Un anno dopo il debutto su Sky Atlantic, M – Il figlio del secolo arriva finalmente in chiaro: da lunedì 19 ottobre, in prima serata su La7, con due episodi a settimana. Protagonista assoluto è Luca Marinelli, che presta il volto a Benito Mussolini in una produzione in otto puntate diretta da Joe Wright.

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Da Sky a La7, due episodi a settimana

L’approdo sul canale generalista nasce da un accordo con Sky, che trasmetterà l’intera miniserie con cadenza bisettimanale, due episodi per volta: è uno degli appuntamenti di punta della stagione televisiva dell’emittente. La serie era già andata in onda in Italia dal 10 al 31 gennaio 2025 su Sky Atlantic, quindi quella su La7 è la prima messa in onda in chiaro, accessibile a tutti.

Alle spalle c’è una coproduzione italo-francese di tutto rispetto, con la sceneggiatura firmata da Stefano Bises e Davide Serino, oltre che da Antonio Scurati. La lavorazione è stata curata da Sky Studios, The Apartment Pictures, Small Forward Productions e Pathé nell’ambito delle serie originali Sky. Prima di arrivare sul piccolo schermo, il progetto è stato presentato in prima mondiale al Festival di Venezia, raccogliendo consensi sia dal pubblico sia dalla critica.

La trama, il romanzo e la scelta della quarta parete

La narrazione copre un arco temporale densissimo: si parte dalla fondazione dei Fasci Italiani nel 1919 per arrivare al discorso di Mussolini in Parlamento nel gennaio del 1925, il passaggio successivo all’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti. Otto puntate raccontano la nascita del fascismo e la scalata al potere di un uomo che sovvertì la democrazia per instaurare la dittatura, senza trascurare la sua sfera più intima, dal rapporto con la moglie Rachele a quello con l’amante Margherita Sarfatti.

Il linguaggio scelto è volutamente contemporaneo e passa anche da una soluzione narrativa forte, la rottura della quarta parete: Mussolini si rivolge direttamente a chi guarda, rendendo il legame tra personaggio e spettatore più viscerale e, per certi versi, pericoloso. Alla base di tutto c’è il romanzo storico omonimo di Antonio Scurati, con cui lo scrittore ha vinto il Premio Strega 2019.

Il cast e la trasformazione di Marinelli

Accanto al protagonista troviamo Francesco Russo (Cesare Rossi), Barbara Chichiarelli (Margherita Sarfatti), Benedetta Cimatti (Donna Rachele), Federico Majorana (Amerigo Dumini), Lorenzo Zurzolo (Italo Balbo), Maurizio Lombardi (Emilio De Bono), Gaetano Bruno (Giacomo Matteotti), Paolo Pierobon (Gabriele D’Annunzio), Elena Lietti (Velia Titta) e Vincenzo Nemolato (Vittorio Emanuele III). Un ensemble ampio, chiamato a restituire la complessità di un periodo storico che continua a interrogarci.

Per entrare nei panni del Duce, Marinelli ha sostenuto un percorso impegnativo. Si è rasato la testa e ha aumentato di circa 20 kg, sottoponendosi ogni giorno a due ore di trucco e acconciatura prima di girare. Una dedizione che ha colpito anche il regista, il quale non ha nascosto l’ammirazione per il lavoro dell’attore.

«L’attore più naturalmente dotato che abbia mai incontrato» insieme a Gary Oldman.

È lo stesso Wright a dirlo, mettendo Marinelli sul piano di una delle star più celebrate di Hollywood, un riconoscimento che arriva dopo mesi di lavoro fisico e psicologico su un personaggio che, per definizione, non lascia indifferenti.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI