Mortal Kombat II ha fatto parlare di sé non soltanto per aver finalmente messo in scena il torneo tanto atteso dai fan, ma anche per una scelta narrativa piuttosto audace: eliminare il protagonista del primo film. Cole Young, interpretato da Lewis Tan, viene ucciso da Shao Kahn in modo particolarmente brutale, con il villain che gli schiaccia la testa con il martello e ne getta i resti in una vasca di acido. Un addio tutt’altro che silenzioso, insomma.
Dietro questa decisione c’è la mano dello sceneggiatore Jeremy Slater, che ha spiegato apertamente le motivazioni a GamesRadar+: Cole non aveva convinto pienamente i fan più accaniti del franchise sin dalla sua introduzione nel 2021, e la sua eliminazione era al tempo stesso uno shock per il pubblico occasionale e una sorta di risposta alle aspettative di quello più esigente. Come ha dichiarato Slater stesso:
I fan aspettano da 30 anni di trascorrere del tempo con questi personaggi, e quando non è uno di loro a occupare il tempo sullo schermo, diventano risentiti.
Va ricordato che Cole Young non è un personaggio dei videogiochi originali, ma una creazione narrativa pensata appositamente per il film del 2021, introdotto come protagonista per offrire un punto di ingresso al pubblico non familiare con la saga. Una scelta che, evidentemente, non ha convinto tutti.
Lewis Tan in Mortal Kombat 3: stesso attore, personaggio diverso?
Detto questo, la morte di Cole non sembra significare necessariamente la fine del rapporto tra Lewis Tan e il franchise. L’attore, intervistato da Vulture, ha chiarito la sua posizione con parole abbastanza esplicite, pur lasciando uno spiraglio aperto:
No, non credo. Penso che Cole abbia chiuso con il gioco. Se dovessi tornare in Mortal Kombat III, sarebbe in un modo diverso. Lo scopriremo strada facendo, ma molti fan hanno chiesto di poter interpretare diversi personaggi e stiamo discutendo molto dietro le quinte su come fare. Mi piacerebbe rimanere nell’universo di Mortal Kombat con la mia famiglia e poter offrire un livello di azione e arti marziali più elevato con un personaggio effettivamente presente nel gioco.
Tan ha poi aggiunto un dettaglio curioso sulla sua storia con il franchise: aveva già interpretato Kung Jin in una serie di Mortal Kombat mai arrivata al pubblico, il che rende ancora più intrigante l’idea di vederlo finalmente nei panni di un combattente tratto dai videogiochi originali. Quanto alla scena della sua morte, l’attore non sembra affatto rammaricato: “Farti schiacciare la testa e venire spinto in una vasca di acido. È piuttosto brutto, nel senso buono del termine.”
Anche Slater, dal canto suo, ha tenuto aperta la porta: “La morte non è mai permanente nell’universo di Mortal Kombat. Quindi, anche se non credo che rivedrete mai Cole Young, questo non significa che non rivedrete Lewis Tan in qualche forma.” Una dichiarazione che si allinea perfettamente con quanto accade nell’ultima parte di Mortal Kombat II, dove Johnny Cage e gli altri sopravvissuti decidono di sfruttare i poteri di Quan Chi per resuscitare i combattenti caduti, aprendo teoricamente le porte al ritorno di Liu Kang, Jax, Kung Lao e, almeno sulla carta, anche di Cole. Le recenti dichiarazioni dell’attore, però, sembrano puntare in un’altra direzione, lasciando intuire che il franchise preferirà portare Tan verso un personaggio già radicato nel lore dei videogiochi piuttosto che riproporre una figura che non ha mai del tutto convinto il pubblico di riferimento.
Nel frattempo, Mortal Kombat 3 è già confermato in fase di sviluppo con Slater nuovamente alla sceneggiatura, e il terzo capitolo dovrà raccogliere i fili lasciati aperti dal finale del sequel, con il focus narrativo che si è già spostato su Johnny Cage (Karl Urban) e Kitana (Adeline Rudolph) come nuovi pilastri del franchise.

