Al New York Comic Con Nicolas Cage ha attaccato Amazon raccontando un retroscena di Spider-Noir: l’attore ha rifiutato di firmare la liberatoria che avrebbe autorizzato l’uso dell’intelligenza artificiale nella serie, e ora dice che difficilmente tornerà a lavorare con quello studio.
Scarica ora la nostra nuova APP, è gratis! Programmazione TV, promemoria e notizie in tempo reale
Il no di Cage alla clausola sull’AI
Davanti al pubblico del panel dedicato alla sua carriera, il premio Oscar ha aperto il discorso con una domanda che suonava più come un avvertimento.
«Come si sopravvive all’AI?»
Da lì è partito l’attacco alla società che ha prodotto e distribuito lo show, descritta come un’azienda molto vicina alle nuove tecnologie.
«Amazon è un’azienda molto favorevole all’intelligenza artificiale, con 50 miliardi di dollari investiti in OpenAI».
La posizione personale dell’interprete è arrivata subito dopo, netta e senza sfumature.
«Non sono un attore favorevole all’intelligenza artificiale, quindi fate voi i collegamenti». «Non ho firmato la liberatoria per consentire l’uso dell’AI in Spider-Noir. Probabilmente non lavorerò più con quello studio, ma va bene così».
Il contenuto di quella autorizzazione non è mai stato descritto. Cage non ha spiegato quali applicazioni della tecnologia sarebbero state coperte, non ha fatto il nome di nessun dirigente dello studio e non ha coinvolto il sindacato degli attori. La società, dal canto suo, non ha confermato alcun legame tra il rifiuto e la decisione di chiudere la serie.
Un successo interrotto dopo otto episodi
Lo show era sbarcato su Prime Video nel maggio 2026, e la chiusura è arrivata a settembre, pochi giorni prima del primo weekend degli Emmy, dove aveva raccolto 11 candidature, il numero più alto dell’anno per un programma della piattaforma. Sviluppata da Oren Uziel e Steve Lightfoot nell’ambito della collaborazione tra Sony Pictures Television e Amazon MGM Studios, la serie riportava Cage nell’universo di Spider-Man dopo la partecipazione vocale a Spider-Man – Un nuovo universo del 2018, questa volta in carne e ossa.
Ambientata nella New York degli anni Trenta, racconta di Ben Reilly, investigatore privato disilluso costretto a fare i conti con il proprio passato e con un’identità eroica che credeva di essersi lasciato alle spalle. Il racconto si muove sulle corde del cinema noir classico, tra criminalità, corruzione e redenzione, lontano dalle atmosfere più spettacolari del genere supereroistico; gli episodi si potevano seguire sia a colori sia in bianco e nero. Accanto a Cage recitavano Lamorne Morris, Li Jun Li, Karen Rodriguez, Abraham Popoola, Jack Huston e Brendan Gleeson. Per lui era il primo ruolo da protagonista in una serie televisiva.
I riscontri non sono mancati: 92% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e 90% di gradimento del pubblico, mentre i dati Nielsen parlano di circa 2,6 miliardi di minuti visualizzati nelle prime sei settimane. Lo studio ha comunque scelto di non rinnovare, fermando la storia agli otto episodi della prima stagione senza fornire una spiegazione dettagliata. All’epoca Cage aveva commentato con toni molto più concilianti, spiegando di considerare soddisfacente l’esperienza di una sola stagione e di aver potuto raccontare ciò che voleva attraverso quella reinterpretazione del personaggio Marvel. Il suo intervento al Comic Con sposta però l’attenzione dal piano artistico a quello del rapporto professionale con l’azienda.
Chi decide come si usa l’immagine di un attore
La vicenda porta in primo piano una questione che va oltre il destino di una singola serie: quanto peso hanno gli interpreti nel decidere come le loro sembianze e le loro performance possono essere utilizzate in digitale. Repliche sintetiche, voci riprodotte artificialmente, sequenze modificate o generate da zero sono terreni su cui Hollywood sta ancora cercando regole e tutele, e il consenso degli attori incide su due piani insieme, il compenso e il controllo artistico di ciò che si è girato.
Le parole di Cage, però, vanno tenute separate dalle deduzioni che se ne possono trarre. L’attore ha confermato di aver detto no alla liberatoria e ha lasciato intendere che quella distanza possa aver incrinato i rapporti con lo studio, ma non ha sostenuto di avere prove che il mancato rinnovo sia stato causato da quel rifiuto. I dettagli della clausola non sono stati resi pubblici, quindi resta impossibile stabilire quali usi dell’intelligenza artificiale fossero concretamente previsti. Le decisioni su un rinnovo, del resto, dipendono da molti fattori: costi di produzione, abbonati raggiunti, completamento della visione, strategie complessive della piattaforma. Critica entusiasta e candidature ai premi, da sole, non garantiscono la prosecuzione di un progetto ambizioso, con un cast importante e una ricostruzione visiva elaborata.
La conclusione di Spider-Noir non chiude automaticamente la collaborazione tra Sony e Amazon MGM Studios, né esclude altri progetti ambientati nello stesso universo editoriale. La serie resta disponibile su Prime Video con la sua prima e unica stagione, e non è stato annunciato alcun progetto ufficiale per rivedere Cage nei panni di Ben Reilly.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
🛍 Iscriviti gratis ai migliori gruppi Telegram dedicati alle Offerte Tech e alle Offerte Casa 🔥

