Carlo Lucarelli torna dove tutto era cominciato: di nuovo in prima serata su Rai 3 con Misteri Dimenticati – Blu Notte, sei sabati dedicati ai casi che la cronaca ha lasciato in sospeso. Nella stessa giornata debutta su Retequattro un nuovo programma d’informazione della fascia mattutina, che ha trovato spazio anche per la storia di una dodicenne salvata dagli abusi grazie al segnale antiviolenza.

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Il ritorno dopo quattordici anni

Il programma era stato trasmesso in Italia dal 1998 al 2012 e ora, dopo quattordici anni, riapproda nel palinsesto con una nuova stagione. Il debutto è andato in onda ieri sera, sabato 19 settembre, alle 21:30, subito dopo L’Elefante, e l’appuntamento si rinnova ogni sabato per un totale di sei prime serate. Ogni puntata presenta due vicende differenti, per un totale di dodici casi attraversati nel corso della serie, che restano visibili anche in live streaming e on demand sulla piattaforma RaiPlay.

Dietro il ritorno c’è una produzione Rai Cultura e Ruvido Produzioni, con un gruppo di lavoro rodato. Il programma è scritto da Carlo Lucarelli, Silvia Righini, Antongiulio Panizzi e Marco Verdura, con Raffaella Fanelli e Antonio Iovane; il coordinamento editoriale è di Felice Cappa, la produzione esecutiva di Arianna Ciulla, la regia di Cristian Biondani. Le musiche originali portano la firma di Alessandro Molinari, che accompagna il racconto dal primo Mistero in blu a oggi.

I casi al centro delle sei serate

L’impianto resta quello che ha fatto la fortuna del format: attraversare tutti i generi del giallo, dal classico al noir fino al thriller, privilegiando le vicende finite ai margini dell’attenzione pubblica e mettendo al centro la narrazione. Questa nuova edizione conserva il ritmo, l’intensità e la precisione del racconto tradizionale di Lucarelli, che getta luce su grandi misteri irrisolti della cronaca nera italiana e su casi formalmente chiusi ma ancora avvolti da dubbi e ambiguità. Tra interviste e materiali di repertorio, il conduttore racconta e analizza i misteri dimenticati, generando spunti di riflessione inediti, con il supporto di alcuni esperti chiamati ad approfondire gli aspetti investigativi e criminologici: Silio Bozzi, criminologo e analista della scena del crimine ed ex dirigente della Polizia di Stato, Margherita Carlini, psicologa clinica e criminologa forense, e Mirella Gherardi, medico legale.

La prima puntata ha dedicato spazio al cold case della “donna nell’armadio”, l’omicidio di Antonella Di Veroli, trovata senza vita nel 1994 all’interno di un armadio nella sua abitazione, e al giallo di Posillipo, legato all’uccisione di Anna Parlato Grimaldi. Nel corso delle serate si torna poi sull’omicidio di Angelo Fabbri, studente del DAMS ucciso a Bologna nel 1983, un caso che si intreccia con quello della critica d’arte Francesca Alinovi, assassinata nello stesso periodo dei rinominati “delitti del DAMS”. C’è spazio anche per il mistero di via Poma, con l’omicidio di Simonetta Cesaroni e il suicidio di Pietrino Vanacore, per la parabola del Clan dei Marsigliesi e per la storia del grande falsario Tony Chichiarelli. Il racconto tocca inoltre le misteriose scomparse del magistrato Paolo Adinolfi e dell’economista Federico Caffè, oltre alle vicende dei serial killer che hanno terrorizzato le città di Udine e Modena, lasciando una scia di sangue con efferati delitti ai danni di numerose donne.

Tra i casi che il pubblico si aspetta di vedere affrontati c’è anche la vicenda di Garlasco, sulla quale lo stesso Lucarelli ha spiegato di voler tornare, ma in futuro: quando sarà possibile osservarla con maggiore distanza e disporre di un quadro più completo.

Il nuovo mattino di Retequattro

Sul fronte delle reti Mediaset, debutta il nuovo programma d’informazione della fascia mattutina di Retequattro. Tra i temi affrontati c’è anche la storia di una dodicenne che è riuscita a salvarsi dagli abusi del compagno della madre facendo il segnale antiviolenza, quel gesto della mano riconosciuto a livello internazionale e pensato per chiedere aiuto in modo silenzioso e discreto. Un racconto che mostra come uno strumento concepito per le emergenze domestiche possa tradursi, nella pratica, in una richiesta di aiuto compresa e intercettata in tempo.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI