È una notizia che fa storia: per la prima volta nella televisione italiana, una donna sarà telecronista ai Mondiali di calcio. La Rai ha scelto Tiziana Alla, giornalista già nota al grande pubblico come bordocampista al seguito della Nazionale, per raccontare in prima voce le partite più importanti della competizione che si terrà tra Stati Uniti, Canada e Messico.
La scelta del servizio pubblico è tutt’altro che improvvisata: Alla è in Rai dal 2000, dopo una carriera da cronista per il Messaggero e il Corriere dello Sport, e negli ultimi quattro anni ha seguito passo passo gli Azzurri dal bordo del campo. Non è nemmeno la prima volta che commenta un Mondiale per la Rai: lo aveva già fatto nel 2019, ma in quel caso si trattava dei Mondiali femminili. Adesso il salto è diverso, e riguarda la competizione maschile più seguita al mondo. La Rai detiene i diritti di trentacinque partite in chiaro, tra cui la finalissima di luglio che si disputerà a New York.
Non è la prima apertura del servizio pubblico sul tema: nel 2020 era stata Katia Serra ad affiancare Stefano Bizzotto come seconda voce nella finale dell’Europeo, ma ricoprire il ruolo di prima telecronista in un torneo iridato maschile è un passo ulteriore, che segna un confine mai attraversato prima nel giornalismo sportivo italiano.
La stessa Alla, intervistata dal Corriere della Sera, ha commentato la notizia con toni misurati ma sinceri:
“Sono orgogliosa della Rai e del suo ruolo da apripista, ringrazio per la fiducia il direttore di Rai Sport Marco Lollobrigida. Ma vivremo in un mondo normale solo quando ciò che mi sta succedendo non farà più notizia.”
Un commento che dice molto sul modo in cui la giornalista vive questo riconoscimento: con soddisfazione, ma senza trasformarlo in una bandiera. “Non sono di certo una suffragetta, sia chiaro. Oltre a me ci sono altre bravissime colleghe”, ha precisato, sottolineando come il merito debba restare il criterio centrale. “Se una persona sa fare una cosa è giusto che la faccia a prescindere dal genere”, ha aggiunto, rivolgendo un consiglio alle giovani che vogliono intraprendere la stessa strada: “Io facevo le telecronache davanti alla tv senza audio. Poi ci deve essere qualcuno che ti dà l’opportunità di metterti davanti al microfono.”
Una carriera costruita sul campo, tra imprese e polemiche
Il percorso di Tiziana Alla nel giornalismo sportivo è lungo e tutt’altro che privo di momenti intensi. La sua prima telecronaca risale al 2006, in occasione di Piacenza-Juventus, partita di Serie B. Da lì in poi, un lavoro costante che l’ha portata a diventare un volto riconoscibile per chi segue la Nazionale.
Tra i momenti più discussi della sua carriera spicca il confronto con Gianluigi Donnarumma nel 2022: dopo una sconfitta contro la Germania, Alla aveva fatto notare al portiere un errore, sottolineando che “non era la prima volta”. La risposta del capitano azzurro fu immediata e piuttosto dura, dando vita a un botta e risposta che divise l’opinione pubblica. Con il tempo, però, la giornalista ha ridimensionato l’episodio: “La sua replica fu normale, avrebbe risposto così anche a un uomo.”
Al dolore sportivo Alla non è estranea: il suo impegno a bordocampo con la Nazionale è iniziato proprio nella tragica notte di Palermo contro la Macedonia del Nord, quella che nel 2022 costò agli Azzurri l’accesso ai Mondiali. Una delusione che ha vissuto di nuovo con Bosnia-Italia, altra qualificazione mancata. Eppure, paradossalmente, sarà proprio ai Mondiali 2026 che la sua voce risuonerà più forte che mai, in uno stadio, davanti a milioni di telespettatori, come prima telecronista donna nella storia del calcio in chiaro sulla televisione italiana.
Sul suo stile narrativo, Alla ha le idee molto chiare: “A me non piace riempire di parole tutti gli spazi, cerco di far respirare l’atmosfera senza fornire troppi dati. Sono un po’ vecchia scuola, cresciuta con toni pacati e poco invasivi. Ma i tempi sono cambiati e va accettato.”

