Questa sera, martedì 5 maggio alle 21.20 su Rai 2, debutta Belve Crime, lo spin off del format ideato e condotto da Francesca Fagnani. A differenza del programma originale, qui sul celebre sgabello siedono colpevoli, testimoni o protagonisti di casi di cronaca nera, con le loro storie introdotte dalla youtuber e podcaster Elisa True Crime. Il programma, prodotto da Fremantle, è scritto con Alessandro Garramone e Giuseppe Bentivegna, con la consulenza di Giovanni Bianconi e la regia di Mauro Stancati.
Nella prima puntata si alterneranno tre ospiti: Katharina Miroslawa, Roberto Savi e Rina Bussone. Quest’ultimo sarà intervistato nel carcere di Bollate, dove sconta un ergastolo per il coinvolgimento nella tristemente nota Banda della Uno Bianca.
Katharina Miroslawa: “la mantide” che si è sempre professata innocente
Il caso che promette di catalizzare maggiore attenzione è quello di Katharina Miroslawa, la donna ribattezzata dalla stampa dell’epoca “la mantide” e al centro di uno dei gialli più discussi della storia italiana: l’omicidio di Carlo Mazza, conosciuto come il giallo di Parma. Un intreccio di passione, sangue e denaro che ancora oggi, a quarant’anni dai fatti, non smette di alimentare polemiche.
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Nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1986, Carlo Mazza, imprenditore di 52 anni, venne freddato con due colpi di pistola a bordo della sua Renault Cinque, nel centro storico di Parma. Mazza si era follemente innamorato di Miroslawa, giovanissima ballerina di un night club di Modena, al punto da stipulare in suo favore una polizza vita da un miliardo di lire: secondo i giudici, fu proprio questo il movente del delitto.
Al termine di un lungo e travagliato processo, Miroslawa fu condannata a 21 anni e sei mesi di reclusione per concorso morale nell’omicidio, mentre il marito Witold ricevette una pena di 24 anni come esecutore materiale. Dopo la condanna, Katharina fuggì all’estero per sette anni, prima di essere arrestata il 3 febbraio 2000 a Vienna. Dei 21 anni e mezzo stabiliti dalla sentenza, ne trascorse effettivamente 12 in carcere. Il 3 maggio 2007, il marito Witold ammise per la prima volta in televisione di aver commesso l’omicidio, un dettaglio che Miroslawa ha sempre citato a sostegno della propria innocenza. Nel 2019 è tornata a Parma un’ultima volta per portare fiori sulla tomba di Carlo Mazza, dichiarando di essere ancora innamorata di lui.
Nell’intervista con Fagnani, Miroslawa non si risparmia e attacca la narrazione che la ha travolta:
«Ero la colpevole perfetta, quella donna senza scrupoli che uccide per denaro. Se fossi stata una bella casalinga nessuno si sarebbe interessato a me. Invece ho lavorato in un night e allora sono una poco di buono no?»
Il confronto con la conduttrice non è privo di momenti di tensione: tra gli elementi che Miroslawa indica come trascurati dai giudici vi è, tra l’altro, un paio di costumi da bagno acquistati in Germania, che a suo dire avrebbero dimostrato la sua intenzione di tornare da Mazza per andare in vacanza insieme. La risposta di Fagnani è lapidaria: “No, lei esiste perché si chiama movente”.

