Da oggi, lunedì 25 maggio 2026, Rai 3 cambia volto nella fascia dell’access prime time: alle 20:10 debutta Tribù, il nuovo programma condotto da Raffaele Di Placido, l’inviato che molti già conoscono per il suo lavoro in Una Giornata Particolare di Aldo Cazzullo su La7. Il programma prende il posto di Kong Con la Testa tra le Nuvole di Fabio Volo, che non ha convinto particolarmente il pubblico.

L’idea alla base di Tribù è tanto semplice quanto affascinante: in un’epoca dominata dall’individualismo e dalle comunità virtuali, esistono ancora gruppi di persone che si ritrovano attorno a esperienze concrete e condivise, costruendo veri e propri universi fatti di linguaggi, codici e rituali propri. Un programma factual prodotto da Rai Cultura e Stand By Me che si propone di raccontare queste realtà con curiosità autentica e senza giudizio.

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Chi è Raffaele Di Placido e come funziona il programma

Prima di diventare volto televisivo, Raffaele Di Placido ha un percorso tutt’altro che convenzionale: nato a Fano nel 1976, è laureato in biologia marina e solo dal 2022 è approdato stabilmente al piccolo schermo come inviato di Una Giornata Particolare. Una formazione scientifica unita a una naturale curiosità per le persone e i gruppi sociali che, in un certo senso, lo rende il conduttore ideale per un progetto come questo.

Il format prevede un’immersione totale nella realtà da raccontare: Di Placido trascorre un’intera giornata, dall’alba al tramonto, a fianco dei membri della tribù di puntata, condividendone ritmi, momenti e abitudini. Il racconto si costruisce attraverso testimonianze, esperienze dirette e un coinvolgimento genuino, fino a culminare nella partecipazione a un evento significativo per la comunità, capace di sintetizzarne valori e identità. A chiudere ogni puntata, una domanda che diventa quasi una verifica emotiva del viaggio compiuto: “Si sentono davvero una tribù?”.

Le puntate in programma sono venti, distribuite dal lunedì al venerdì, e spazieranno tra realtà molto diverse tra loro: dai sommergibilisti della Marina Militare Italiana ai Sorcini (i fan di Renato Zero), dai freestyler con il loro linguaggio tutto particolare ai butteri della Maremma, custodi di un mestiere antico. Tutte le puntate saranno disponibili anche su RaiPlay, sia in diretta che on demand.

La prima puntata: i tangueri di Testaccio

Per il debutto, l’obiettivo si posa sulla tribù dei tangueri, nel cuore di Roma. È il quartiere Testaccio a fare da sfondo, con le sue strade che risuonano delle note appassionate e malinconiche del tango argentino: una danza che è molto più di un semplice ballo, un’esperienza intima e intensa che unisce corpo e anima e che dalla Buenos Aires di fine Ottocento ha conquistato l’Europa agli inizi del Novecento.

Di Placido esplorerà questo universo attraverso le voci di appassionati e professionisti, cercando di capire cosa spinge persone così diverse a ritrovarsi attorno alla stessa danza. Il racconto seguirà i protagonisti anche nei momenti più privati e preparatori: dalla scelta degli abiti alla vestizione, fino ai rituali che precedono l’ingresso in pista, quei gesti carichi di significato che solo chi vive davvero questo mondo conosce bene. Già domani, martedì 26 maggio, andrà in onda la seconda puntata dedicata ai Sorcini, i fan di Renato Zero.