La stagione estiva 2026 di Rai Uno si preannuncia tutt’altro che ordinaria: per la prima volta nella sua storia, Affari Tuoi andrà in onda fino al 19 luglio, in quella che potrebbe diventare l’edizione più lunga di sempre del programma condotto da Stefano De Martino.

La mossa è chiaramente strategica e nasce da una lezione imparata a caro prezzo: nell’estate del 2025, La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti su Canale 5 aveva approfittato dell’assenza dei pacchi per guadagnare terreno prezioso nella fascia dell’access prime time, quella cruciale slot tra il telegiornale e la prima serata. Come ha rivelato il giornalista Giuseppe Candela, la Rai ha deciso di non ripetere quell’errore, schierando De Martino fino al 19 luglio in modo da chiudere i battenti praticamente in contemporanea con il game show di Mediaset. I due programmi si contendono ogni sera circa 10 milioni di spettatori, e ogni settimana di vantaggio per uno dei due si traduce in un vantaggio significativo nelle abitudini del pubblico.

Va ricordato che la stagione dovrà anche fare i conti con il calendario dei Mondiali di calcio 2026, un fattore che rende ancora più complessa la pianificazione dei palinsesti, soprattutto considerando che l’Italia non sarà tra le nazionali partecipanti.

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L’eredità estate nell’access time: la scommessa di Marco Liorni

Dal 20 luglio, il testimone dell’access prime time di Rai Uno passerà a Marco Liorni, che porterà L’Eredità Estate nella fascia delle 20:30-20:40 in una veste completamente rinnovata rispetto alla tradizionale versione preserale. Quest’ultima, nel frattempo, lascerà spazio a Reazione a Catena con Pino Insegno, dando vita a una vera e propria staffetta inedita tra i due conduttori sulla prima rete.

Si tratta di una scelta che non manca di sollevare qualche dubbio: lo stesso Liorni, interpellato in passato su una possibile ricollocazione del suo programma, aveva risposto laconicamente che il game show «sta bene dove sta». Portare un format nato e cresciuto nel preserale direttamente a sfidare la prima serata è una scommessa audace, e la Rai ne è probabilmente consapevole. C’è poi il rischio cosiddetto di usura del format: trasmettere L’Eredità per dodici mesi consecutivi senza interruzione significa chiedere molto sia al programma che al pubblico, in una stagione già complicata dalla presenza dei Mondiali. Tuttavia, in un panorama televisivo dove ogni decimale di share pesa, Viale Mazzini ha scelto la strada della continuità e della risposta diretta alla concorrenza, piuttosto che quella della sperimentazione.