The Boroughs – Ribelli senza tempo è arrivata su Netflix quasi in silenzio, eppure in pochi giorni è diventata uno dei titoli più discussi sui social, con un finale capace di generare un’ondata di teorie soprattutto su TikTok. E ora gli ideatori rivelano di avere già un piano preciso per il futuro della serie.
La serie è nata dall’idea di Jeffrey Addiss e Will Matthews, duo creativo che collabora insieme da oltre quindici anni e che vanta già una collaborazione con Netflix grazie a The Dark Crystal: Age of Resistance. I fratelli Duffer, che figurano come produttori esecutivi tramite la loro Upside Down Pictures, li hanno contattati dopo aver avviato la partnership con la piattaforma per sviluppare nuove serie. Il risultato è uno show ambientato in una comunità residenziale per anziani che, dietro la facciata rassicurante, nasconde creature terrificanti e segreti ben più oscuri.
La prima stagione, composta da otto episodi, segue Sam Cooper, un uomo che arriva a The Boroughs dopo la morte della moglie, in adempimento a un contratto che lei aveva sottoscritto per trascorrere insieme gli ultimi anni in quella comunità. Sam non vuole essere lì, ma ben presto scopre che i residenti vengono attaccati nel somno da creature inquietanti e che dietro l’intera realtà di The Boroughs si nasconde qualcosa di molto più grande. La stagione chiude il proprio arco narrativo, ma lascia aperte domande precise, prima tra tutte: cos’è successo davvero a Sam?
La risposta del pubblico è stata entusiasta: su Rotten Tomatoes la serie ha raggiunto il 95% di gradimento basato su 43 recensioni, con una media di 7,4/10, superando persino i punteggi di Stranger Things. Su Metacritic si attesta a 71 su 100, con recensioni “generalmente favorevoli”.
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Il piano da tre stagioni e il finale già scritto in testa
Addiss e Matthews non si sono limitati a sperare in un rinnovo: hanno rivelato a IGN di avere già in mente un percorso strutturato su almeno tre stagioni, con tanto di ultima inquadratura già immaginata.
«Abbiamo un piano ben preciso che si articola su tre stagioni, e pensiamo di sapere già quale sarà l’ultima inquadratura dell’ultima scena dell’ultimo episodio. Il modo in cui ci arriveremo potrebbe cambiare leggermente, ma abbiamo le risposte a tutte le domande e un piano su come e quando fornirle. Volevamo che la prima stagione risultasse emotivamente completa, ma che lasciasse alcune domande senza risposta.»
Addiss ha poi precisato che la prima stagione è stata costruita per funzionare anche come storia autonoma, nel caso in cui Netflix non avesse rinnovato la serie: «Ci piacerebbe raccontarvi qualcosa di più su quello che sta succedendo. Cos’è Madre? Noi conosciamo la risposta. Vogliamo dirvelo, quindi speriamo che la gente guardi lo show, così da avere questa opportunità.»
Ai microfoni di Screen Rant, il co-creatore ha aggiunto una nota più personale: «Dipende davvero da cosa farà il pubblico e se gli piacerà. È semplice: noi del cast ci vogliamo bene, ci piace girare la serie e amiamo Albuquerque. E se avremo l’opportunità di tornare a girarla, sappiamo cosa succederà.» La serie è stata girata ad Albuquerque, in New Mexico.
Sul tema della potenziale seconda stagione, Addiss ha risposto con una frase tanto breve quanto suggestiva: «Cosa faresti con una seconda possibilità?» I due creatori hanno anche chiarito che non intendono introdurre un nuovo “mostro di stagione”: considerano The Boroughs come un’unica storia grande e complessa, da sviluppare in modo coerente fino a quando tutte le domande avranno risposta.
Cosa potrebbe succedere nella stagione 2
Il finale della prima stagione si chiude con una scena apparentemente ordinaria: Sam è a casa, circondato da amici e familiari. Si allontana per un momento, va in bagno a medicarsi un taglio, e mentre si guarda allo specchio il suo riflesso “sfarfalla”, esattamente come era già accaduto ad altri personaggi “immortali” della serie. Sam non sembra accorgersene, ma la scena è tutt’altro che casuale.
Come ha dichiarato lo stesso Addiss a Netflix: «Sam che sfarfalla nello specchio è un indizio su dove speriamo di andare.» E Alfred Molina, che interpreta Sam, ha confermato il peso narrativo di quel momento a TV Insider: «È importante per la storia perché credo che avessimo già intuito cosa sarebbe successo, forse nella seconda stagione, se ci sarà.»
Tra i personaggi che potrebbero tornare, ci sono sicuramente Art e Judy, la coppia in crisi ancora lontana da una vera risoluzione. Clarke Peters, interprete di Art, ha lasciato intendere che la loro relazione potrebbe diventare centrale nella stagione 2: «Potreste dover aspettare e vedere cosa succederà tra noi, perché le cose non sono ancora del tutto risolte. L’amore è egoista.» Anche Renee di Geena Davis, Paz di Carlos Miranda e Wally di Denis O’Hare potrebbero riapparire, mentre non stupirebbe l’arrivo di nuovi residenti e di un nuovo CEO, visto quanto accaduto a Blaine Shaw nel corso della prima stagione.
Netflix non ha ancora confermato ufficialmente il rinnovo, ma la colonna sonora ufficiale della serie è già prevista per il 19 giugno 2026, un segnale che l’interesse attorno al progetto è tutt’altro che sopito.

