Domenica 18 ottobre Alberto Angela torna su Rai1 con una serata interamente dedicata a Giulio Cesare. Alle 21:30 il Colosseo diventa il set di “Alberto Angela racconta Giulio Cesare”, disponibile anche in streaming su RaiPlay.

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Il Colosseo come set, tra ricostruzioni immersive e realtà aumentata

Dopo il successo di “Cesare. La conquista dell’eternità”, il volume uscito lo scorso anno in cui rileggeva il “De Bello Gallico”, il divulgatore allarga ora lo sguardo all’intera esistenza del condottiero. Le ricostruzioni immersive e la realtà aumentata aiuteranno a vedere quello che finora si era abituati soltanto a leggere.

«Scopriremo un uomo politico abilissimo e spregiudicato; un generale straordinario, capace di vincere praticamente sempre contro nemici ogni volta diversi anche nelle modalità di combattimento, e tanto altro»

Il programma era stato rinviato dopo un fatto tragico, e la serata porta con sé anche questo peso.

La dedica ad Andrea Moretti

Alberto Angela ha raccontato quanto sia stato complicato tornare a lavorare dentro l’Anfiteatro Flavio dopo la morte del giovane Andrea Moretti.

«Non è stato facile rientrare nel Colosseo dopo la tragica scomparsa del giovanissimo Andrea Moretti che, proprio mentre lavorava nel Colosseo, ha perso la vita qualche settimana fa»

«Il nostro pensiero è tornato spesso a lui durante la registrazione»

La serata è stata dedicata proprio a lui. Moretti, operaio rocciatore di 22 anni, ha perso la vita in un incidente sul lavoro all’interno dell’anfiteatro, durante i turni notturni per l’installazione del nuovo impianto di illuminazione.

L’ANMIL ha chiesto che il ricordo non si esaurisca nella memoria di una singola persona, ma che il messaggio del 18 ottobre si allarghi a una presa di coscienza più ampia:

«Ad una riflessione complessiva sull’insicurezza che popola senza cenno di arresto i luoghi di lavoro del nostro Paese»

L’uomo che voleva essere l’Alessandro Magno di Roma

A Cesare, secondo Angela, il palcoscenico dell’anfiteatro sarebbe piaciuto. Era un uomo da tribuna d’onore, ambiziosissimo, deciso a diventare l’Alessandro Magno del mondo romano, e ci era quasi riuscito. A fermarlo, alle Idi di marzo del 44 avanti Cristo, furono le coltellate dei congiurati.

Il lusso lo accompagnava fin da ragazzo: il suo avversario Silla metteva in guardia da quel giovane che portava una tunica ornata di frange e una cintura lasciata un po’ pendente. In battaglia sceglieva una cappa rossa e i calzari, e spesso rinunciava all’elmo perché i suoi uomini potessero riconoscerlo. D’inverno, sospese le guerre, rientrava a Roma per il lavoro d’ufficio, senza però rinunciare a massaggi, banchetti, bagni termali e cure per la bellezza.

In amore si muoveva su più fronti: mentre era sposato con Calpurnia, era legato a Cleopatra, che al momento dell’uccisione si trovava a Roma insieme al figlio Cesarione. L’uomo romano era culturalmente bisessuale e nessuno se ne scandalizzava.

Nato il 13 luglio del 100 avanti Cristo, Cesare aveva attraversato rapimenti e riscatti, il Primo Triumvirato con Crasso e Pompeo, la sottomissione definitiva della Gallia e il passaggio del Rubicone nel 49 avanti Cristo, che scatenò la guerra civile. Nel 46 avanti Cristo ottenne per dieci anni la carica di dictator, con pieni poteri, e fu anche imperator e console.

Se potesse affacciarsi oggi dal Colosseo, a colpirlo sarebbe soprattutto la capacità di volare, e poi il cellulare, anche se in fondo usava già qualcosa di simile agli sms: i messaggeri del suo tempo portavano brevi testi scritti su tavolette di legno incerate.

Quanto ai racconti di Roma sul grande schermo, Angela indica “Roma”, la serie vista in Italia tra il 2006 e il 2009, come la ricostruzione più convincente della città, insieme alla battaglia iniziale de “Il gladiatore” e al combattimento navale di “Ben Hur”.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI