Arrivata su Netflix il 14 maggio 2026 con tutti e 8 gli episodi disponibili in una volta sola, Nemesis è già al numero 1 negli Stati Uniti e ha conquistato il 90% su Rotten Tomatoes. Co-creata da Courtney A. Kemp la mente dietro il franchise Power su Starz e da Tani Marole, la serie è anche il primo progetto realizzato nell’ambito del deal esclusivo di Kemp con Netflix, e si vede: è ambiziosa, lussuosa e costruita esattamente per essere divorata in un weekend.

Ambientata in una Los Angeles lucida e instabile, la serie segue due uomini destinati allo scontro: Coltrane Wilder, interpretato da Y’lan Noel, è un ladro professionista metodico e iperdisciplinato che guida un piccolo team specializzato in rapine ad alto profilo. Tratta ogni colpo come un progetto architettonico vuole operazioni pulite, violenza minima, regole rigide e quando qualcuno nel suo gruppo viola il protocollo, la frustrazione che emana è palpabile. Dall’altra parte c’è Isiah Stiles, tenente della Robbery-Homicide dell’LAPD interpretato da Matthew Law, ossessionato da Coltrane al punto da aver lasciato andare in pezzi il matrimonio, diventato quasi invisibile agli occhi del figlio adolescente e uno sfinimento per i colleghi. Stiles porta anche un peso ulteriore: il senso di colpa per la morte di un suo tirocinante, ucciso anni prima inseguendo una banda di rapinatori mascherati che ora è convinto stia ancora operando. E come se non bastasse, suo padre è un ex gangster talmente noto da essere soprannominato “Nightmare”.

Il confronto più immediato è Heat di Michael Mann il detective ossessivo, il ladro metodico alla ricerca del colpo finale, le rapine in pieno giorno, gli scontri a fuoco per le strade di Los Angeles e Nemesis non fa nulla per nascondere questa influenza. La indossa apertamente. Ma, come segnala anche The Hollywood Reporter, Kemp e Marole non si limitano a copiare la struttura del film del 1995: instaurano un vero dialogo con essa, chiedendosi cosa significhi raccontare quella storia oggi, in una Los Angeles del 2026, con due protagonisti afroamericani che navigano sistemi mai progettati per proteggerli. Cosa cambia quando le mogli non sono semplice collaterale narrativa? La serie continua a tornare su queste domande.

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Un ensemble che tiene tutto in piedi

Accanto ai due protagonisti, Nemesis costruisce un universo popolato con cura un po’ come faceva The Wire nel mostrare come le istituzioni, che siano la polizia, il crimine organizzato o la famiglia, finiscano per plasmare chiunque ci entri in contatto.

Cleopatra Coleman interpreta Ebony, moglie e complice di Coltrane, che rappresenta la spina dorsale emotiva della serie: donna di grande pazienza, ma che ha quasi raggiunto il limite di ciò che è disposta a tollerare. A lei si affianca Charlie, la sorellastra interpretata da Sophina Brown, intermediaria criminale e potere nell’ombra che ha di fatto unito Ebony e Coltrane, e che opera silenziosamente per proteggere la sorella. Sul versante opposto, Gabrielle Dennis dà vita alla dott.ssa Candice Stiles, terapeuta e moglie di Isiah, la cui pazienza si sta sgretolando sotto il peso di un uomo perennemente consumato dal lavoro.

Il cast allargato aggiunge ulteriore spessore: Tre Hale interpreta Darren “Stro” Stroman, il braccio destro di Coltrane, un personaggio concreto e affidabile che trasmette fiducia tanto al pubblico quanto ai membri del gruppo. Jonnie Park è Chris Choi, l’autista del crew, mentre sul fronte investigativo troviamo Domenick Lombardozzi nei panni del detective Dave Cerullo e Stephanie Sigman come la detective corrotta e infiltrata Nicolette “Nic” Harper insieme a Mike O’Malley nel ruolo di un altro detective corrotto, Rick Viggiano. La presenza di poliziotti marci non è un dettaglio secondario: serve a rendere ancora più sfumata la linea tra chi applica la legge e chi la infrange.

A dare ulteriore coerenza visiva e stilistica ai primi due episodi ci ha pensato Mario Van Peebles regista e protagonista del classico New Jack City del 1991, film a cui la serie rende omaggio anche attraverso il guardaroba di Coltrane, vestito esplicitamente come Nino Brown. Van Peebles aveva già collaborato con Kemp su Power e Power Book III: Raising Kanan, e la sua firma si sente: i primi episodi aprono con spettacolari sparatorie in autostrada e una coreografia dall’aspetto decisamente costoso. Il resto della regia è affidata a Millicent Shelton, Rob Hardy e Ruben Garcia.

Va detto che Nemesis non è priva di imperfezioni: nella seconda parte della stagione il ritmo rallenta quando la serie sposta il fuoco sulle dinamiche coniugali i creatori stessi l’hanno descritta come una “storia di matrimoni” travestita da crime thriller e quei momenti rischiano di sembrare appartenenti a un programma diverso. Ma i personaggi restano abbastanza ricchi e tridimensionali da mantenere viva l’attenzione anche nei momenti meno adrenalinici, e ogni episodio si chiude con la sensazione che qualcosa di catastrofico stia per accadere da un momento all’altro con il risultato inevitabile di mandare in riproduzione automatica il successivo.