Il Prix Italia arriva alla sua 78ª edizione e sceglie L’Aquila per celebrare un anniversario importante, con un programma che intreccia memoria e contemporaneità. Tra i protagonisti più applauditi ci sono Sky Italia e la Rai, capaci di far rivivere il passato con due linguaggi diversi ed entrambi efficaci.

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Un concorso nato nel 1948 che continua a interrogare il presente

Si tratta del più antico e longevo concorso internazionale dedicato alle migliori produzioni Radio, Podcast, Tv e Digital, organizzato dalla Rai dal 1948 e insignito dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Il claim scelto per questa edizione, “Play Human”, invita a mettersi in gioco in prima persona, contrastando il rischio di alienazione tecnologica attraverso la creatività e la partecipazione. L’evento si inserisce nel programma di Aquila Capitale della Cultura 2026, che trasforma la città abruzzese in un palcoscenico internazionale per alcuni giorni.

I numeri raccontano la portata della rassegna. All’edizione 2026 sono pervenuti 226 programmi, presentati da 83 organismi di 52 Paesi, e a valutarli sono stati 64 giurati, in rappresentanza di 38 broadcaster da 31 Paesi, mentre i Premi Speciali sono stati attribuiti da 13 giurati di 7 Paesi. Una rosa dei finalisti resta disponibile su RaiPlay fino all’11 ottobre per chi volesse recuperare i titoli in gara.

Il ritratto del giovane Mussolini vale a Sky il premio del Presidente della Repubblica

Il riconoscimento più prestigioso dell’edizione, il Premio Speciale in Onore del Presidente della Repubblica, va a Sky Italia per “M – Il figlio del secolo”, la serie che tratteggia la figura del giovane Mussolini affidandosi a un impianto narrativo contemporaneo, senza filtri celebrativi. La stessa giuria ha assegnato anche una Menzione Speciale al Tv Drama “L’affaire Laura Stern (Laura’s Treatments)” di France Télévisions, che affronta il tema del femminicidio: un segnale di come la giuria abbia premiato produzioni capaci di misurarsi con questioni civili urgenti.

Techegram, quando l’archivio Rai diventa linguaggio per i social

Sul versante digitale, la Rai si impone nella sezione Digital Multimedia con “Techegram”, il format condotto da Fabrizio Biggio e sviluppato dalla Direzione Contenuti Digitali e Transmediali Rai insieme a Rai Teche. Il programma reinterpreta il patrimonio storico degli archivi con un linguaggio pensato per i giovani e per il pubblico dei social media, trasformando materiali d’epoca in contenuti capaci di circolare con naturalezza nelle piattaforme di oggi.

“Che grande gioia e che grande onore vincere un premio così prestigioso con un piccolo programma come Techegram. Un piccolo programma con un’idea semplice”

Le parole di Biggio raccontano lo spirito del progetto: nessun apparato complesso, ma un’intuizione lineare che rimette in circolo decenni di memoria audiovisiva con un tono leggero e riconoscibile.

Francia e Oriente protagonisti nelle altre sezioni

Le produzioni francesi si sono distinte con tre successi e una menzione speciale. Corea del Sud e Giappone hanno invece portato una ventata orientale in mezzo a tanta Europa, sempre guardando al passato. Nella Sezione Tv, il giapponese “The Man Who Carried the Voices of August” della Nhk vince tra i Tv Drama, mentre la sudcoreana Nacb si impone tra i Tv Documentary con una narrazione dedicata all’amore per il pianeta e all’impegno altruista (indicata come “The Song of Trees”). Guarda al mondo di una diva tedesca “Ich will alles – Hildegard Knef” della Ard, che primeggia nelle Tv Performing Arts.

Nella Sezione Radio emerge il tocco delicato con cui “Du som brukade vara min mamma (You Used to Be My Mum)” della svedese Sveriges Radio racconta una storia familiare segnata dall’Alzheimer, prima tra i Radio Documentary. La Orf austriaca conquista la Radio Music con “PRINCE – FunkyPurpleAssoziationen”, dove musica e parole dialogano sulle note del grande cantante. Nei Radio Drama si afferma invece la finlandese Yle con “Maitotyttö (Milkmaid)”, che porta in primo piano il tema della violenza sugli animali. Sul fronte Digital, la Francia piazza due produzioni che riflettono su rischi e opportunità della tecnologia: “Influence mortelle, la face cachée de TikTok” di France Télévisions vince tra i Digital Factual, mentre “Wednesdays” di Arte France, che affronta il tema degli abusi sessuali usando come arma un videogioco, primeggia nella Digital Innovation e si aggiudica anche il Premio Speciale Ylab Award.

Dai premi speciali al riconoscimento a Luciano Tovoli

Tra i Premi Speciali, il Signis va alla coreana Kbs per “Seong Mul / The Holy Elements”, una riflessione sul senso della vita e sulla custodia del pianeta. Nel corso di uno degli eventi in programma è stato inoltre consegnato un premio alla carriera a Luciano Tovoli, direttore della fotografia che ha attraversato stagioni diverse del cinema italiano e internazionale, lasciando un’impronta riconoscibile in film entrati nell’immaginario collettivo.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI