Netflix ha deciso di chiudere i battenti su Ransom Canyon: dopo due stagioni, il drama romantico con venature western non tornerà con nuovi episodi. Una notizia che i fan temevano, arrivata a poche settimane dal finale del secondo ciclo.
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Ransom canyon non avrà una terza stagione
Il servizio streaming ha scelto di non procedere con la produzione di una terza stagione della serie ambientata nel Texas Hill Country, ponendo di fatto fine al progetto. Basata sui romanzi della scrittrice texana Jodi Thomas, la serie aveva come protagonisti Josh Duhamel nei panni dell’introverso cowboy Staten Kirkland, diviso tra la lotta per il controllo del ranch di famiglia e quella contro i propri demoni personali, e Minka Kelly in quelli di Quinn O’Grady, pianista incapace di resistere al richiamo della città natale e a quello di Staten, suo amore di sempre.
Attorno a loro si muoveva un cast corale che ha dato spazio a diverse sottotrame: Lauren Brigman (Lizzy Greene), ragazza ribelle e ambiziosa decisa a trovare la propria strada lontano dall’influenza del padre; Lucas Russell (Garrett Wareing), giovane buono, intelligente e lavoratore che vive in un parcheggio per roulotte con il fratello maggiore; Ellie Catawnee (Marianly Tejada), barista e amica di Quinn, donna indipendente e determinata; e Yancy Grey (Jack Schumacher), cowboy solitario e misterioso in cerca di una nuova vita, lontano dal proprio passato.
I numeri di ascolto dietro la decisione
Le ragioni della cancellazione vanno ricercate quasi certamente nelle performance del secondo ciclo di episodi, rimaste al di sotto delle aspettative. Dopo un riscontro di pubblico rispettabile ma non eccezionale per la prima stagione, Ransom Canyon era riuscita a strappare il rinnovo solo ad alcune condizioni: meno episodi e una ristrutturazione creativa che ha comportato diversi movimenti nel cast. Cambiamenti che, però, non hanno prodotto gli effetti sperati.
La seconda stagione ha esordito con 4,1 milioni di visualizzazioni nella prima settimana, in calo del 43% rispetto al debutto della prima, che aveva raccolto 7,2 milioni. La situazione è migliorata leggermente nei sette giorni successivi (5,5 milioni), per poi precipitare nella terza settimana (2,7 milioni), l’ultima trascorsa in Top 10, una in meno rispetto alla stagione precedente. Per avere un termine di paragone, uno degli ultimi successi della piattaforma, Ovunque tu sia, è rimasto in classifica per dieci settimane accumulando 74,1 milioni di visualizzazioni nelle prime tre: Ransom Canyon si è fermato a 12,3 milioni.
In casa Netflix, la valutazione del rapporto tra costi e performance pesa parecchio sulle decisioni di rinnovo, soprattutto quando una serie può contare su un budget considerevole per via delle star di primo piano coinvolte. La prima stagione, va detto, era partita con tutt’altro slancio: quattro settimane nella Top 10 globale e un piazzamento nella Top 10 di 77 paesi, risultati che avevano convinto la piattaforma a dare fiducia al progetto.
Una cancellazione che ha sorpreso il team creativo
A rendere la notizia particolarmente amara per chi ha seguito la serie è il fatto che gli autori non avevano trattato la seconda stagione come un finale. Dopo l’ultimo episodio, la showrunner aveva rivelato che gli sceneggiatori erano già nelle fasi iniziali di una writers’ room per la terza stagione, pur senza un ordine ufficiale da parte di Netflix. Un segnale chiaro di come, dall’interno, il rinnovo fosse considerato tutt’altro che improbabile.
C’è poi una questione produttiva che chiude ogni porta a un possibile ripescaggio: essendo una produzione Netflix Studios, Ransom Canyon non può essere salvato da altre piattaforme, considerando anche che il colosso dello streaming rende molto difficile l’acquisizione dei propri originali da parte di rivali.
Tra gli aspetti per cui la serie verrà ricordata c’è anche la battaglia di Minka Kelly per la parità salariale con Duhamel, richiesta avanzata nel 2022 quando le fu offerto il ruolo. Pur non ottenendo la piena equiparazione, l’attrice si è avvicinata molto e ha pubblicamente elogiato la risposta di Netflix alla sua richiesta. Sul fronte critico, la seconda stagione si attesta attualmente su un indice di gradimento del 50% da parte della critica e del 64% da parte del pubblico su Rotten Tomatoes, numeri che raccontano di una ricezione divisa anche tra gli spettatori.
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