Gli Emmy Awards stanno per lasciare la televisione lineare dopo quasi ottant’anni di storia. Dal 2027 la cerimonia più importante della TV americana sarà trasmessa in esclusiva su Prime Video, gratuitamente e in oltre 240 Paesi del mondo. Una svolta che cambia le regole del gioco per l’intero settore dei premi televisivi.

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Una svolta storica per il piccolo schermo

La Television Academy e Prime Video hanno firmato un accordo di sei anni che renderà la piattaforma di Amazon la casa esclusiva dei Primetime Emmy dal 2027 al 2032. Sarà la prima volta nei 79 anni di storia del premio che la cerimonia non andrà in onda su un’emittente broadcast: lo show è stato trasmesso su una delle quattro grandi reti americane ogni anno dal 1955.

L’intesa non riguarda solo la serata dei premi. Prime Video potrà trasmettere anche altri programmi della Television Academy, come la Hall of Fame e la cerimonia dei Television Academy Honors. Resta invece ancora da definire il futuro televisivo dei Creative Arts Emmys, che da più di un decennio vengono trasmessi su FXX. Gli Emmy diventano così il primo tra i premi dell’EGOT (Emmy, Grammy, Oscar e Tony) a essere esclusivo di una piattaforma di streaming. Gli Oscar hanno annunciato il passaggio a YouTube, ma solo a partire dalla cerimonia del 2029: ABC detiene ancora i diritti per le edizioni 2027 e 2028.

L’accordo con Prime Video è “davvero un’opportunità per ripensare il modello e non semplicemente rinnovare il contratto”, ha spiegato Cris Abrego, presidente della TV Academy, in un’intervista a The Hollywood Reporter. “Per me, la continuità è stata una parte importante di questo ragionamento. Ruotare tra le quattro grandi reti ogni anno significava, per molti versi, ricominciare da capo con un nuovo partner. Questo comprendeva tutto, dal piano creativo all’arrivo di un nuovo produttore, fino alla costruzione di partnership con i brand. È sempre stata una delle sfide dell’accordo a rotazione”.

Abrego ha raccontato di aver discusso un rinnovo con le reti broadcast e di aver parlato con altri operatori prima di chiudere con Prime Video. Nel confronto con Mike Hopkins, responsabile di Prime Video e Amazon MGM Studios, la sintonia è stata immediata: “Mike ha capito davvero la situazione. Avere un solo partner per sei anni, imparare anno dopo anno e costruire su quella base è esattamente ciò su cui eravamo allineati e che volevamo fare”.

Quanto vale l’accordo e cosa cambia per il pubblico

Sul valore economico dell’intesa le fonti divergono. Secondo Variety, Prime Video pagherebbe una fee di licenza di circa 15 milioni di dollari all’anno per i diritti globali degli Emmy a partire da settembre 2027. Deadline parla invece di un accordo complessivo di valore superiore ai 120 milioni di dollari. Al di là delle cifre, colpisce la portata globale dell’operazione: la cerimonia sarà visibile in più di 240 Paesi e sarà gratuita per tutti, abbonati e non. In precedenza i Primetime Emmy venivano distribuiti a livello internazionale, con l’eccezione di Canada e Australia, dal distributore britannico Rainmaker Content.

“Per noi era cruciale, e ancora una volta va dato merito a Mike e ad Amazon di averlo capito subito”, ha detto Abrego. “L’accessibilità è stata una priorità fin dall’inizio. L’esclusiva nei riconoscimenti non deve mai significare esclusiva nell’accesso. Eliminare il paywall significa invitare ogni fan del pianeta a prendere posto in prima fila agli Emmy”.

Mike Hopkins ha commentato con una nota ufficiale: “Per quasi otto decenni gli Emmy hanno riconosciuto il miglior storytelling e il miglior talento della televisione, e siamo onorati che Prime Video sia stato scelto come casa globale di questa celebrazione per i prossimi sei anni. Non vediamo l’ora di collaborare con la Television Academy a questo evento iconico”.

Sul fronte del calendario, la cerimonia resterà a settembre nel 2027, ma la data non è vincolata per tutta la durata dell’accordo. Abrego ha spiegato che un eventuale spostamento sarebbe possibile da esplorare con Amazon, pur riconoscendo le ripercussioni sulle scadenze e sulle votazioni.

L’addio alla ruota delle reti e la sfida degli ascolti

La rotazione tra ABC, CBS, Fox e NBC, il cosiddetto Wheel Deal, è in vigore nella sua forma attuale dalla metà degli anni Novanta. Prima di allora gli Emmy avevano avuto un ciclo di sei anni in esclusiva su Fox dal 1987 al 1992, poi due edizioni su ABC nel 1993 e 1994, prima che partisse il meccanismo a quattro. L’ultimo contratto con le reti si è chiuso con l’edizione di quest’anno, andata in onda su NBC e Peacock. Le indiscrezioni su una trattativa tra la TV Academy e Prime Video erano emerse il giorno successivo alla cerimonia, mentre la pianificazione vera e propria per il 2027 non è ancora iniziata.

Questa svolta arriva in un contesto di calo costante degli ascolti, che riguarda un po’ tutti i grandi premi. Al loro picco gli Emmy hanno superato i 20 milioni di spettatori, mentre oggi la cifra si aggira intorno ai 7 milioni, con una perdita costante di terreno rispetto a Oscar, Grammy e Golden Globes. Le reti broadcast avevano espresso crescente frustrazione per gli alti costi di messa in onda a fronte di rendimenti decrescenti: nessuno show trasmesso in chiaro ha vinto il premio come miglior drama dal 2006, quando trionfò 24, né come miglior comedy dal 2014, anno di Modern Family.

Sia l’Academy sia Amazon ritengono che Prime Video possa essere nella posizione giusta per invertire questa tendenza, considerando che molte delle produzioni premiate agli Emmy sono già visibili sulla piattaforma. I maggiori vincitori delle ultime due edizioni, Widow’s Bay e The Studio, sono entrambi disponibili su Prime Video grazie alla partnership con Apple TV. Il movimento degli Emmy si inserisce in una tendenza più ampia: i SAG Awards sono già approdati su Netflix nel 2023 e gli Academy Awards hanno annunciato il passaggio a YouTube a partire dal 2029, segnale che il futuro dei grandi show di premiazione passa sempre più dai cataloghi digitali.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI