Blade Runner 2099 continua a mostrarsi in vista del debutto su Prime Video e le nuove immagini ufficiali raccontano un cambiamento profondo nell’equilibrio tra umani e replicanti. Al centro della storia troviamo Michelle Yeoh e Hunter Schafer, ma lo scarto rispetto al passato riguarda soprattutto un altro aspetto: il potere, per la prima volta, sembra essere finito nelle mani sbagliate.

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Blade Runner 2099 ribalta il rapporto tra umani e replicanti

Le foto pubblicate mostrano Schafer nei panni di Cora, una donna umana che vive sotto copertura fingendosi replicante, e Yeoh come Olwen, una Blade Runner replicante ormai prossima alla fine del proprio ciclo di vita. Le due finiranno per collaborare contro un gruppo di replicanti ribelli, in un contesto sociale in cui sono proprio i replicanti a occupare la posizione dominante, mentre gli esseri umani sono costretti a muoversi ai margini.

Nei film originali i replicanti erano esseri creati e controllati dagli uomini. Blade Runner 2099 ribalta quella dinamica, mantenendo però intatti i temi centrali della saga: identità, memoria, sopravvivenza e il confine sempre più fragile tra umano e artificiale. La domanda che attraversa l’opera di Ridley Scott resta la stessa, ma ora arriva da una direzione inattesa, perché a decidere chi ha diritto a essere considerato umano sono coloro che un tempo erano considerati oggetti.

Le immagini mostrano Cora insieme a Elias e Bebeto mentre osservano qualcosa fuori campo, poi Cora e Olwen mentre cercano di muoversi senza farsi notare in una zona affollata, infine Olwen armata, pronta ad affrontare una minaccia ancora non identificata. Secondo Hunter Schafer, il rapporto tra le due protagoniste sarà il «cuore» della storia: provengono da esperienze opposte della Los Angeles del 2099, ma scopriranno di avere più cose in comune di quanto immaginino. Cora viene descritta come una sopravvissuta che da anni cerca di proteggere il fratello e di restare invisibile all’interno di uno stato dominato dai replicanti.

Tra gli appassionati circola un paragone: Olwen è un replicante alla fine del suo ciclo vitale, come Roy Batty di Rutger Hauer nel Blade Runner originale del 1982. Un’eco che sembra voluta e che collega la nuova serie al cuore emotivo del film di Ridley Scott, senza riproporne i personaggi.

Otto episodi, un cast tutto nuovo e il debutto fissato al 25 novembre

La serie debutterà su Prime Video il 25 novembre e sarà composta da otto episodi. Alla creazione troviamo Silka Luisa, mentre Ridley Scott torna nei panni di produttore esecutivo. La regia dei primi due episodi è affidata a Jonathan van Tulleken, già dietro la macchina da presa di Shōgun, che ricoprirà anche il ruolo di produttore esecutivo.

Nel cast figurano Daniel Rigby, Katelyn Rose Downey, Amy Lennox, Johnny Harris, Matthew Needham, Sheila Atim, Maurizio Lombardi e Tom Burke, a cui si aggiungono Dimitri Abold (Hunger Games: La ballata dell’usignolo e del serpente) e Lewis Gribben (Somewhere Boy). Nessuno di loro interpreterà volti già noti: nonostante la continuità con la stessa linea temporale, la storia introduce un gruppo di personaggi inediti. Come ha spiegato la stessa showrunner, «siamo così avanti nel futuro che ovviamente nessuno degli stessi personaggi è ancora in giro».

Il franchise nasce nel 1982 con il film diretto da Ridley Scott e interpretato da Harrison Ford, per poi proseguire nel 2017 con Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve, che riportò Ford accanto a Ryan Gosling, Ana de Armas, Robin Wright e Dave Bautista. Nonostante l’ottima accoglienza critica, quel sequel non riuscì a trasformarsi in un grande successo commerciale, ma l’universo ha continuato a espandersi attraverso cortometraggi e la serie animata Blade Runner: Black Lotus.

Le prime immagini in movimento sono state presentate al panel del San Diego Comic-Con, a cui hanno partecipato Silka Luisa, Michelle Yeoh e Hunter Schafer. Un assaggio che ha confermato quanto la serie voglia giocare con le aspettative di chi conosce il franchise da decenni, spostando l’asse del racconto su un mondo dove i ruoli si sono invertiti e le certezze dei film precedenti non valgono più.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI