Mercoledì 7 ottobre 2026, alle 21:20 su Rai 3, va in onda il terzo appuntamento stagionale di Chi l’ha visto?, il programma di inchieste condotto da Raffaella Griggi, che quest’anno ha raccolto il testimone da Federica Sciarelli. Al centro della serata il caso di Alex Marangon, il rapporto tra giovani, violenza e rete e le nuove analisi sull’omicidio di Simonetta Cesaroni, senza dimenticare gli appelli e le segnalazioni dei telespettatori.

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Il caso di Alex Marangon

Si parte dal 25enne di Marcon, morto dopo aver partecipato a un rito sciamanico nell’abbazia di Santa Bona a Vidor, nel Trevigiano. La famiglia continua a opporsi all’archiviazione: sostiene che quella notte Alex non fosse solo e chiede che vengano chiarite le responsabilità delle altre persone presenti.

Alex quella sera non era da solo, va accertato se ci sono delle responsabilità di altri partecipanti.

Le indagini hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati degli organizzatori e dei proprietari dell’abbazia. Tra gli elementi emersi c’è anche l’assunzione di ayahuasca da parte dei partecipanti: al rito, a cui avrebbero preso parte una ventina di persone, sarebbero state assunte sostanze stupefacenti, tra cui lo stesso allucinogeno di origine amazzonica e la cocaina. In un primo momento le ferite rilevate sul corpo, soprattutto al volto e al torace, avevano spinto gli inquirenti ad aprire un’indagine per omicidio contro ignoti; in seguito la consulenza medico-legale ha ritenuto più plausibile la caduta dalla terrazza dell’abbazia. Nel corso della puntata verranno mostrati documenti inediti, utili a ricostruire cosa sia accaduto quella notte.

Giovani, violenza e rete

La serata dedica poi uno spazio al rapporto tra i giovanissimi e la rete, partendo da episodi di violenza in cui gli studenti arrivano a filmare e condividere le proprie azioni. Il fine, spiegano gli esperti, sembra essere quello di dimostrare di cosa si è capaci e di cercare l’approvazione online, tra persone che nella realtà non si sono mai conosciute.

Il caso simbolo è quello del tredicenne di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, che lo scorso marzo ha accoltellato la professoressa Chiara Mocchi trasmettendo il gesto in diretta su Telegram. Davanti agli inquirenti il ragazzo ha raccontato di non aver parlato con nessuno al di fuori della chat.

Non ne ho parlato con nessuna persona fisica. Solo con gli utenti della chat.

Un dettaglio che dice molto su come, in chat, si cerchi allo stesso tempo un’appartenenza e un riconoscimento del proprio valore. A riflettere sul fenomeno sarà presente in studio e in diretta il giovane educatore Giovanni Ravasio, che aiuterà a leggere queste dinamiche senza banalizzarle.

Via Poma, il Dna riapre il caso

Si torna infine sull’omicidio di Simonetta Cesaroni, uccisa il 7 agosto 1990 in via Poma a Roma. Sono passati 36 anni, ma l’inchiesta riprende vigore grazie a nuove analisi: sul corpetto e sul reggiseno insanguinati che la ragazza indossava è stata individuata una traccia genetica appartenente a un uomo non ancora identificato.

Negli ultimi mesi sono stati prelevati i campioni di Dna di 15 persone, con l’obiettivo di procedere alle comparazioni. La Procura di Roma ha inoltre disposto accertamenti genetici irripetibili su sette persone mai indagate in passato, cinque uomini e due donne, per confrontare i loro profili con una traccia biologica frammista a quella della vittima, trovata sui reperti dell’epoca. I prelievi e le comparazioni saranno eseguiti dai Carabinieri del RIS. La sorella Paola Cesaroni sottolinea però che, nonostante gli elementi emersi dalle analisi, al momento non risultano persone indagate.

Tutti i particolari saranno approfonditi da Raffaella Griggi insieme all’inviato Giuseppe Pizzo, che da anni segue il caso di via Poma e che per primo ha rilevato alcune analogie con l’omicidio di Renata Moscatelli, uccisa nello stesso stabile sei anni prima. Due delitti, un solo palazzo, e una serie di domande che restano aperte su quanto peso possano avere, a distanza di così tanto tempo, prove che la tecnologia di oggi riesce finalmente a leggere.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI