Torna su Rai 1 il talent più gentile della televisione italiana. The Voice Senior riparte venerdì 9 ottobre con la settima edizione e una novità di peso nel cast: Fiorella Mannoia debutta sulla poltrona rossa accanto a Nek, Arisa e alla coppia formata da Clementino e Rocco Hunt. Alla conduzione, come sempre, Antonella Clerici.

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Sette edizioni e una certezza: l’età è solo un numero

I numeri, in questo caso, parlano da soli: sette edizioni, quasi 600 partecipanti passati dai casting e oltre 300 concorrenti esibitisi davanti ai coach. «I numeri danno l’idea di un programma che dura da sette edizioni, quindi vuol dire che è un successo», racconta la conduttrice, che ricorda come tutto sia nato subito dopo il Covid, con l’idea di coccolare gli over 60. Quella scommessa è diventata oggi un punto fermo del palinsesto, soprattutto grazie alle storie che ogni puntata porta in scena.

La struttura resta quella che il pubblico conosce, senza cambiamenti sostanziali: cambiano solo le voci e i vissuti. Clerici vede i concorrenti per la prima volta in studio, ma legge le schede e conosce già tutto di loro; l’incontro sul divanetto arriva volutamente prima dell’esibizione, per raccogliere l’emozione nel momento che precede il debutto. Per i coach a contare sono la voce, l’interpretazione, la personalità e la capacità di non scimmiottare troppo l’interprete originale di un pezzo. Per la conduttrice, che conosce tutte le storie, conterebbero anche altre cose.

«Che l’età è veramente soltanto un numero. E soprattutto che se hai una passione così forte per la musica è un’urgenza che non passa mai. Anzi, spesso la musica è stata la panacea di una vita non sempre facile e ha aiutato tante persone a vivere e a sopravvivere»

Le storie restano il motore di tutto. Quando si sente cantare una canzone, dietro c’è spesso un dolore, il ricordo di qualcuno che non c’è più, e l’emozione muove corde particolari anche nel pubblico a casa. Per i giovani un talent è un punto di partenza; per questi artisti over 60 è piuttosto un’esperienza di vita, per alcuni la prima volta su un palco, per altri un ritorno senza il successo che avrebbero meritato, ma per tutti una soddisfazione particolare. Il Senior è il capostipite dei tre The Voice targati Clerici, seguito da Kids e Generations, e ognuno ha un posto nel suo cuore: i bambini le ricordano Ti lascio una canzone, mentre nelle Generations tornano i rapporti familiari.

Fiorella Mannoia e la poltrona che gira come una giostra

Per Mannoia si tratta di un ritorno in prima serata, stavolta in un ruolo da maestra, dopo oltre 50 anni di carriera e brani entrati nella memoria collettiva. L’esperienza televisiva non è una novità per lei: risale ai tempi di Un, due, tre… Fiorella!, ma l’approdo al talent è arrivato quasi per gioco: «Quando me l’hanno proposto mi sono detta: ma perché non provarci? Conosco tutti i giudici, sarò tra amici, vediamo che succede». Emozionata, certo, e anche un po’ più spigliata rispetto al passato, pur senza la padronanza di un Carlo Conti. Mettersi in gioco, dice, è divertente.

Sulla poltrona rossa ha scoperto dettagli insospettabili, a partire dalle prove necessarie per capire come funzionano i pulsanti, quello per girarsi e quello che blocca gli altri coach. Poi è arrivata la sorpresa.

«La poltrona si gira in maniera violenta e veloce, ti devi tenere come se fossi su una giostra»

Il meccanismo del blind audition le piace per un motivo preciso: non vedendo la persona, si giudicano la voce e il cuore che ci mette, il sentimento nel cantare, e l’istinto è poi quello di voler vedere la faccia di chi ha suscitato quell’emozione. Quanto al coach ideale, per lei dovrebbe saper cogliere e valorizzare il mondo di un cantante: chi ha sempre cantato brani di cantautori, spiega, si sentirebbe più a suo agio con un testo da interpretare. E i concorrenti, come scelgono? Chi punta sui cantautori guarda inevitabilmente a lei, chi ha grande estensione vocale si riconosce in Arisa, chi ha una vena country e blues in Nek, mentre gli alternativi finiscono con Clementino e Rocco Hunt. Se qualcuno si presenta con un suo brano, il giudizio resta comunque artistico, con un po’ di imbarazzo in più per l’omaggio ricevuto.

La differenza rispetto all’esperienza da giudice ad Amici, dove Maria De Filippi la chiama ogni tanto, è netta: lì davanti ci sono ragazzi di 18 o 20 anni con tutti i loro sogni, e le parole vanno pesate; qui i giudizi arrivano con maggiore tranquillità. Sul fatto di essere la più senior di tutti i coach, la risposta è pronta: più onori che oneri, con la responsabilità di portare al pubblico sempre cose nuove. Nei mesi scorsi ha fatto un tour piano e voce con Danilo Rea, poi con l’orchestra sinfonica, e ora l’omaggio alle canzoni di De André e Fossati nel tour Fiorella canta Fabrizio e Ivano – Anime salve, senza mai fermarsi. Per incastrare il programma ha dovuto rivedere il calendario, considerando le 100, 115 date di concerti che ogni tournée comporta. Quanto a Sanremo, lo esclude: nessuno l’ha chiamata come cantante e non ha avuto il tempo di pensare a un brano nuovo.

L’addio di Loredana Bertè e il ritorno sui palchi

Il posto lasciato libero da Loredana Bertè, rimasta al timone per sei edizioni, non nasce da screzi con la produzione. Mannoia ci tiene a precisarlo: non si pensi che le abbia fregato la poltrona, è stata una scelta sua, legata alla voglia di tornare sui palchi e a un nuovo brano con cui provare a rientrare in gara al Festival di Sanremo che, secondo le indiscrezioni, potrebbe essere condotto da Stefano De Martino. Alle spalle ci sarebbero anche un nuovo album e la possibile partecipazione all’edizione 2027 della kermesse ligure. L’addio al talent, però, non sarebbe definitivo: la rocker potrebbe riapparire negli spin-off The Voice Kids e The Voice Generations.

Per Mannoia, intanto, il futuro nel programma resta un punto interrogativo: «Non lo so, intanto proviamo e vediamo se gli autori e il regista saranno contenti». Di certo c’è che il programma le piace anche da telespettatrice, perché non c’è cattiveria né rivalità: i concorrenti sanno che non sarà un trampolino di lancio per la carriera, e la serenità con cui si presentano si riflette sui giudici. Un programma gentile, lo definisce, complice la conduzione garbata di Clerici. Nella sesta edizione, andata in onda dal 14 novembre al 19 dicembre 2025, a vincere era stato Francesco De Siena con il coach Nek, davanti a Pierluigi Lunedei.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI