Una chat privata finita sui social, un confronto faccia a faccia carico di tensione e un’intera vicenda che ha tenuto banco per giorni: la lite tra Moise Kean e il tipster Kristian Pengwin è diventata uno dei casi più discussi del momento nel mondo del calcio italiano.
Tutto nasce il 3 aprile, qualche giorno dopo la cocente eliminazione dell’Italia dai playoff mondiali contro la Bosnia, persa ai rigori a Zenica. Kean, evidentemente provato dalla sconfitta e dalle critiche ricevute, decide di aprire Instagram e scrivere in direct a Kristian Pengwin pseudonimo di Kristian Tumidajevicz, tipster e opinionista molto seguito, di origini polacche ma nato e cresciuto in Italia. Il primo messaggio è diretto: “Tu parli un po’ troppo…”.
Ma cosa aveva detto Pengwin per scatenare questa reazione? Nelle settimane precedenti non aveva risparmiato critiche al centravanti della Fiorentina, arrivando a mettere in dubbio persino la sua sobrietà: “La domanda che mi pongo è questa: chi è Moise Kean sano? L’anno scorso era il Moise Kean drogato perché ha fatto un’overperformance.” Poi, dopo l’eliminazione dalla Bosnia, aveva rincarato la dose: “Kean è stato tolto dal campo perché era stanco? Dzeko, 40 anni, si è fatto 120 minuti più rigori e non era stanco, Kean invece era stanco. Avrà cantato troppo prima della partita.” Parole taglienti, che evidentemente erano rimaste impresse.
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Nella chat privata, Kean non si è limitato a esprimere fastidio: ha minacciato esplicitamente Pengwin, intimandogli di smettere di parlare. Il tipster ha deciso di non tenere la cosa per sé: ha screenshottato l’intera conversazione e l’ha pubblicata per i suoi milioni di follower, accompagnandola con una domanda retorica destinata a fare rumore: “Sono questi i valori del calcio italiano?”. Il suo sfogo è andato avanti in una storia parlata: “Moise Kean che letteralmente mi minaccia, perché di quello si tratta, per cercare di farmi stare zitto, perché parlo troppo, calciatore di Serie A, giocatore che rappresenta la Nazionale Italiana, il mio paese, io sinceramente sono scioccato.” Il giudizio finale non è stato meno duro:“Se questi sono i valori di chi ci rappresenta, inizio a capire meglio il motivo per cui il Mondiale ormai lo vediamo solo col binocolo.”
Il confronto a Firenze e le scuse (parziali) al Viola Park
La vicenda non si è fermata alle chat. Le telecamere de Le Iene hanno seguito Pengwin in un confronto diretto con Kean, avvenuto a Firenze, che ha mostrato un attaccante tutt’altro che disposto al dialogo. Durante il faccia a faccia, Kean è apparso particolarmente aggressivo:“Ti piglio a testate, levati dal cazzo. Hai cinque minuti per andare via, non me ne frega un cazzo. Tu pensi che scherzo?”, ripetendo più volte la domanda, prima di aggiungere: “Ti faccio male.” In quel frangente ha anche chiamato Pengwin “polacco” come insulto dettaglio non privo di ironia, considerando che anche Kean stesso ha origini straniere pur essendo cresciuto in Italia, situazione del tutto analoga a quella del tipster.

Non è un periodo semplice per Moise Kean: oltre alla bufera social, l’attaccante della Fiorentina sta facendo i conti con un infortunio alla tibia che gli ha fatto saltare la partita di Conference League contro il Crystal Palace e lo aveva messo in dubbio anche per Fiorentina-Lazio. L’eliminazione dal Mondiale, le critiche pubbliche e ora questa vicenda si sommano in un momento sportivo e personale tutt’altro che esaltante.
Il servizio de Le Iene si chiude con un passaggio al Viola Park, dove Kean ha rilasciato una dichiarazione che suona a metà tra le scuse e la difesa della propria posizione:“Devi capire che siamo persone normali, sbagliamo. Le critiche comunque bisogna accettarle, volevo scusarmi perché non sono stato un esempio per i tanti ragazzi che mi guardano, non è stata una scena bella. Però non ritiro quello che ho detto.” Una presa di distanza dalla forma, non dalla sostanza una posizione che difficilmente chiuderà il dibattito aperto da questa vicenda.

