Domenica 6 marzo, su Rai3, è andata in onda una nuova puntata di Che tempo che fa. A causa della guerra in Ucraina, Fabio Fazio ha deciso di cambiare la scaletta e per dedicare più spazio al conflitto. Di conseguenza, anche Luciana Littizzetto ha deciso di mettere da parte le risate. La comica piemontese ha deciso di scrivere una struggente lettera indirizzata ai soldati russi.

Il commovente messaggio di ‘Lucianina’

Di solito, Luciana Littizzetto regala ai telespettatori di Che tempo che fa un momento di goliardia. Questa volta, però, non ha potuto fare a meno di parlare del conflitto tra Russia e Ucraina. La 57enne piemontese ha scritto una commovente lettera ai soldati russi che si sono trovati a combattere per la patria da un giorno all’altro.

La lettera di “Lucianina” inizia così:

“Caro Dimitri, caro Ivan, caro Oleg, caro Pavel, caro Yuri. E ci metto dentro anche un caro Vladimir, perché in tutta la Russia ci sarà anche un Vladimir normale”.

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Nel proseguo della lettera, Littizzetto ha spiegato di scrivere dall’Italia ovvero la nazione che viene presa in giro in un programma russo ogni Capodanno. L’Ialia, quel paese che sicuramente è conosciuto dai russo per la pizza e il calcio. Poi, la comica si è rivolta di nuovo ai giovani soldati russi:

“Io non ti conosco, ma mi basta guardare la tua barbetta rada e la divisa troppo grande che in te rivede mio figlio e tutti i nostri figli”.

Come spiegato da Luciana, i soldi inviati al fronte non hanno alcuna colpa. Anche perché, sono pedine di una partita a scacchi che fose neanche conoscevano. La 57enne ha rivelato di provare compassione per i giovani soldati russi protagonisti a loro insaputa dell’invasione in terra ucraina. Secondo il concetto della comica, i ragazzi a 20 anni dovrebbero essere in giro per l’Erasmus, a corteggiare una ragazza sulla Rambla oppure semplicemente dovrebbero maneggiare altri tipi di cannoni:

“Invece sei lì, col cuore nel fango. Condannato a essere un maschio dell’Ottocento che va a morire per la patria”.

La dedica al soldato russo catturato dagli ucraini

Nella parte finale della lettera, Luciana Littizzetto ha rivolto un pensiero anche a Vanja, il soldato russo catturato dagli ucraini:

“Il Ministero della Difesa ucraina ha mandato un messaggio a tua madre, lo sai? Le ha detto che sei prigioniero, ma che può venire a Kyiv a riprenderti e riportarti a casa”.

La comica non ha dubbi che tutto il male visto dai soldati russi, farà diventare quei ragazzi degli uomini migliori un domani.  In futuro quei ragazzi verranno ricordati e chiamati solamente con il loro nome di battesimo.

Infine, la lettera si è conclusa citando un proverbio russo:

“Un proverbio esalta l’eroismo e dice: meglio morire per la zampata di un leone che per il morso di un gatto”.

Secondo la 57enne piemontese, non c’è nulla di vero in quel detto perché esiste una terza strada:

“Non morire e starsene sul divano con il gatto”.


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