
“Sono un enorme fan di James Spader”, ammette Matalas, “quindi avere Bettany e Spader nella stessa squadra è una voce spuntata dalla lista dei desideri”.
I dettagli nascosti non mancano nemmeno fuori dalla narrazione. Chi aveva apprezzato le pubblicità di WandaVision troverà nel Mindspace easter egg dello stesso tipo: dal Scrub Vision al Visinmite, dal Ram alla collina che omaggia lo sfondo di Windows XP, fino a una serie di mindstones sparsi per la casa. Anche i costumi parlano: la costumista Sarah Young ha costruito la palette di Vision su rossi, blu e verdi che rimandano a Wanda, Billy e Tommy, con capi che contengono righe di codice e cuciture volutamente imperfette per evocare l’effetto uncanny valley delle cose generate dall’intelligenza artificiale. Matalas ci tiene però a precisare che nessuna AI è stata usata nella lavorazione della serie.
Padri, figli e l’azione grintosa di VisionQuest
Se WandaVision e Agatha All Along parlavano soprattutto di maternità, VisionQuest sposta il fuoco sulla paternità, esplorata attraverso più relazioni. La prima è quella con Ultron: Vision resta diffidente e lo tiene chiuso nella soffitta dove vivono tutte le IA, ma l’anziano robot sembra avvicinarsi all’umanità con una curiosità quasi migliore della sua, divorando cultura e arte. Poiché tutte le intelligenze artificiali sono state costruite da Tony Stark, anche lui finisce per assumere il ruolo di figura paterna: Matalas ha raccontato a SFX Magazine che la sua morte verrà rivisitata, visto che F.R.I.D.A.Y. era presente in quel momento. “Cosa significa per una AI non riuscire a proteggere colui che è programmata per proteggere?”, si chiede. “È una domanda a cui il primo episodio risponderà molto in fretta”.
Il tema passa poi dal rapporto con Tommy, il cui corpo è quello di un ragazzo annegato, Tommy Shepherd, orfano che sopravvive rubando per le strade di Londra. Mollica racconta di essersi ispirato a Matt Damon in Good Will Hunting per costruire un personaggio che ama leggere e manipolare le persone, con un talento da artista dell’imbroglio. La linea tra Tommy Shepherd e Tommy Maximoff si rivela però un percorso lungo: “È una crisi d’identità completa”, dice l’attore scozzese, spiegando che il ragazzo ha strane “delusioni” che potrebbero essere ricordi, ma in modo ambiguo. Il legame con Vision partirà in salita: “Non ha avuto una figura paterna per così tanto tempo, quindi è sulla difensiva. Ma dentro di sé c’è anche un profondo desiderio di averne una”. Con Bettany il feeling è arrivato molto più in fretta, complice la passione condivisa per musica e fotografia, e Mollica ha chiesto consigli anche a Joe Locke, suo fratello nella finzione, ricevendo una risposta semplice: “Goditela, è il lavoro migliore del mondo”.
Accanto a Tommy c’è Lisa Molinari, interpretata da Lauren Morais, conosciuta su un autobus che porta in prigione. Entrambi solitari e sopravvissuti, si sostengono a vicenda e sviluppano una chimica romantica difficile da ignorare. Per l’attrice gallese è stato un sogno a occhi aperti e un cerchio che si chiude: lavorava in un cinema quando ha ricevuto l’audizione, e nello stesso periodo vendeva biglietti per Captain America: Brave New World. Poco dopo si ritrovava a prendere lezioni di borseggio. “È stato pazzesco”, ammette ridendo.
Sul fronte dell’azione, la serie promette un tono diverso da quello colorato del Mindspace. Il mondo reale vira verso il grit e il grunge, e Matalas avverte che vedremo Vision mostrare le sue abilità uniche, ma anche “cosa significa per lui essere meno capace” e che “ha una strada dura davanti”. Il motivo ha un nome: Paladin, il cacciatore di taglie interpretato da Todd Stashwick, volto già noto ai fan di 12 Monkeys. “Ha una lunga storia nel canone Marvel dei fumetti”, ricorda Matalas, “e la Marvel aveva spesso cercato di capire dove potesse inserirsi nell’universo”. Il personaggio si muove in una zona grigia, senza risposte semplici, con un’ispirazione dichiarata: Tommy Lee Jones in The Fugitive. Oltre a dare la caccia a Vision, Paladin farà da ponte con la vicenda di Tommy, e al suo fianco ci sarà anche un’associata interpretata da Diane Morgan. Nel cast figurano inoltre T’Nia Miller, Polly Frame e James D’Arcy.
Sul futuro, Matalas ha spiegato a Empire che “è la prima volta che vediamo Vision guidare la narrazione e capire chi è, chi pensa di essere stato”, descrivendo un personaggio che di giorno cerca di muoversi discreto nel mondo e di notte scarica i dati discutendo con le sue IA di ciò che gli accade. A SFX ha aggiunto che la serie andrà a esplorare così tanto di chi sia Vision, “inclusa qualche parte più profonda della sua origine che potrebbe risalire anche più indietro di quanto credevamo”. Bettany e Spader hanno presentato il primo trailer al D23: The Ultimate Disney Fan Event, salendo insieme sul palco, e una volta terminate le riprese il trio era già pronto a girare altre dieci stagioni di qualunque cosa il progetto fosse diventato. “Ma dipende dai Marvel Studios e dagli dei della televisione”, chiosa lo showrunner.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
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