Il ritorno nel mondo di Spartacus non è durato quanto sperato: Starz ha cancellato ufficialmente Spartacus: House of Ashur dopo una sola stagione, ponendo fine almeno sulla carta a quello che avrebbe dovuto essere il grande sequel della serie originale andata in onda dal 2010 al 2013. La notizia è arrivata il 22 maggio 2026, e ora Lionsgate Television sta cercando attivamente altri acquirenti per la serie.

La prima e unica stagione, composta da 10 episodi, era debuttata su Starz il 5 dicembre 2025, con il finale trasmesso il 6 febbraio 2026, e si era conclusa con una scena di grande impatto: Ashur che uccide Cesare dopo un’intensa battaglia. Un finale che lasciava chiaramente aperta la porta a sviluppi futuri, ora però in bilico.

La serie si poneva come un what if affascinante: cosa sarebbe successo se Ashur, il personaggio interpretato da Nick Tarabay morto in Spartacus: Vengeance, fosse sopravvissuto? Nella linea temporale alternativa costruita da Steven S. DeKnight, Ashur non è più uno schiavo, ma ha scalato le gerarchie del potere fino a diventare il padrone del ludus che un tempo lo possedeva. Governare una banda di gladiatori spietati, tuttavia, si rivela nulla in confronto alle insidie della politica romana, un ambiente in cui il tradimento non è un peccato ma una valuta di scambio.

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Il pubblico non ha convinto, nonostante la critica

I numeri raccontano una storia complessa: da un lato, House of Ashur ha raggiunto un 91% su Rotten Tomatoes dalla critica, un risultato che parla da solo, ma il giudizio del pubblico si è attestato su un più tiepido 63% di Popcornmeter. La serie è rimasta stabilmente nella top ten dei contenuti più visti su Starz nei mesi successivi al debutto, eppure non è bastato.

Il problema, secondo quanto riferito da fonti vicine alla vicenda, non era solo la quantità di spettatori, ma la loro composizione. Il genere sword-and-sandal attira tradizionalmente un pubblico prevalentemente maschile e bianco, una demografia che mal si allinea con il focus attuale di Starz, orientato verso le donne e i pubblici sottorappresentati. Un’ironia, considerando che House of Ashur presentava in realtà un cast diversificato con storyline dedicate a donne e personaggi LGBTQIA+: su tutti, la potente gladiatrice nera Achillia, interpretata da Tenika Davis.

Il cast annoverava anche Graham McTavish (noto per The Witcher), Ivana Baquero (la protagonista de Il labirinto del fauno), Claudia Black di Farscape, Leigh Gill apparso in Joker, oltre a Jordi Webber, Jamaica Vaughan, India Shaw-Smith e Jackson Gallagher. E poi c’è il ritorno di Lucy Lawless, che ha ripreso i panni di Lucretia nel pilot, in una scena ambientata nell’aldilà in cui il suo personaggio rimanda Ashur nel mondo dei vivi, dando così il via all’intera premessa della serie.

DeKnight aveva già scritto la stagione 2 e non si arrende

La notizia della cancellazione è arrivata nonostante DeKnight avesse già completato i copioni della seconda stagione, scrivendoli addirittura prima di vedere l’intera prima stagione nella sua interezza. Un dettaglio che non è privo di conseguenze pratiche: significa che, se un’altra piattaforma decidesse di raccogliere la serie, una seconda stagione potrebbe essere realizzata in tempi relativamente rapidi.

DeKnight stesso ha reagito pubblicamente sui social media con un messaggio che lascia aperto qualche spiraglio di speranza:

Tutto quello che posso dire al momento è che quando si chiude una porta, se ne apre un’altra, migliore…

Nel frattempo, a pesare sulla vicenda c’è anche la separazione tra Starz e Lionsgate, avvenuta nel maggio 2025. Da quel momento Starz non possiede più i diritti su House of Ashur, e la strategia del network si è spostata verso serie di cui detiene la proprietà intellettuale, come Fightland, prodotta da Curtis “50 Cent” Jackson, o il drama ambientato nel mondo del rodeo nero in Texas. House of Ashur era stata acquisita da Starz nel 2023, prima della separazione da Lionsgate, e questa dinamica ha sicuramente complicato le trattative sul suo futuro. Ora la palla passa ad altre piattaforme di streaming, che potrebbero rilevare una serie con una stagione già completa, critica favorevole e una seconda stagione pronta sulla carta.