Da domenica 25 ottobre torna su Rai 1 la seconda stagione di Libera – Il caso Elena Palma, la fiction con Lunetta Savino e Matteo Martari che questa volta racconta un processo per femminicidio. Nei sei episodi ambientati a Trieste, la giudice Libera Orlando, da poco insediata alla presidenza della Sezione Penale del Tribunale, deve arrivare a una verità processuale rigorosa senza cedere ai giudizi affrettati.

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Il processo per la morte di Elena Palma

Sul banco degli imputati siede Omar Alami, un giovane rapper chiamato a rispondere dell’uccisione di Elena Palma. Le prove raccolte sembrano schiaccianti, ma l’ingresso in aula di Nina De Angelis, testimone chiave con un passato complicato, fa vacillare le certezze del dibattimento e rimette tutto in gioco. Sempre a Trieste arriva intanto da Palermo il magistrato Cesare Scuderi, interpretato da Gaetano Bruno, impegnato in un’indagine riservata della Direzione Distrettuale Antimafia che ruota attorno al traffico di armi e alla caccia a un mafioso conosciuto come il Carnaru.

La vicenda si sviluppa tra colpi di scena e tiene insieme il crime e il dramma personale dei protagonisti, senza rinunciare a qualche momento di alleggerimento, e porta avanti il tema del peso etico che grava su chi deve giudicare, tenuto all’onestà e all’ascolto. Sulla necessità di continuare a parlare di violenza di genere Martari non ha dubbi.

È giusto continuare a sensibilizzare sull’argomento, per quanto ci stiano provando tutti. Il dato sconfortante è che i casi sono in aumento e questo mi dispiace personalmente. Credo che sia fondamentale l’educazione, ma l’educazione a partire dalle scuole: dalla scuola dell’infanzia, dall’asilo, le scuole elementari. Bisogna partire da subito, perché bisogna crescere con questo senso di rispetto. Non si può cercare di acquisirlo a quarant’anni. Si può fare anche a quarant’anni, come a sessanta, non dico che non si possa fare, però è giusto crescerci, con quel senso di rispetto.

Pietro tra la paternità e la nuova storia con Nina

Accanto alle udienze, la stagione segue da vicino la sfera privata dei personaggi, a partire da Pietro. Martari racconta un uomo alle prese con il mestiere più difficile, quello del padre, per il quale nessuno consegna istruzioni all’inizio.

Lo ritroviamo padre. Già l’abbiamo lasciato alla fine della prima stagione padre. Lo ritroviamo alle prese con questo lavoro… mi verrebbe da dire un lavoro difficilissimo, dove non ti consegnano nessun libretto delle istruzioni all’inizio. È un lavoro di adattamento giornaliero, però ci mette tutto se stesso perché ha bisogno di creare anche credibilità agli occhi della figlia per tutto quello che era successo prima. Per fortuna in questa fase educativa ogni tanto interviene anche Libera a dare un punto di vista diverso. Però Pietro ci prova, non si tira indietro, ci mette tutto il cuore.

Il legame con Clara va ricostruito passo dopo passo. Nel frattempo Pietro frequenta un centro studi per conseguire il diploma e dà una mano al padre nel ristorante: è proprio lì che incrocia Nina De Angelis, che insegna nella sua scuola ed è testimone nel processo, e che lo porta verso una nuova storia d’amore e dentro un’indagine pericolosa. Clara, dal canto suo, teme che il padre le venga portato via ora che Nina è entrata nelle loro vite.

Sulla riapertura del cuore di Pietro, l’attore sorride.

Sì, poverino, finalmente! Ma è un uomo che ha amato Bianca, la madre di sua figlia, per una vita e l’ha sempre rispettata. Anzi, trovo che sia giusto che abbia avuto la forza di riaprire il suo cuore, finalmente, per lenire anche un po’ le ferite che ha avuto.

Quanto a ciò che lo lega al personaggio, per Martari si tratta di pochissimo: forse soltanto la cadenza della voce, quel suono dell’est. Quello che gli piace di più, invece, è la voglia concreta di ricostruirsi una vita e una realtà solida. Sul set la sintonia con Lunetta Savino, interprete di Libera, resta invariata.

Lavorare sul set con Lunetta è sempre un regalo: lei porta tantissima esperienza, tantissima ironia, la capacità di gestione del tempo, e quindi bisogna solo imparare da lei.

I due personaggi continueranno a lavorare fianco a fianco, ma con metodi opposti: per Libera conta il rigore del ruolo, per Pietro l’assenza di regole fisse, che lo spinge a muoversi sul confine, sempre guidato però da un senso di giustizia.

Il cast, le location e quando vedere la serie

La stagione conta sei episodi da cinquanta minuti, distribuiti in tre serate, firmati da Mauro Casiraghi ed Eleonora Fiorini. Dietro la macchina da presa c’è Gianluca Mazzella, mentre la produzione porta la firma di 11 Marzo Film insieme a Rai Fiction. Accanto a Savino e Martari recitano Monica Dugo, Claudio Bigagli, Daisy Pieropan e Neva Leoni, con la partecipazione di Roberto Citran e Gaetano Bruno.

Le riprese si sono girate tra Trieste e Muggia dal 16 marzo al 2 maggio 2026, e secondo Mazzella l’atmosfera non cambia rispetto alla prima stagione, con il dramma che convive con la commedia. Il debutto su Rai 1 è fissato per domenica 25 ottobre: tutti gli episodi sono disponibili su RaiPlay, dove i primi due sono già online dal 23 ottobre.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI