Laura Pausini ieri è intervenuta in conferenza stampa per la presentazione del nuovo docu – film sulla sua vita: Laura Pausini – Piacere di conoscerti. La cantante ha raccontato la sua esperienza e che cosa ha significato per lei lavorare sulla pellicola. Ecco che cos’ha detto.

Laura Pausini racconta il suo docu – film su Prime Video

Il biopic disponibile da domani su Amazon Prime Video non racconta solo la vita dell’artista romagnola, ma è anche un modo per calarsi nei suoi panni, agli esordi. Madre single, cantante di pianobar, appare una Laura inedita, più triste e riflessiva. Scritto da Ivan Cotroneo, Monica Rametta e Laura Pausini, il film ha un intento preciso nello sguardo della pluripremiata cantante:

“Non volevo un documentario di autocelebrazione ma un viaggio introspettivo che rendesse più facile capire che, anche se spesso ci viene insegnato che bisogna vincere, per essere realizzati non è necessaria la fama. Il sentirsi realizzati non dipende da un premio che si ha in casa”. 

Il messaggio più importante per lei è quello che vuole mandare alla figlia Paola:

Mi piacerebbe che questo film servisse a Paola e ad altri giovani a capire che è importante anche imparare a perdere, non solo inseguire le affermazioni, i successi, i like“.

Nella pellicola la cantante dialoga con la sé stessa alternativa, che ha preso un’altra strada e non ha avuto successo, una sorta di sliding door. Cotroneo – che cura la regia- per realizzare il biopic ha vissuto un anno intero con la cantante, conoscendo tutto il suo entourage.

Il film è ricco di materiali d’archivio e inediti, merce ghiotta per i suoi fan internazionali. La prima italiana nominata agli Academy Awards, si racconta senza falsità, ma con un’autentica dose di umiltà:

Il punto più basso è quando ho vinto il Grammy ed ero da sola. Il più alto, naturalmente, è Sanremo 1993. Perché parte tutto da lì”.

“Non riesco a fare il disco”

La cantautrice di Faenza ha raccontato di star risentendo molto della sua situazione globale. Infatti da due anni non riesce a concludere il suo ultimo lavoro discografico perché si sente molto preoccupata per quanto sta accadendo intorno a lei. La pandemia e ora la guerra, stanno influendo sulla creatività dell’artista.

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Sono due anni che ci lavoro ma sono bloccata. Non ancora ho le canzoni che mi fanno avere il coraggio di salire sul palco. Non ho mai fatto un album senza avere un’idea da cui partire. Di solito parto dal titolo. E stavolta ancora non ce l’ho“.

Ad influire sul suo blocco creativo anche i suoi mille impegni, presto presenterà l’Eurovision Song Contest e fino a fine maggio non avrà tempo per lavorare sul suo disco. La cantante non ha paura, né fretta. Sa bene che quando è ispirata, in tre settimane riesce a chiudere il disco. Intanto ora si gode i successi di quest’ultimo periodo mentre il suo film la farà conoscere ancora più a 360°. Un lavoro di anni che, si spera, venga apprezzato anche dal grande pubblico.


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