Dal 9 ottobre arriva in prima serata su Rai 2 e in streaming su RaiPlay la nuova serie crime “Estranei”, firmata dalla regia di Cosimo Alemà. Quattro prime serate portano lo spettatore a Correggio, nel cuore del Reggiano, dove la scomparsa di due giovani innamorati rischia di far esplodere tensioni sopite da anni.

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Un giallo tra le due anime di Correggio

La storia prende il via proprio da quell’evento drammatico: due ragazzi innamorati svaniscono nel nulla, appartenenti alle due realtà diverse del paese, quella italiana e quella sikh. Correggio ospita una delle comunità sikh più vaste d’Italia, e l’equilibrio che la tiene insieme è più fragile di quanto si possa immaginare. Attraverso la struttura di un avvincente giallo di finzione, la serie indaga le dinamiche di convivenza, i rapporti familiari, il confronto culturale e l’integrazione nella provincia italiana, arricchendosi anche di dialoghi recitati direttamente in lingua punjabi.

Un aspetto aggiunge peso al racconto: la fiction si ispira liberamente alla tragica storia di Saman Abbas, la giovane vittima di un delitto che ha scosso profondamente l’opinione pubblica italiana, mettendo sotto i riflettori proprio i temi dell’integrazione e dei conflitti culturali. Quando il conflitto sembra ormai inevitabile, comincia però a emergere una nuova consapevolezza: forse, sotto le apparenze, italiani e sikh non sono mai stati veramente estranei.

Laura Macchi, il cast e i luoghi delle riprese

A guidare le indagini troviamo la carabiniera negoziatrice Laura Macchi, interpretata da Elena Radonicich, che da Trieste fa ritorno a Correggio per accudire il padre malato. Accanto a lei indaga anche Bisan, cugino sikh di Manraj, tornato a casa dopo anni trascorsi nella legione straniera. Nel cast principale figurano poi Ricky Memphis, nei panni del maresciallo dei Carabinieri Mario Ferrari, e Marco Cocci, in quelli del titolare di una grande azienda agricola locale che dà lavoro sia a cittadini italiani che sikh. Completano il quadro Kel Giordano, Maurizio Donadoni ed Eleonora Giovanardi, con la partecipazione di Giulio Scarpati e Isabella Ferrari.

Dietro le quinte, Estranei è coprodotta da Rai Fiction, Eagle Original Content e Raicom, con la sceneggiatura firmata da Francesco Baucia, Davide Cogni, Ruben Marciano, Nicola Peirano e Andrea Valagussa. Le riprese si sono svolte in circa 15 settimane tra Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia, toccando città come Correggio, Carpi, Reggio Emilia, Parma, Novellara e Rio Saliceto, scelte per il loro fascino urbano e per la presenza significativa della comunità sikh, una delle più numerose d’Europa. La produzione ha ricevuto il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission e il contributo di Friuli-Venezia Giulia Film Commission/PromoTurismoFVG.

Le voci dal set: Memphis, Cocci e Alemà

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva il regista Cosimo Alemà, Ricky Memphis e Marco Cocci, che ci hanno raccontato i retroscena dei loro personaggi e l’esperienza vissuta sul set. Sul carattere del suo ruolo, Ricky Memphis ha spiegato cosa lo ha colpito maggiormente:

“Del mio personaggio mi ha colpito soprattutto la determinazione nel portare avanti i propri obiettivi a qualsiasi costo. Interpretarlo è stato un po’ diverso dal solito, perché è una persona tutta d’un pezzo, uno che sa perfettamente quello che vuole e non ammette alcun tipo di ostacolo lungo il suo cammino. In questo è davvero molto lontano da come sono fatto io”.

Marco Cocci ha invece descritto l’evoluzione del suo personaggio all’interno della vicenda:

“A me ha colpito molto il suo percorso all’interno della storia. Parte da una posizione decisamente negativa e pian piano riesce ad arrivare a una dimensione più positiva. Non è che diventi l’uomo migliore della terra, però capisce quali sono le reali problematiche, il vero scopo di tutto, e cerca di mettersi a disposizione guardando le cose con un occhio diverso rispetto all’inizio. Interpretarlo è stato divertente e molto interessante”.

Interpellato sul tema centrale della serie, ovvero se l’integrazione e la convivenza tra culture diverse siano ancora un’utopia, Cocci non ha dubbi:

“La dimostrazione che la coesione tra culture diverse e l’integrazione nel nostro Paese non siano un’utopia sta proprio in quello che raccontiamo: una realtà che da decenni si concretizza nella Bassa Padana, dove le comunità vivono nel pieno rispetto reciproco e spesso partecipano a progetti comuni. Il racconto di Estranei dimostra che l’integrazione è qualcosa di molto reale e già riuscito, che dovrebbe essere preso da esempio”.

Una visione condivisa anche da Memphis:

“È la stessa cosa: è chiaro che non è un’utopia. La realtà della Bassa Padana dimostra che c’è una comunità profondamente integrata da tantissimi anni. E se è avvenuto lì, può succedere ovunque”.

Sull’esperienza vissuta sul set, l’attore si è soffermato su ciò che si porta dietro:

“Mi porto dietro tanto divertimento, la conoscenza di questi luoghi e di questa realtà dei sikh e dell’integrazione. E poi il piacere di aver girato con colleghi e con un regista molto simpatici, che per me è la cosa principale: a noi piace trovarci bene a livello umano. A livello più serio, ti porti dentro la conoscenza di una storia e di una realtà che non conoscevo”.

Il regista Cosimo Alemà ha poi raccontato il lavoro svolto dietro la macchina da presa, tra scelte stilistiche e ricerca sul territorio:

“Si tratta di un crime classico ma con elementi un po’ nuovi per la serialità italiana. Si parla di integrazione evidenziandone gli aspetti di contemporaneità. Ci sono personaggi molto sfaccettati che sono un elemento di forza e modernità del racconto. C’è stato un grande lavoro di scoperta fatto durante lo studio a partire dal territorio: ho cercato di riportare tutte le sensazioni scoperte in questa Pianura Padana, la cosiddetta ‘bassa’. Abbiamo fatto uno street casting con Sikh del luogo che in alcuni casi non avevano mai recitato prima, provando a coglierne sfumature e visioni. Ho voluto sfruttare i colori degli indiani, vivaci e nuovi per il nostro panorama seriale”.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI