Da martedì 29 settembre 2026 Rai 1 apre le porte del Liceo Helen Keller con Tutto l’amore che resta, la nuova serie diretta da Andrea Rebuzzi. Al centro c’è una scuola inclusiva dove studenti con e senza disabilità condividono banchi, corridoi e, soprattutto, le rispettive fragilità.

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Un istituto fuori dal comune, tra Frascati e i Castelli Romani

Prodotta da Rai Fiction e Fabula Pictures (la casa di Marco e Nicola De Angelis), la fiction è l’adattamento italiano del format francese Lycée Toulouse-Lautrec, creato da Fanny Riedberger, con soggetti e sceneggiature firmati da Massimo Bacchini, Elena Tramonti e Sara Cavosi. La struttura di partenza resta quella dell’originale, ma il racconto viene ricalibrato sul contesto italiano: dalla periferia di Parigi si passa alla provincia romana, in una scuola statale immersa nel paesaggio dei Castelli Romani, dove nel 2026 è Frascati a fare da location principale. La serie francese aveva vinto il premio come miglior serie 52 minuti al Festival de la fiction TV de La Rochelle nel 2022, con la sua creatrice che si era ispirata alla propria esperienza di studentessa al liceo Toulouse-Lautrec di Vaucresson.

Il racconto si sviluppa in otto episodi, per oltre sei ore di contenuti complessive, distribuite su cinque serate: si parte il 29 settembre e si arriva al 27 ottobre, con la visione disponibile anche su RaiPlay. A guidare il microcosmo dell’istituto c’è il preside Stefano Fogli, interpretato da Raoul Bova, la cui missione dichiarata è abbattere le barriere tra studenti abili e disabili mettendo al centro l’elemento umano. Accanto a lui recitano Giulia Bevilacqua, Gloria Harvey, Francesco Leo, Anna Favella, Adriana Savarese, Federica Pagliaroli, Chiara Bordi e Francesco De Rosa.

La prima puntata, tra nuovi arrivi e ferite nascoste

Nel debutto di domani sera i corridoi si riempiono di volti nuovi. C’è Vittoria (Gloria Harvey), cresciuta nella Roma benestante e alle prese con i propri pregiudizi, chiamata a fare i conti con un evento oscuro del passato che la metterà davanti a una scelta: pensare a sé stessa o fare ciò che è giusto. Suo fratello Matteo è un ragazzo autistico, mentre Alex e Pietro sono due giovani con un passato segnato dal carcere minorile, voluti dal preside per offrire loro una seconda possibilità di riscatto attraverso il lavoro socialmente utile.

Stefano incarna l’anima dell’istituto, ma dietro la sua facciata professionale si nasconde una frattura dolorosa: la dedizione verso i suoi alunni contrasta con l’impotenza di fronte all’isolamento del figlio Luca (Giordano Liberati), affetto da osteogenesi imperfetta, una malattia rara che da anni lo tiene chiuso in casa. Tra i banchi nascono intanto scontri e intese, mentre il preside si ritrova custode di una comunità fragile, senza sapere che alcuni dei suoi studenti sono legati da segreti che affondano le radici nel passato, e non è chiaro quanto di quel passato finirà per riemergere proprio tra le mura della scuola.

Il 6 ottobre l’attenzione si sposta su Stefano

Nel secondo appuntamento la narrazione si concentra ancora di più sulla figura del preside, che dovrà fronteggiare le resistenze di alcuni genitori poco convinti del progetto inclusivo dell’istituto. Sul fronte privato, però, Stefano prende una decisione destinata a creare parecchi grattacapi: affidare il figlio Luca, che non esce di casa da anni, proprio ad Alex. Una scelta che lascia perplessa anche sua moglie e che promette di rimescolare gli equilibri interni alla famiglia. Per i tre appuntamenti successivi, in onda il 13, il 20 e il 27 ottobre, le anticipazioni non sono ancora state diffuse.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI