La serie de La Torre Nera firmata da Mike Flanagan non è mai stata cancellata, eppure il progetto continua a muoversi con una lentezza che ha fatto temere il peggio ai fan. Il motivo non ha nulla a che vedere con la creatività: a frenare tutto è una matassa di diritti intricata al punto da richiedere tempi lunghissimi.
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Un progetto vivo, nonostante i silenzi
A chiarirlo è stato lo stesso Flanagan, intervenendo ai microfoni di ScreenRant in occasione del suo adattamento televisivo di Carrie. Il regista ha spiegato che lo sviluppo dell’adattamento della saga di Stephen King non si è mai interrotto e che continua a considerarlo il progetto dei suoi sogni. Il trasferimento e la sistemazione dei diritti necessari possono però richiedere più di un anno, perché coinvolgono diversi studi e numerosi personaggi le cui proprietà sono distribuite tra soggetti differenti. «Stiamo ancora andando avanti», ha confermato, paragonando le dimensioni dell’operazione a quelle di una petroliera e ribadendo la convinzione che prima o poi la serie arriverà sullo schermo.
Quando Flanagan ha stretto il suo accordo con Amazon, lo studio aveva già individuato Carrie come una priorità, e quel progetto è arrivato prima. Il lavoro su La Torre Nera è intanto proseguito dietro le quinte, lontano dai riflettori: un chiarimento utile per capire perché gli aggiornamenti concreti sono stati così pochi dopo l’annuncio del 2022. Trasformare sette romanzi in una serie televisiva comporta già di per sé un lavoro notevole, ma l’opera di King è costruita attraverso collegamenti con molte altre sue storie, e l’adattamento immaginato da Flanagan deve fare i conti con una rete di proprietà e personaggi più complessa di quella di una normale saga letteraria.
Altre dichiarazioni hanno confermato che nulla è stato accantonato. Parlando con Entertainment Weekly nel settembre 2026, il filmmaker ha ribadito che la serie resta in sviluppo nonostante la lunga attesa: «Per farlo nel modo in cui voglio richiede un enorme impegno da parte di uno studio». Su Bluesky, rispondendo ad alcuni utenti, è andato ancora più a fondo: «È il progetto più imponente a cui abbia mai lavorato, ma stiamo facendo progressi». Al momento non è stato emesso alcun ordine ufficiale di produzione: nessun cast, nessuna data di inizio riprese, nessuna rete e nessuna finestra di uscita sono stati confermati.
Perché adattare La Torre Nera significa affrontare l’intero multiverso di Stephen King
Uno degli ostacoli principali sta proprio nella natura di La Torre Nera. Il viaggio del pistolero Roland Deschain e del suo ka-tet verso la Torre che si trova al centro delle realtà non rimane confinato ai romanzi principali: la saga funziona anche come punto d’incontro dell’universo narrativo di Stephen King e comprende personaggi provenienti da altre opere. Tra gli esempi più importanti ci sono Randall Flagg, antagonista centrale de L’ombra dello scorpione, e Padre Callahan, introdotto ne Le notti di Salem. Se i diritti di questi elementi appartengono o sono legati a soggetti diversi, costruire un adattamento realmente fedele diventa più complicato.
Questo aiuta a leggere diversamente la lunga gestazione della serie. Flanagan ha sottolineato che i rallentamenti dipendono da fattori che non hanno a che fare né con lui né con la storia che vuole raccontare, definendo la logistica legale del progetto «più che intimidatoria». Alla domanda se sia ancora convinto che il pubblico vedrà un giorno il suo adattamento, la risposta è stata netta: «Assolutamente». Secondo il regista, quindi, non si tratta di un progetto accantonato da Amazon.
Sceneggiature pronte e un futuro su Prime Video
I segnali concreti non mancano. Nel febbraio 2026 Flanagan aveva già confermato di aver completato le sceneggiature della prima stagione, definendole «meravigliose». Anche Stephen King le ha lette e, secondo quanto raccontato dal regista, sarebbe rimasto molto soddisfatto del risultato: un dettaglio non da poco, trattandosi dello stesso autore che ha sempre seguito con attenzione gli adattamenti delle sue opere.
Sul fronte dei diritti, Flanagan ha chiarito che quelli de La Torre Nera sono stati acquisiti al di fuori dell’accordo principale con Amazon, pur lasciando aperta la possibilità di una collaborazione futura. I diritti in questione precedono il suo accordo televisivo con lo studio, ma Prime Video rimane indicata come la destinazione più probabile qualora il progetto venga effettivamente avviato. A marzo 2026, inoltre, il regista ha firmato un nuovo accordo globale con Amazon MGM Studios, annunciando anche piani per un adattamento cinematografico de The Mist di Stephen King, di cui scriverà la sceneggiatura.
Il problema resta soprattutto il tempo. Flanagan è impegnato su numerosi altri fronti, tra cui The Exorcist: Martyrs, attualmente la sua produzione attiva a New York City, oltre ad aver lavorato alla sceneggiatura di Clayface e a essere collegato a un progetto ambientato nell’universo di Warhammer 40.000. Nel frattempo il suo rapporto con l’opera di King continua ad ampliarsi: ha già portato sullo schermo Il gioco di Gerald, Doctor Sleep e The Life of Chuck, mentre Carrie rappresenta il suo primo adattamento televisivo di un lavoro dello scrittore. Questa esperienza può diventare un banco di prova per un progetto pensato su una scala superiore e destinato, nelle intenzioni, a svilupparsi attraverso più stagioni. Almeno una cosa sembra ora più chiara: l’attesa per La Torre Nera non è il sintomo di una cancellazione, e il progetto continua a muoversi, anche se, come la “petroliera” evocata dallo stesso Flanagan, lo sta facendo molto più lentamente di quanto chiunque avrebbe sperato.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
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