La terza stagione de I Casi di Teresa Battaglia sta per arrivare su Rai 1, ma a far discutere prima ancora del debutto è stato l’affondo di Elena Sofia Ricci contro gli orari sempre più tardivi della prima serata. Durante la conferenza stampa della serie, l’attrice ha puntato il dito contro una programmazione che ormai sposta fiction e film verso le 22:00, trasformando quello che dovrebbe essere il momento di massima visibilità in un traguardo sempre più difficile da raggiungere.

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La denuncia di Elena Sofia Ricci sugli orari della prima serata

L’attrice toscana non ha usato giri di parole. Dopo essere già intervenuta sul tema all’Italian Global Series, è tornata sull’argomento davanti ai giornalisti con toni durissimi: lo slittamento verso le 22:00, ha spiegato, è un problema che va oltre il semplice dato di ascolto.

“Ora non parliamo più alle 22, ma alle 21 e 50? Un successone eh. Non ci siamo ancora veramente, qualche cosa in più ci dovrebbero dare. Non è per niente giusto. Quella era la nostra prima serata, sarebbe la nostra prima serata e io torno su questo argomento.”

Secondo la sessantaquattrenne, la questione riguarda il pubblico ma anche tutte le professionalità coinvolte nella realizzazione di una serie. Mandare in onda un prodotto così tardi, spiega, significa mancare di rispetto a chi ha lavorato mesi sui set tra freddo e caldo, dando anima e cuore al proprio ruolo.

“È scorretto, non è giusto per tutti quelli che hanno lavorato, da noi attori, dal regista, da tutta la troupe. Abbiamo lavorato tutti facendo il massimo, dando l’anima, il cuore, col freddo, col caldo. C’è il lavoro di squadre di persone, di decine di persone che lavorano. Mandarci in onda così tardi è una mancanza di rispetto enorme nei confronti del pubblico, perché la gente lavora, i ragazzi vanno a scuola.”

L’attrice aveva già sollevato la questione in precedenti interventi, avanzando una proposta concreta: far partire il prime time massimo alle 21:30, una soluzione che secondo lei potrebbe accontentare pubblico e addetti ai lavori. Un orario che oggi sembra quasi un miraggio, considerando che la prima serata scivola ormai stabilmente verso le 21:50 e oltre.

RaiPlay non basta: “Non è la stessa cosa della tv”

A chi obietta che i contenuti si possono recuperare il giorno dopo in streaming, Elena Sofia Ricci risponde senza mezzi termini. La piattaforma, secondo l’attrice, non sostituisce l’esperienza collettiva della visione televisiva, quel momento in cui una famiglia si riunisce davanti allo schermo per seguire insieme una storia.

“È vero che c’è il RaiPlay, ma chi se ne frega. Un conto è vedere le cose sul RaiPlay, ognuno per i fatti propri. Un conto è vedere una famiglia riunita a vedere una serie. Una volta iniziavamo dopo il telegiornale, adesso siamo andati a finire in seconda serata. Questa cosa qua per me è irritante e ingiusta, perché non è giusto nei confronti del pubblico, dei ragazzi, delle famiglie che vanno a lavorare.”

Il riferimento al passato non è casuale: fino a qualche anno fa la prima serata cominciava subito dopo il telegiornale, mentre oggi il confine con la seconda serata è diventato sempre più labile. Una trasformazione che, secondo l’attrice, penalizza chi si alza presto la mattina e non può permettersi di restare sveglio fino a tardi.

“Noi abbiamo lavorato tutti con grande passione, entusiasmo, fatica, perché poi uno pensa che noi attori non lavoriamo, ma in realtà è faticoso. E solo chi viene sui set capisce che è faticosissimo. E soprattutto ci mettiamo l’anima, ci mettiamo il cuore, ciascuno di noi nel proprio ruolo, fa il massimo e ci vediamo sbattuti in seconda serata. Questo per me è a tutt’oggi un motivo di rabbia.”

La replica della Rai: “Non è colpa nostra, è un sistema”

Ad ascoltare le parole dell’attrice c’era anche Leonardo Ferrara, responsabile della serialità della Rai, che ha preso le difese dell’azienda spiegando come la questione sia strutturale e riguardi l’intero panorama televisivo generalista, non solo la tv pubblica.

“Ovviamente non è la Rai che decide il prime time, è un sistema ormai innervato in tutta l’offerta televisiva generalista, quindi va al di sopra. Noi capiamo ovviamente il pubblico che si lamenta degli orari, è vero che ogni tanto sforiamo, andiamo verso le 22. Ci stiamo lavorando per anticipare. Quando ho iniziato a lavorare il prime time iniziava alle 20:40. Adesso sono cambiate le cose, perché ci sono una serie di implicazioni nell’offerta televisiva da Sky, a Canale 5, fino a Italia 1 e i programmi giornalistici che durano fino alle 21:30.”

Il dirigente ha poi rivendicato il ruolo di RaiPlay: la piattaforma gratuita conta milioni di iscritti e offre, ha detto, un sistema di rilevamento dati capillare, a differenza di altre piattaforme. Con l’introduzione del total audience, ha ricordato Ferrara, non conta più soltanto l’ascolto della generalista, ma anche quello digitale, misurato in modo matematicamente tangibile.

“La piattaforma RaiPlay che è gratuita e ha milioni di iscritti, dove la mappatura del rilevamento dei dati è capillare, mentre altre piattaforme dicono ‘siamo primi in classifica’, i risultati di RaiPlay sono tangibili matematicamente. Adesso c’è il total audience quindi non vale l’audience della generalista, ma vale anche quello della piattaforma.”

Ferrara ha comunque assicurato che l’appello dell’attrice è stato recepito e che la Rai sta lavorando per anticipare l’orario: “Il tuo messaggio è stato recepito, ci stiamo lavorando”. Al tempo stesso ha ribadito che il prolungamento dell’access prime time non dipende dalla tv pubblica, ma da un meccanismo complicato che coinvolge tutti i network.

Elena Sofia Ricci ha replicato di getto, facendo notare che se la Rai non ha colpe, non ne hanno nemmeno le persone che lavorano alle serie: “Men che meno riguarda chi si occupa della fiction”.

I casi di Teresa Battaglia 3: cosa aspettarsi

La terza stagione della serie, in onda su Rai 1 da lunedì 12 ottobre, si intitola “Figlia della Cenere”, liberamente ispirata all’omonimo libro. Il racconto scaverà a fondo nel personaggio di Teresa, portando alla luce anche il tragico episodio che ha reso il suo carattere ruvido e spigoloso, elemento che ha contribuito a definire quella personalità complessa che il pubblico ha imparato a conoscere.

Lo slittamento degli orari, però, ha radici precise anche nel panorama competitivo. La scelta di Mediaset di far durare La Ruota della Fortuna fino a pochi minuti prima delle 22:00 ha costretto Rai, Sky e persino Warner Bros Discovery a ricalibrare le proprie strategie, spingendo di fatto tutta l’offerta televisiva a slittare in avanti. Un effetto domino che si ripercuote sui tempi di messa in onda delle fiction e sulla possibilità, per il pubblico, di seguirle in diretta.

L’appello di Elena Sofia Ricci ha acceso i riflettori sulla serie più di quanto sarebbe accaduto con una semplice conferenza stampa: dalle testate principali ai blog, fino alle pagine social, in tanti si sono occupati della vicenda, regalando a I Casi di Teresa Battaglia una copertura mediatica difficilmente replicabile.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI