Amazon MGM Studios e Propagate hanno stretto un accordo per portare sul piccolo schermo la storia di uno dei più clamorosi crolli finanziari degli ultimi anni. La docuserie in tre parti si intitola The Boy Who Stole Billions? e arriverà su Prime Video a novembre. Il punto interrogativo nel titolo sta facendo un lavoro parecchio serio.
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Un accesso mai visto prima, direttamente dal carcere
A rendere questo progetto diverso da tanti altri è l’accesso alle fonti: gli autori sono riusciti a parlare con Sam Bankman-Fried mentre si trova in prigione, e questo significa poter ascoltare la sua versione dei fatti raccontata di prima mano. Non proprio la bocca della verità, viene da dire, ma di certo una voce che finora si era espressa solo attraverso avvocati, comunicati e aule di tribunale.
Secondo quanto comunicato da Prime Video, la docuserie “si addentra in una delle più grandi frodi della storia degli Stati Uniti con un accesso senza precedenti e resoconti esclusivi di prima mano da parte di Sam Bankman-Fried stesso, dal carcere”. La descrizione ufficiale prosegue così:
A 30 anni, Sam Bankman-Fried guidava un impero crypto da 32 miliardi di dollari, fino a quando non è stato condannato per aver sottratto 8 miliardi di dollari in fondi dei clienti, una delle più grandi frodi nella storia degli Stati Uniti. Per la prima volta racconta la sua storia dal carcere in questa avvincente docuserie in tre parti. È stata una frode, o le sue scommesse rischiose sono semplicemente sfuggite di mano? Con interviste mai viste prima a chi ha costruito FTX insieme a lui, la serie indaga il mondo sotto pressione di SBF, la sua cerchia ristretta e il complicato rapporto con la sua amministratrice delegata ed ex fidanzata, Caroline Ellison.
Il rapporto con Caroline Ellison, ex numero uno di Alameda Research e testimone chiave nel processo, è probabilmente uno dei punti su cui la serie insisterà di più: permette di capire quanto quella relazione personale fosse intrecciata con le dinamiche societarie, un aspetto che nelle cronache giudiziarie è spesso passato in secondo piano.
Dal vertice dell’impero crypto alla condanna a 25 anni
Ripercorrere i passaggi principali aiuta a inquadrare la vicenda, perché senza di essi il documentario rischia di restare un racconto a metà. FTX era uno dei principali exchange di criptovalute al mondo e nel novembre 2022 è collassato a causa di una gestione dei fondi decisamente scellerata, con un deficit da diversi miliardi di dollari e, a seconda di chi lo racconta, una frode bella e buona. Bankman-Fried è stato riconosciuto colpevole su sette capi d’accusa per frode e cospirazione dopo il verdetto della giuria nel novembre 2023, e il 28 marzo 2024 è stato condannato a 25 anni di carcere federale.
Il governo statunitense ha sostenuto che l’imprenditore abbia truffato investitori e clienti per oltre 10 miliardi di dollari attraverso FTX e Alameda Research, la sua società di trading nel settore crypto. Numeri che fanno impressione anche solo a leggerli, e che spiegano perché la vicenda continui ad attirare l’attenzione di registi, sceneggiatori e piattaforme streaming.
Chi c’è dietro la macchina da presa
La produzione è firmata da Amazon MGM Studios, Propagate e West Buttermilk. Tra i produttori esecutivi figurano Howard T. Owens, Ben Silverman, Drew Buckley, Isabel San Vargas, Taylor Levin, Nanette Burstein e James Packer.
Il nome di Nanette Burstein merita un approfondimento, perché parliamo di una documentarista con un curriculum di tutto rispetto. Ha esordito con On The Ropes, che le è valso una nomination all’Oscar e il Premio della Giuria al Sundance, ed è nota anche per The Kid Stays in the Picture, The Price of Gold, la docuserie Hillary e Killer Sally. Un background che lascia intuire un taglio narrativo attento ai personaggi, non solo ai numeri.
Non è l’unico progetto sulla vicenda
Quello di Amazon non è l’unico racconto dedicato a Bankman-Fried e al suo impero. La sua storia era già finita al centro di Everyone Is Lying to You for Money (2025), il documentario di Ben MacKenzie, e nel 2023 era stato protagonista del segmento The Rise and Fall of Sam Bankman-Fried firmato 60 Minutes.
Sul fronte della fiction, The Altruists è una delle produzioni televisive e cinematografiche che hanno provato a raccontare questa vicenda. La serie in otto episodi, con i co-showrunner Graham Moore e Jacqueline Hoyt, ha debuttato il 19 novembre su Netflix: Julia Garner, vista in Ozark e Inventing Anna, veste i panni di Caroline Ellison, mentre Anthony Boyle, già in Say Nothing e Masters of the Air, interpreta Bankman-Fried. Un doppio binario, documentario e dramma, che dice molto su quanto questa storia continui a esercitare un fascino difficile da spiegare razionalmente.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
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