Netflix sta preparando un nuovo adattamento cinematografico di Hatchet, il romanzo di sopravvivenza che Gary Paulsen pubblicò nel 1987. A scriverne la sceneggiatura sarà Derek Cianfrance, regista di Blue Valentine e Come un tuono, che curerà anche la regia. Tra i produttori compare anche Andrew Mittman, nome dietro la serie Mercoledì.
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Derek Cianfrance firma regia e sceneggiatura
Nel percorso che ha portato alla nascita del progetto sono stati coinvolti anche gli eredi dello scrittore, che per anni avevano tenuto i diritti del romanzo lontani dal mercato: la scelta del regista è arrivata da lì. Alla produzione lavoreranno lo stesso Mittman insieme a Jennifer Flannery, Sandy Weinberg, Ruth Wright Paulsen (vedova dello scrittore) e James Wright Paulsen, mentre Kai Dolbashian ricoprirà il ruolo di produttore esecutivo. Al momento non ci sono notizie sul cast, sull’avvio delle riprese né su una possibile data di uscita.
Il regista è conosciuto soprattutto per drammi intimi, con al centro i legami familiari e il peso delle scelte individuali: nel suo percorso ci sono Blue Valentine, Come un tuono, La luce sugli oceani e Roofman, oltre alla co-scrittura di Sound of Metal, premiato con l’Oscar. Con Hatchet si misurerebbe per la prima volta con il cinema d’avventura. La storia però gli offre anche altro, perché la solitudine in cui sprofonda il protagonista e i cambiamenti che attraversa sono materia da racconto di formazione, e su questo la sua sensibilità potrebbe rivelarsi preziosa.
La storia di Brian Robeson, dal 1987 a oggi
In molti conosceranno già Hatchet. Uscito nel 1987, il libro segue Brian Robeson, tredici anni, unico sopravvissuto all’incidente del piccolo aereo su cui viaggiava. Il ragazzo si ritrova solo nelle foreste canadesi, senza alcuna esperienza, e deve imparare a nutrirsi, a costruirsi un riparo e a difendersi dai pericoli dell’ambiente. L’unico oggetto che ha con sé è una piccola accetta, regalatagli dalla madre: è lo strumento che gli permette di restare vivo, e dal quale il romanzo prende il nome.
La forza del racconto sta nell’intreccio tra l’avventura fisica e la crescita emotiva del ragazzo, che non deve soltanto resistere alle condizioni in cui si trova ma anche misurarsi con la paura, la solitudine e i problemi familiari che ne hanno attraversato l’adolescenza. Il libro ha ottenuto nel 1988 la Newbery Honor ed è entrato nella lista dei titoli più amati dai lettori americani. Il suo successo ha spinto l’autore ad ampliare la vicenda con quattro volumi successivi: The River (1991), Brian’s Winter (1996), Brian’s Return (1999) e Brian’s Hunt (2003).
Il film per la tv del 1990 e la carriera di Paulsen
Il primo adattamento risale al 1990, quando il libro ispirò A Cry in the Wild, film per la televisione diretto da Mark Griffiths, con Jared Rushton nei panni di Brian e lo stesso Paulsen tra gli sceneggiatori. La produzione targata Netflix arriva quindi a più di trentacinque anni di distanza da quella prima trasposizione. Nel corso di una carriera lunga decenni, l’autore ha firmato più di 150 libri e il suo nome resta legato soprattutto alla letteratura per ragazzi.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
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