Domani sera, mercoledì 6 maggio 2026, il Teatro 23 degli Studi di Cinecittà a Roma ospiterà la 71ª edizione dei David di Donatello, il riconoscimento più prestigioso del cinema italiano. La serata, promossa dall’Accademia del Cinema Italiano, sarà trasmessa in prima serata su Rai 1 a partire dalle 21.30, con copertura anche in 4K sul canale Rai4K (numero 210 di Tivùsat), in diretta su Rai Radio2 con la conduzione di Martina Martorano e Massimo Cervelli, e in streaming su RaiPlay.
L’edizione 2026 si preannuncia particolarmente ricca: ai nastri di partenza si presentano 118 film italiani di lungometraggio, di cui 36 esordi alla regia, a cui si aggiungono 107 documentari, 206 cortometraggi e 24 film internazionali distribuiti nelle sale in Italia. Nel corso della serata saranno assegnati 26 Premi David di Donatello, un David alla Carriera e un David Speciale. La presentazione dei candidati si era già svolta al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con una cerimonia condotta da Claudio Bisio e aperta da un video a cura di RaiTeche, seguita dagli interventi di Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano, e del Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Va segnalato che la manifestazione arriva in un momento di tensione per il settore: il movimento Siamo ai titoli di coda ha invitato i candidati a disertare la cerimonia per denunciare le difficoltà che attraversa il cinema italiano, una voce critica che si aggiunge al clima festoso ma non elimina le questioni aperte sul futuro dell’industria.
Alla conduzione della serata ci sarà una coppia inedita: Bianca Balti e Flavio Insinna. Per la modella si tratta di un ritorno in grande stile dopo la recente esperienza al Festival di Sanremo 2026 al fianco di Carlo Conti, mentre Insinna porta con sé un registro televisivo più classico e già collaudato. I due raccolgono l’eredità di Elena Sofia Ricci e Mika, con il compito di guidare una serata che unisce cinema, musica e spettacolo. Tra gli ospiti attesi sul palco figurano Matthew Modine, Stefania Sandrelli, Annalisa, Raoul Bova, Margherita Vicario, Arisa, Francesca Michielin, Tommaso Paradiso, Angela Finocchiaro e Nino Frassica.
Tra i momenti più attesi della serata ci sarà la consegna del David Speciale a Ornella Muti, riconoscimento già assegnatole dall’Accademia nella precedente edizione come omaggio a una carriera lunga e segnata da ruoli iconici nel panorama cinematografico italiano e internazionale. Sono già stati annunciati anche altri riconoscimenti speciali: Gianni Amelio riceverà il David alla carriera, Bruno Bozzetto sarà insignito del David Speciale, e un ulteriore David Speciale andrà a Vittorio Storaro, direttore della fotografia e unico italiano ad aver vinto tre premi Oscar: per Apocalypse Now (1980) di Francis Ford Coppola, Reds (1982) di Warren Beatty e L’ultimo imperatore (1988) di Bernardo Bertolucci.
Le nomination e le categorie principali
Le candidature, annunciate il 1º aprile 2026, hanno delineato un panorama competitivo variegato. In testa alla corsa c’è Le città di pianura di Francesco Sossai con 16 nomination, seguito da La grazia di Paolo Sorrentino con 14 candidature e da Le assaggiatrici di Silvio Soldini con 13.
Per il Miglior film sono in gara cinque opere molto diverse tra loro: Cinque secondi di Paolo Virzì, Fuori di Mario Martone, La grazia di Paolo Sorrentino, Le assaggiatrici di Silvio Soldini e Le città di pianura di Francesco Sossai. Nella categoria Miglior regia si sfidano gli stessi Martone, Sorrentino, Soldini e Sossai, con l’aggiunta di Gabriele Mainetti per La città proibita.
Particolarmente interessante la sezione dedicata al Miglior regista esordiente, con una forte presenza femminile: sono candidati Ludovica Rampoldi per Breve storia d’amore, Margherita Spampinato per Gioia mia, Greta Scarano per La vita da grandi, Alissa Jung per Paternal Leave e Alberto Palmiero per Tienimi presente.
Sul fronte delle interpretazioni, uno degli aspetti più curiosi di questa edizione è la doppia candidatura di alcune protagoniste. Valeria Golino è in lizza sia come attrice protagonista per Fuori sia come non protagonista per Breve storia d’amore, mentre Valeria Bruni Tedeschi concorre come protagonista per Duse e come non protagonista per Cinque secondi. Stessa situazione per Barbara Ronchi, candidata tra le protagoniste con Elisa e tra le non protagoniste per Diva Futura. Le altre candidate alla Miglior attrice protagonista sono Aurora Quattrocchi per Gioia mia, Anna Ferzetti per La grazia e Tecla Insolia per Primavera.
Nella categoria Miglior attore protagonista si confrontano Valerio Mastandrea per Cinque secondi, Claudio Santamaria per Il nibbio, Toni Servillo per La grazia e Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano, entrambi candidati per Le città di pianura. Per il Miglior attore non protagonista competono Francesco Gheghi per 40 secondi, Vinicio Marchioni per Ammazzare stanca, Fausto Russo Alesi per Duse, Roberto Citran e Andrea Pennacchi per Le città di pianura e Lino Musella per Nonostante.
Le candidature alla Migliore sceneggiatura originale vedono in corsa Francesco Bruni, Carlo Virzì e Paolo Virzì per Cinque secondi, Letizia Russo, Guido Silei e Pietro Marcello per Duse, Margherita Spampinato per Gioia mia, Paolo Sorrentino per La grazia e Francesco Sossai con Adriano Candiago per Le città di pianura. Per la Migliore sceneggiatura non originale concorrono 40 secondi, Elisa, Fuori, Le assaggiatrici e Primavera.
Per il Miglior documentario, che porta il nome di Premio Cecilia Mangini, sono in gara Bobò di Pippo Delbono, Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra di Roberto Andò, Roberto Rossellini – Più di una vita, Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi e Toni mio padre di Anna Negri. Sul fronte internazionale, per il Miglior film internazionale competono Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, Io sono ancora qui di Walter Salles, La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, The Brutalist di Brady Corbet e Un semplice incidente di Jafar Panahi.
Il David dello Spettatore è già stato assegnato a Buen Camino di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, che ha totalizzato 9.537.800 spettatori nelle sale entro il 31 dicembre 2025. Lo stesso film porta in gara anche la canzone La prostata enflamada di Checco Zalone per il premio alla Miglior canzone originale, dove dovrà vedersela con Arrivederci tristezza di Brunori Sas, Follemente di Levante, Ti di Krano e Vaster than Empires di Trent Reznor e Atticus Ross.

