The Last First: Winter K2, documentario diretto da Amir Bar-Lev, arriva in streaming e racconta la spedizione che nel gennaio 2021 ha portato dieci alpinisti nepalesi in cima al K2, insieme a quello che è accaduto intorno a loro.
Scarica ora la nostra nuova APP, è gratis! Programmazione TV, promemoria e notizie in tempo reale
L’ultima impresa che mancava all’alpinismo
Prima del gennaio 2021 nessuno aveva mai toccato la cima del K2 in inverno. Con i suoi 8.611 metri, la seconda vetta più alta del pianeta si erge nella catena del Karakorum, sul confine tra Pakistan e Cina, ed è considerata tra le salite più pericolose al mondo. Restava l’ultima grande impresa dell’alpinismo d’alta quota ancora da compiere, ed è quella sfida che il film ricostruisce seguendo la stagione invernale 2020-2021, quando diverse spedizioni si sono radunate ai piedi della montagna con l’ambizione di entrare nella storia.
Tra i protagonisti ci sono l’islandese John Snorri Sigurjónsson e il pakistano Muhammad Ali Sadpara, in cordata con il figlio Sajid. Insieme inseguono la prima salita invernale, muovendosi tra temperature estreme, condizioni meteorologiche imprevedibili e decisioni che possono rivelarsi fatali.
Una corsa diventata un affare
Quella che si presenta come una vicenda di coraggio e determinazione cambia presto natura. Un’azienda chiamata Seven Summits, che vende esperienze in alta quota a chi è disposto a pagarle, mette in commercio un pacchetto “Winter K2” e porta al campo base una cinquantina di persone in più con lo stesso obiettivo. Con gruppi commerciali, influencer, troupe cinematografiche e alpinisti dalle esperienze più disparate, gli equilibri si spostano: l’impresa diventa una competizione in cui il primato si mescola a interessi economici, rivalità e pressioni dei media.
Il 16 gennaio 2021 dieci alpinisti nepalesi raggiungono la vetta, firmando un risultato mai ottenuto prima. Nel gruppo c’è Nirmal Purja, conosciuto come Nims, sponsorizzato da Red Bull, che punta a portare il record in Nepal, Paese dalla profonda tradizione alpinistica da cui provengono gli sherpa ma con pochi primati al proprio attivo. La conquista ha un valore simbolico per il riconoscimento di guide rimaste a lungo in secondo piano, ma il film si domanda se il merito sia stato distribuito in modo equilibrato all’interno della squadra nepalese, o se gran parte della visibilità sia finita su Purja, abile a comunicare in inglese e ad attirare l’attenzione. Al suo nome è legata anche l’impresa delle quattordici cime sopra gli 8.000 metri salite in poco più di sei mesi, raccontata in 14 Peaks: Nothing Is Impossible.
La stagione non si chiude però con il successo. Nelle settimane successive altre squadre restano al campo base e continuano a pianificare la salita, tra cui John Snorri, Ali Sadpara, il cileno Juan Pablo Mohr, l’italiana Tamara Lunger e alpinisti meno esperti, in un contesto dove basta un passo falso per mettere a rischio l’intera spedizione. Il contrasto tra chi arriva in cima e chi resta invischiato nella tragedia è il cuore del racconto, e acquista un peso ulteriore per la morte di Nirmal Purja, travolto da una valanga in un momento compreso tra l’anteprima al Sundance e l’arrivo del documentario al grande pubblico.
Il film e il suo arrivo su Apple TV
Amir Bar-Lev costruisce il documentario mettendo insieme le riprese girate dagli stessi alpinisti durante la scalata, materiali d’archivio e le testimonianze di chi c’era e di chi ce l’ha fatta, così da guardare gli stessi fatti da punti di vista diversi e restituire la complessità delle spedizioni. Il regista, già autore di The Tillman Story (2010), premiato con un Emmy, di Happy Valley (2014) e di Long Strange Trip (2017), si interroga su cosa significhi eroismo e sulle contraddizioni dell’alpinismo contemporaneo, senza limitarsi a documentare un’impresa sportiva.
Prodotto da Propagate Content, Object Studios e Ventureland, il film dura 97 minuti ed è girato in inglese, urdu e islandese. Acquisito da Apple Original Films, è stato presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival e oggi è disponibile su Apple TV, dove la prova gratuita dura sette giorni e l’abbonamento costa 14,99 dollari al mese sul mercato statunitense. Sul Tomatometer di Rotten Tomatoes ha ottenuto il 100%. Del documentario è stato diffuso anche il trailer ufficiale.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
🛍 Iscriviti gratis ai migliori gruppi Telegram dedicati alle Offerte Tech e alle Offerte Casa 🔥

