Paolo Bonolis lascia aperta la possibilità di un’ultima edizione di Ciao Darwin. Ospite al Festival dello Spettacolo, al Superstudio Più di Milano, sabato 7 novembre, ha raccontato che il confronto con Mediaset è aperto e che il suo storico programma potrebbe tornare per un saluto finale.
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Un’ultima edizione chiamata The Last Dance
La decima edizione non è ancora confermata e il conduttore, sul palco, preferisce non sbilanciarsi. L’ipotesi resta però aperta:
Non so se ci sarà un’ultima e decima edizione di Ciao Darwin. Può darsi che la facciamo, sarebbe The Last Dance.
Durante lo stesso incontro milanese, un’altra frase lascia capire che il ragionamento con l’azienda è già avviato:
Stiamo ragionando sull’eventualità di fare un’ultima edizione di Darwin. Mi sa che la facciamo.
Nell’intervento non sono mancati i riferimenti personali, con Luca Laurenti definito «un fratello».
Il dialogo con Mediaset
L’apertura ha una ragione precisa. Le repliche estive della nona edizione hanno ottenuto risultati di rilievo, e proprio questo avrebbe spinto Pier Silvio Berlusconi a chiedergli di riprovarci, per la terza volta. Bonolis ha tentennato per qualche mese prima di concedere uno spiraglio: gli sarebbe stato fatto capire che un’ultima edizione farebbe piacere al pubblico e all’azienda.
In passato, del resto, non si era mostrato entusiasta all’idea di un ritorno:
Devo fare programmi televisivi che mi stimolano, Ciao Darwin ha già dato tutto quello che poteva dare in questi anni.
Per ora il suo rapporto con l’azienda poggia su un rinnovo di un anno con Cologno Monzese, con il contratto che scade a giugno 2027. Al momento della firma Berlusconi aveva messo per iscritto un altro progetto a cui il conduttore tiene molto, Il senso della vita: i vertici Mediaset gli avevano assicurato che ci avrebbero pensato, ed è stata anche questa promessa a spingerlo a restare.
Quel ritorno, però, resta in stand-by. La trasmissione è costosa e in questa fase l’azienda preferisce temporeggiare; c’è poi la questione dell’orario, perché la prima serata si è allungata molto e collocare il programma dopo le 23 non avrebbe senso. Su questo Bonolis è netto:
Il senso della vita ha bisogno dei suoi tempi e di una profondità precisa per essere compreso. Se va in onda troppo tardi, è inutile proporlo.
A pensarci non è soltanto Cologno Monzese: Viale Mazzini lo avrebbe corteggiato più volte per riportarlo sulla tv pubblica, e «si fa sentire spesso», ha ammesso lui stesso parlando della Rai.
Le gare che oggi non si potrebbero più fare
Un’eventuale decima edizione dovrà fare i conti con i vincoli di oggi. Secondo Bonolis il politicamente corretto renderebbe impossibili alcune delle gare che hanno reso riconoscibile Ciao Darwin: fra queste le sfide tra bianchi e neri e quelle tra gay ed etero.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
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