C’è voluto molto tempo, molto più del dovuto, ma alla fine la Television Academy ha deciso di premiare Rhea Seehorn. L’attrice ha conquistato il suo primo Emmy della carriera, portando a casa il riconoscimento come miglior attrice protagonista in una serie drammatica ai 78esimi Primetime Emmy Awards per il suo ruolo di Carol Sturka in Pluribus, la serie Apple TV firmata da Vince Gilligan.

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Il primo Emmy di Rhea Seehorn

La vittoria arriva in una delle categorie più competitive della serata, dove Seehorn ha dovuto superare avversarie di grande peso: Carrie Coon con The Gilded Age, Chase Infiniti con The Testaments, Keri Russell con The Diplomat e Zendaya con Euphoria. Un campo di nomination particolarmente forte, che rendeva l’esito tutt’altro che scontato. Seehorn partiva come favorita, ma considerando la sua storia con l’Academy era impossibile cantare vittoria in anticipo. Alla fine, il verdetto è arrivato ed è quello che tutti speravano.

Da Kim Wexler a Carol Sturka

Per capire quanto pesi questo Emmy basta guardare al passato dell’attrice e al suo rapporto con la Television Academy. Nonostante abbia interpretato Kim Wexler in tutte e sei le stagioni di Better Call Saul, Seehorn non ha ricevuto una nomination fino alla penultima stagione della serie, conquistando poi due candidature consecutive come miglior attrice non protagonista in una serie drammatica nel 2022 e nel 2023, entrambe senza vittoria. Nel 2022 era arrivata addirittura una doppia nomination, grazie anche al ruolo di Kris Latimer in Cooper’s Bar, nella categoria dedicata alle serie comedy o drama in formato breve. In totale, quindi, l’attrice si presentava a questa edizione con tre nomination alle spalle e nessun trofeo in bacheca. Pluribus le ha regalato la quarta candidatura, la prima come protagonista, e soprattutto la vittoria che le era sempre sfuggita.

Il paradosso è ancora più evidente se si pensa che Better Call Saul non ha mai vinto un Emmy in tutta la sua messa in onda, nonostante 53 candidature: un record poco invidiabile, quello di serie con più nomination senza alcun riconoscimento, e uno degli snub più discussi nella storia degli Emmy. Pluribus, invece, aveva già superato il precedente ancora prima della cerimonia principale, avendo portato a casa quattro premi tecnici, tra cui quelli per il miglior missaggio sonoro in una serie comica o drammatica da un’ora e per la miglior musica del tema principale.

La strada verso questo traguardo era stata comunque lastricata di soddisfazioni: la serie aveva già garantito a Seehorn il Golden Globe e il Critics’ Choice Award come miglior attrice drama, oltre al riconoscimento per il miglior risultato individuale nel drama ai TCA Awards e al Saturn Award for Best Actress on Television, assegnato dall’Academy of Science Fiction, Fantasy and Horror Films. E c’è un dettaglio che rende tutto ancora più significativo: Gilligan ha scritto Pluribus pensando proprio alla sua amica e collaboratrice di lunga data.

Il ruolo di Carol e la notte di Pluribus

In Pluribus, Seehorn interpreta Carol Sturka, una scrittrice di romanzi rosa profondamente infelice che si ritrova tra le pochissime persone sulla Terra non toccate da un misterioso segnale alieno, il quale ha trasformato quasi tutta l’umanità in una coscienza collettiva pacifica e perennemente allegra, nota come gli Others. Da qui nasce la domanda che attraversa la serie: anche lei vuole davvero essere felice? Una premessa che mescola fantascienza e conflitto interiore, con la protagonista chiamata a destreggiarsi tra tensioni interne ed esterne in un futuro in cui le emozioni potrebbero riscrivere il destino dell’umanità.

La serie ha raccolto 18 nomination per la prima stagione, più di qualsiasi altra drama debuttante di quell’anno, ed è già stata rinnovata per una seconda stagione. Dietro la macchina da presa si alternano registi come Adam Bernstein, Zetna Fuentes e Melissa Bernstein, con la prima stagione arrivata in streaming il 6 novembre 2025 e disponibile in Italia su Apple TV.

La cerimonia di quest’anno ha avuto un’altra protagonista simbolica: la conduzione di Mariska Hargitay, annunciata il 7 luglio 2026, che ha segnato la prima volta dagli Emmy del 2011 con Jane Lynch in cui il ruolo di host è andato a una donna, e la prima conduzione affidata a un’attrice non comica dal 1993, quando toccò ad Angela Lansbury. Le nomination erano state annunciate l’8 luglio 2026 al Wolf Theatre della Television Academy a North Hollywood, con Apple TV grande protagonista grazie a Pluribus, Margo’s Got Money Troubles e Widow’s Bay, mentre tra le serie di ritorno The Pitt ha dominato le categorie drama con 25 candidature, il numero più alto di qualsiasi show. All’IndieWire Honors, Seehorn aveva dedicato gran parte del suo discorso di accettazione ai membri della troupe che l’avevano sostenuta sul set di Pluribus, un dettaglio che dice molto sul tipo di attrice che il pubblico ha imparato ad apprezzare.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI