La seconda stagione di Libera, la serie firmata da Gianluca Mazzella, arriva su Rai1 dal 25 ottobre. Al centro c’è di nuovo la giudice Libera Orlando, interpretata da Lunetta Savino, accanto a lei torna Matteo Martari nei panni di Pietro. Il racconto segue un processo per femminicidio in cui niente è come sembra.

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Il caso Elena Palma e il nuovo arrivo a Trieste

La stagione, intitolata ‘Libera – Il caso Elena Palma’, è composta da sei episodi di circa cinquanta minuti. È prodotta da Matteo Levi per 11 Marzo Film con Rai Fiction ed è stata presentata in anteprima all’Italian Global Series Festival di Riccione. Al centro della vicenda c’è il processo a un giovane rapper accusato dell’omicidio di Elena Palma: le prove sembrano schiaccianti, ma qualcosa non quadra, e Libera sceglie di non fermarsi alle apparenze.

Nel frattempo la giudice ha assunto la presidenza della Sezione Penale del Tribunale di Trieste e si trova davanti a una storia irta di ostacoli e polemiche. A Trieste arriva un magistrato palermitano, Cesare Scuderi, con cui Libera ha un conto in sospeso: l’indagine segreta del nuovo arrivato finisce per intrecciarsi al caso che lei segue, tanto che i due sono costretti a collaborare. Tra le facce nuove del cast ci sono Neva Leoni, che interpreta una testimone, Gaetano Aronica e Gaetano Bruno. Del gruppo della prima stagione restano invece Monica Dugo (Isabella, la sorella di Libera), Claudio Bigagli (Davide) e Daisy Pieropan (Clara).

La giustizia, le parole e la responsabilità

Per Lunetta Savino tornare nei panni della protagonista è stata una bella emozione, ancora più forte che nella prima stagione, quando tutto ruotava meno attorno all’indagine e al processo.

È stato bello perché è un personaggio che ho amato e in questa seconda stagione ancora di più. Forse perché tutto si concentra molto di più sull’indagine e sul processo che lei deve affrontare

Quello che definisce la giudice Orlando, secondo l’attrice, è l’ostinazione con cui insegue la verità: il suo vero superpotere.

Dobbiamo fare un processo giusto. Ci vorrà il tempo che ci vorrà, ma dobbiamo arrivare a una sentenza senza dubbi

Un principio che tiene insieme l’intera stagione e che ha spinto Savino a ragionare sul mestiere dei magistrati: interpretare un giudice l’ha obbligata ad approfondire aspetti del loro lavoro, facendole toccare con mano la responsabilità enorme che comporta. Sulle polemiche che li investono continuamente, osserva che in ogni professione si incontrano persone rette e altre meno, e che in alcuni mestieri, come l’insegnante, la rettitudine morale è un requisito fondamentale.

Il suo senso morale, racconta, viene dai genitori: è cresciuta in una famiglia che, senza essere bacchettona, le ha indicato una strada, anche se poi il cammino si sceglie da soli, perché si impara soprattutto dall’esempio. Lo stesso criterio ha provato ad applicarlo con suo figlio, sapendo che la direzione da prendere resta una scelta personale.

Sul tema della violenza di genere, che la serie attraversa anche grazie al testo di una canzone rap, l’attrice non ha dubbi: la battaglia passa anche dalle parole e da come le si usano, e oggi c’è troppa aggressività e soprattutto troppa superficialità. Conoscere le parole e avere cultura, dice, è fondamentale per crescere in un mondo migliore.

Matteo Martari la pensa allo stesso modo: quando si è molto giovani può essere complicato distinguere un testo dalla realtà dei fatti, ma una canzone non può diventare un modello di vita. Anche il suo senso di giustizia nasce dall’educazione ricevuta, da valori assorbiti da bambino e da genitori che ringrazia. Guardando all’attualità, però, confessa una certa inquietudine, alimentata da alcuni fatti di cronaca recenti: teme che si possa imboccare una deriva irrecuperabile, e cita il collega Davide Iacopini, aggredito con un calcio da due ragazzi a bordo di una minicar nera lo scorso 5 ottobre a Roma. L’attore, che si trovava su un monopattino, è stato sbalzato contro un’auto ed è ricoverato all’ospedale San Camillo, dove i medici mantengono la prognosi riservata.

Pietro, la strana coppia e le seconde occasioni

Anche il Pietro di questa stagione ha davanti a sé una prova dura: fare il padre. Dopo aver ritrovato Clara, studia per il diploma ed è deciso a costruire con lei il rapporto che non hanno mai avuto.

È un lavoro difficilissimo, che devi inventarti ogni giorno. Non esiste un bugiardino. Pietro ci prova con tutte le sue forze perché è una persona buona e vuole dare alla figlia la possibilità di fidarsi di lui

Tra gli elementi più riusciti della fiction c’è, secondo Martari, l’intesa tra il suo personaggio e Libera: una strana coppia ancora iperattiva, con lei giudice rispettosissima della legge e lui abituato a muoversi in un mondo di confine. Una combinazione che lo diverte molto. Con Lunetta Savino, aggiunge, lavorare è sempre un privilegio.

Ritrovare Lunetta e poter lavorare con lei è sempre un arricchimento, un privilegio. Porta esperienza ed è un motivo di crescita. È una donna estremamente spiritosa e intelligente

Da protagonista del piccolo schermo, l’attore rivendica il valore della serialità di oggi: il livello delle serie è altissimo e sarebbe ipocrita nutrire ancora snobismi nei loro confronti, perché il lavoro su un personaggio non cambia, che si tratti di una serie o di un film d’autore. Come Pietro, che prova a riscattarsi dagli errori del passato, crede nelle seconde occasioni: vanno sfruttate bene, senza sprecarle, ma è giusto averne una.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI