Paramount+ ha ordinato una nuova versione di Viaggio in fondo al mare, il classico fantascientifico che Irwin Allen ideò per la televisione negli anni Sessanta. A guidare il cast sarà Daisy Ridley, nei panni della scienziata oceanografica Lee Crane, con Matt Shakman alla regia e Akiva Goldsman alla sceneggiatura.

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Lee Crane, i ghiacci e il sottomarino che non dovrebbe esistere

La protagonista che Ridley porterà sullo schermo è una oceanografa brillante, segnata da una perdita devastante: la sorella gemella muore durante una spedizione nell’Artico finita in catastrofe. Da quella tragedia nasce la sua ostinazione a capire cosa sia successo davvero, finché la ricerca non la porta a scoprire l’esistenza di un programma governativo segreto. Al centro c’è la USS Seaview, un sottomarino dal design retro-futuristico rimasto intrappolato nei ghiacci, contrassegnato da simboli che rimandano a una storia che non dovrebbe esistere e legato a un capitolo perduto del passato umano che chiama in causa la leggendaria Atlantide. L’imbarcazione sembra potersi riattivare soltanto grazie a lei, e da quel momento la scienziata viene trascinata in una serie di missioni subacquee pericolose, dove affiorano verità capaci di mettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere. Oltre a interpretare il ruolo principale, l’attrice britannica figura anche tra i produttori esecutivi.

Dal 1964 a un thriller scientifico

La serie originale debuttò sulla ABC nel 1964, come adattamento televisivo dell’omonimo film che Allen aveva diretto nel 1961, e andò avanti per quattro stagioni fino al 1968, per un totale di 110 episodi. Raccontava le missioni dell’equipaggio del sottomarino nucleare Seaview, al comando del capitano Lee Crane, interpretato da David Hedison, sotto la supervisione dell’ammiraglio Harriman Nelson, cioè Richard Basehart. Il mix metteva insieme fantascienza, spionaggio e minacce di natura militare, con incontri con creature misteriose, usando l’ambiente sottomarino come trampolino per situazioni sempre più fuori dall’ordinario. Divenne così uno dei titoli più riconoscibili della fantascienza televisiva americana.

Il cambiamento più evidente nel progetto di oggi riguarda proprio il personaggio centrale: Lee Crane non è più un ufficiale di Marina, ma una scienziata. La scelta sposta anche il baricentro del racconto. Se la serie degli anni Sessanta si reggeva soprattutto su operazioni e missioni militari, qui sembra prevalere un’impostazione da thriller scientifico, costruita sulla scoperta progressiva di una verità nascosta: la morte della gemella, il programma classificato, il comportamento anomalo del Seaview. Resta da vedere se questa direzione saprà convivere con lo spirito avventuroso dell’originale, sviluppando al tempo stesso una mitologia adatta a una narrazione seriale contemporanea.

Un cantiere aperto, tra Legendary e i reboot di Allen

L’ordine ufficiale è arrivato: si parla di una serie da otto episodi. Dietro la produzione c’è Legendary Television, in associazione con l’Irwin Allen Estate, con Jon Jashni tra i produttori esecutivi e Derek Thielges nel ruolo di co-produttore. Goldsman, che firma la sceneggiatura, ha vinto il premio Oscar per A Beautiful Mind e ha lavorato a serie come Fringe, Star Trek: Picard e Star Trek: Strange New Worlds. Shakman, regista e produttore esecutivo, ha diretto WandaVision per Marvel Studios e il film I Fantastici Quattro – Gli inizi. Il progetto va avanti da mesi, prima che si concludesse la fusione tra Warner Bros. e Paramount, e si inserisce in un piano più ampio annunciato a febbraio 2025, quando Goldsman e Legendary Television avevano reso nota l’intenzione di riportare in vita tre classici di Allen: oltre a Viaggio in fondo al mare, anche The Time Tunnel e Land of the Giants. Per ora non sono stati comunicati né una data di uscita né gli altri componenti del cast.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI