Questa mattina, venerdì 2 ottobre 2026, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone torna in video su Canale 5 per parlare di salari, contratti e manovra economica. L’appuntamento è con Mattino Cinque, a partire dalle ore 9.25 circa, in una puntata che promette di entrare nel merito delle misure su cui il governo sta lavorando per il prossimo anno.
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L’intervista su Canale 5 e lo streaming
Calderone siederà tra gli ospiti della trasmissione nella sua veste istituzionale di titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Porterà sul tavolo i temi che in queste settimane animano il dibattito pubblico, dalla tenuta dell’occupazione al recupero del potere d’acquisto. La finestra di collegamento è fissata intorno alle 9.25, subito dopo l’avvio della puntata, e l’intervista sarà disponibile anche in streaming su Mediaset Infinity, per chi preferisce recuperarla a distanza di ore dalla diretta.
Chi segue abitualmente il programma sa che gli spazi dedicati ai rappresentanti del governo vengono spesso usati per anticipare i contenuti della legge di Bilancio, e questa volta l’attesa è più alta perché il confronto sulla manovra è entrato nella sua fase calda.
Manovra e pacchetto lavoro: cosa ha detto il ministro
Sul fronte della prossima legge di Bilancio, il ministro ha indicato una linea di continuità con quanto già fatto, spiegando che ci sarà una nuova edizione delle misure dedicate al mondo del lavoro. Ecco le sue parole:
Avremo una riproposizione del pacchetto lavoro e stiamo intervenendo per renderlo più ampio ed efficiente sul fronte del recupero del potere d’acquisto dei salari.
Un passaggio che delinea due direzioni: da un lato l’ampliamento degli strumenti già in campo, dall’altro una maggiore efficienza nel tradurre le risorse in aumenti concreti nelle buste paga. Nel corso dell’intervista Calderone ha citato in particolare gli investimenti per 2 miliardi di euro destinati al rinnovo contrattuale, un capitolo che riguarda milioni di lavoratori in attesa di aggiornamento dei propri accordi. Ha citato anche le misure pensate per incentivare la produttività, considerata la leva principale per sostenere la crescita delle retribuzioni senza scaricare i costi sulle imprese.
Il quadro che emerge è quello di un intervento che prova a incidere sulla struttura del mercato del lavoro, legando gli aumenti a obiettivi di efficienza e risultato, oltre al sostegno temporaneo.
Stipendi e cuneo fiscale: i 21 miliardi già restituiti
Il ministro ha poi ricostruito quanto fatto finora sul versante delle retribuzioni, ricordando che l’esecutivo è intervenuto per restituire ai lavoratori 21 miliardi di euro su base annua. Una cifra che si compone di più tasselli: la riduzione del cuneo fiscale e contributivo, che alleggerisce il peso tra stipendio lordo e netto in busta paga; l’abbattimento delle aliquote Irpef, che ha modificato gli scaglioni di tassazione; una serie di altri interventi a sostegno del lavoro e dell’occupazione.
Sono numeri che il governo continua a rivendicare come il proprio contributo al tema del potere d’acquisto, un argomento su cui il confronto politico resta acceso e che probabilmente tornerà al centro anche nei prossimi passaggi parlamentari sulla manovra. Le dichiarazioni rilasciate a Mattino Cinque offrono quindi un’anticipazione utile per capire quali capitoli troveranno spazio nel testo della legge di Bilancio e quali priorità l’esecutivo intende portare avanti nei prossimi mesi, dal rinnovo dei contratti alla produttività, fino alla conferma delle misure fiscali già introdotte.
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